San Giacomo, riapre lo storico presidio nel centro di Roma, chiuso dal 2008: ecco la data indicativa

Sullo sfondo resta una data indicativa: fine 2028 oppure 2029, in base all’avanzamento di progettazione, affidamenti, cantieri e collaudi
Di Lina Gelsi
Ospedale San Giacomo
Ospedale San Giacomo

La riapertura del San Giacomo torna su binari concreti. L’Asl Roma 1 ha pubblicato la procedura di gara per la progettazione dell’intervento che dovrà ridare una funzione sanitaria pubblica allo storico presidio nel cuore della Capitale, chiuso dal 2008. Un passaggio formale, ma decisivo, perché mette nero su bianco un percorso con obiettivi, risorse e tappe amministrative.

Sullo sfondo resta una data indicativa: fine 2028 oppure 2029, in base all’avanzamento di progettazione, affidamenti, cantieri e collaudi.

Gara Asl Roma 1 per il nuovo San Giacomo: progetto, fondi e posti letto

Il bando riguarda la progettazione (PFTE) della nuova struttura: un presidio orientato alle fragilità, alle cure intermedie e ai servizi territoriali, con funzioni che includono Rsa e lungodegenza. I numeri circolati nelle informazioni fin qui rese pubbliche parlano di un investimento stimato in 145 milioni e di circa 140 posti letto.

In termini pratici significa un luogo pensato per la presa in carico di pazienti che non hanno bisogno di un reparto per acuti, ma necessitano di assistenza continuativa, monitoraggi, riabilitazione e percorsi clinici strutturati.

Riapertura San Giacomo nel 2028-2029: la tabella di marcia indicata dalla Regione Lazio

La tempistica indicata ruota attorno al 2028-2029. È il quadro temporale legato all’iter amministrativo riattivato dalla giunta regionale guidata da Francesco Rocca, con l’obiettivo di riportare servizi pubblici nel centro storico e alleggerire la pressione sulle strutture ospedaliere per acuti.

La partita, adesso, si sposta sui tempi reali delle procedure: l’aggiudicazione della progettazione, poi la gara lavori e infine la fase di cantiere, con una finestra stimata in oltre due anni per arrivare a un presidio pronto e operativo.

UGL Salute: “Risultato di una battaglia durata anni”

Sul fronte sindacale, UGL Salute rivendica un percorso lungo. “La futura riapertura del San Giacomo non è solo una buona notizia: è il risultato di una battaglia che la UGL Salute porta avanti da anni”, dichiarano Fabrizio Fabbri, segretario regionale, e Valerio Franceschini, segretario provinciale di Roma.

La loro lettura parte dalla chiusura del 2008, descritta come un taglio che ha privato il centro di Roma di un presidio pubblico, con ricadute percepite sulle liste d’attesa e sul ricorso al privato, fino alla rinuncia alle cure per chi non riesce a sostenere costi e tempi.

Liste d’attesa e pronto soccorso: perché il nuovo presidio può fare la differenza

Il punto sostanziale è l’impatto organizzativo. Un presidio dedicato a cure intermedie e assistenza territoriale può ridurre ricoveri impropri e garantire dimissioni protette, liberando posti negli ospedali per acuti e limitando accessi ripetuti in pronto soccorso.

È una risposta che interessa anziani, pazienti cronici, persone con fragilità sociali e sanitarie, oltre a famiglie che spesso si trovano sole nella gestione di percorsi complessi. Per questo la riapertura del San Giacomo, se porterà servizi stabili, può incidere su tempi e qualità dell’assistenza in un’area centrale dove l’offerta pubblica è stata a lungo assente.

Assunzioni e organici: il nodo che deciderà la reale operatività

UGL Salute, però, mette subito un paletto: senza personale non c’è sanità. Fabbri e Franceschini chiedono che le assunzioni diventino il pilastro del progetto, con organici adeguati per Rsa, lungodegenza, ambulatori e percorsi diagnostico-terapeutici, garantendo turni sostenibili. È un avvertimento che chiama in causa Regione e Asl: la differenza, per i cittadini, non la farà solo un edificio ristrutturato, ma la capacità di aprire reparti e ambulatori con professionisti sufficienti, ogni giorno, senza servizi “a singhiozzo”.

Sanità pubblica nel centro di Roma: le aspettative sui prossimi passaggi

Con la gara avviata, il dossier entra nella fase che produce atti, scadenze e verifiche. Per la politica regionale è un test di credibilità amministrativa; per il sindacato è una partita da seguire passo dopo passo; per i cittadini è l’attesa di risultati misurabili: percorsi territoriali funzionanti, risposte rapide, continuità assistenziale. La promessa, adesso, deve trasformarsi in servizi: è lì che si giocherà la fiducia verso il nuovo San Giacomo

 
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