Il presepe “più profondo” d’Italia è a Colleferro: la Notte Santa nelle gallerie della guerra

Il Presepe Vivente verrà allestito nei rifugi antiaerei di via Roma, scavati oltre 40 metri sotto il livello stradale
Di Alessandra Monti
Rifugi antiaereo a Colleferro
Rifugi antiaereo a Colleferro (dalla Pagina Facebook del sito)

Nel Lazio, a pochi chilometri da Roma, il Natale assume una forma inattesa e potente. A Colleferro, domenica 21 dicembre, il Presepe Vivente verrà allestito nei rifugi antiaerei di via Roma, scavati oltre 40 metri sotto il livello stradale. Gallerie che durante la Seconda guerra mondiale offrirono protezione a migliaia di persone diventano oggi il luogo scelto per raccontare la Natività. Un gesto che unisce storia e presente, fede e coscienza civile, e che propone una riflessione capace di parlare a tutto il Paese.

Colleferro, la Natività nei rifugi antiaerei: un presepe che nasce dalla memoria

Scendere nei rifugi significa entrare in uno spazio che conserva una memoria viva. Quei corridoi, costruiti per difendere la popolazione dai bombardamenti, hanno accolto famiglie intere, paure, silenzi e attese. Oggi diventano il teatro di un presepe che non cerca l’effetto, ma il senso. La discesa stessa è parte dell’esperienza: il pubblico percorre un tragitto che riporta indietro nel tempo e invita a guardare il Natale con uno sguardo diverso, più essenziale.

Colleferro, la Natività nei rifugi antiaerei: un messaggio che guarda al mondo

Rappresentare la nascita di Gesù sotto terra non è una scelta casuale. Il riferimento è esplicito a ciò che accade ancora oggi in molte aree di conflitto, dove bambini vengono alla luce in rifugi, cantine, ospedali improvvisati. Gaza e l’Ucraina sono esempi che rendono attuale questo presepe, trasformandolo in un segno che va oltre i confini locali. La Natività, collocata in un luogo di protezione e paura, richiama la fragilità della pace e il valore universale della vita umana.

Colleferro, la Natività nei rifugi antiaerei: le parole del sindaco e il senso del progetto

«Sarà il presepe vivente più profondo d’Italia», spiega il sindaco Pierluigi Sanna, sottolineando come il percorso, che arriva fino a circa 45 metri, tenga insieme storia, spiritualità e memoria collettiva. Il progetto riporta la città nei luoghi che hanno custodito la speranza nei momenti più bui, offrendo una chiave di lettura che parla anche al presente. Non una rievocazione fine a se stessa, ma un modo per restituire significato a spazi spesso dimenticati.

Colleferro, la Natività nei rifugi antiaerei: cittadini protagonisti, non attori

L’iniziativa, promossa dal Comune di Colleferro in collaborazione con Pro Loco e Azione Cattolica, è dedicata al ricordo di Renzo Rossi. A dare volto e voce al presepe saranno cittadini, volontari e famiglie. Non interpreti professionisti, ma persone comuni che hanno scelto di mettersi in gioco, rendendo il racconto autentico e riconoscibile. In scena la Notte Santa di Guido Gozzano, testo che accompagna il percorso con parole sobrie e profonde, adatte al contesto.

Colleferro, la Natività nei rifugi antiaerei: orari, accessi e fruizione

Il percorso nei rifugi di via Roma sarà aperto per tutta la giornata di domenica 21 dicembre, con accessi regolamentati per garantire sicurezza e una fruizione ordinata. Gli orari previsti sono dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 16.00 alle 18.00. Un’organizzazione pensata per consentire a tutti di vivere l’esperienza senza fretta, nel rispetto di un luogo delicato e carico di significato.

Colleferro, la Natività nei rifugi antiaerei: un Natale che parla a tutta l’Italia

In un tempo segnato da conflitti e incertezze, il presepe di Colleferro propone un messaggio semplice e diretto. Riportare la Natività sotto terra significa ricordare che la speranza nasce spesso nei luoghi più bui. È questo il senso profondo dell’iniziativa: trasformare un simbolo della guerra in uno spazio di riflessione condivisa, capace di parlare non solo a una città, ma a un intero Paese.

 
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