Clamoroso ritrovamento del Tesoro degli Asburgo. Custoditi in una valigia di cuoio pezzi mitici come il diamante Florentine

Karl d’Asburgo Lorena è l’attuale capo della dinastia e pochi giorni fa si è confidato con un giornalista del settimanale Der Spiegel
Di Redazione
Florentine, il diamante ritrovato degli Asburgo

Dopo oltre un secolo sono ricomparsi in Canada nel caveau di una banca del Quebec i mitici gioielli degli Asburgo. Non erano, dunque, stati persi o rubati, come sosteneva una leggenda, ma custoditi gelosamente addirittura conservati nella stessa valigia di cuoio in cui furono trasportati dall’Europa.

La notizia ha destato scalpore e in qualche caso emozione in tutto il mondo. Non c’è testata giornalistica che non ne stia scrivendo. Der Spiegel, noto settimanale tedesco investigativo  ha lanciato per prima la notizia, dedicando la copertina ai gioielli e a Karl d’Asburgo Lorena, figlio primogenito del mitico Otto d’Asburgo parlamentare europeo per vent’anni, di cui esistono le sue foto bambino sulle ginocchia dell’imperatore Francesco Giuseppe.

Karl d’Asburgo Lorena

Karl è l’attuale capo della dinastia, politico ed imprenditore, che pochi giorni fa si è confidato con un giornalista di Spiegel, raccontando del ritrovamento. I gioielli erano stati portati in Canada da l’ultima imperatrice dell’Austria-Ungheria, l’italiana Zita di Borbone Parma,  dopo lo sgretolamento dell’impero a seguito della sconfitta contro l’Italia del 4 novembre 1918 nella Prima Guerra Mondiale, e dopo la morte in esilio a Madeira del marito per polmonite.

Karl a Spiegel ha spiegato che lui ha appreso dell’esistenza del tesoro solo poche settimane fa. Nella valigia vi è un diamante di enorme valore il “Florentine” che si riteneva essere stato tagliato e venduto a pezzi. Mancano però la corona di diamanti di Sissi e una collana di Maria Teresa. Come mai? Questo è un mistero.

Procediamo con Ordine. Quando l’impero i stava sgretolando l’imperatore affidò tutti gioielli al suo fidato conte Leopold von Berchtold che li portò in Svizzera. Fu proprio in Svizzera che la famiglia imperiale si trasferì dopo un primo tentativo di riconquistare almeno il regno d’Ungheria. Poi però, nel 1921, l’imperatore Carlo I con la moglie, l’imperatrice Zita, con un biplano andarono ancora in Ungheria per cercare di riprendersi il regno.

Portarono con loro i gioielli. Forse fu proprio in quella occasione che potrebbe essere stata persa la corona di Sissi. Il tentativo falli e la coppia fu mandata a Madeira dove l’imperatore morì in stato di indigenza il 1 aprile 1922.

L’imperatrice con gli 8 figli si trasferì in Europa e qui rivelò a due soli dei suoi figli l’esistenza del tesoro, facendogli promettere di tenere il segreto più assoluto. Loro due o il loro discendente primogenito avrebbe potuto rivelare il segreto solo dopo cento anni. Era il 1922. Intanto in Europa aveva preso il potere Hitler, che odiava gli Asburgo ricambiato nell’odio da Zita e dai suoi figli.

Hitler per questo motivo condannò a morte il primogenito Otto d’Asburgo dando ordine ai suoi servizi di acciuffarlo in ogni parte del mondo. Otto sfuggì per miracolo all’arresto mentre dalla Francia, Zita con i figli riuscirono a partire per gli Stati Uniti, portandosi la valigia con i gioielli che poi depositò in Canada informando i due figli custodi con lei del segreto.

Passati i 100 anni un giorno Karl ha ricevuto una telefonata da un cugino, figlio di uno dei due custodi del segreto, che lo ha informato del tesoro. Allora uno dei più famosi gioiellieri austriaci, A.E. Koechert è stato incaricato di periziare il tesoro: era tutto autentico compreso il diamante di 137 carati Florentine. Dunque non si comprendono le affermazioni del gioielliere svizzero Alphonse Sondheimer che vedette all’asta dei diamanti che, secondo lui, erano parti del fiorentine.  

Proprio in queste ore l’esperto, ex proprietario di due famose gioiellerie a via Veneto a Roma, Manlio Bertucci, azzarda una ipotesi: dire che  dei diamanti sono stati originati dal taglio di una pietra di grande valore storico ne fa accrescere il prezzo e di molto rispetto a se fossero semplici pezzi pur di buon valore intrinseco.

Ritornando all’attuale capo degli Asburgo, Karl, aveva tenuto riservata la notizia del ritrovamento del tesoro. Poi però il furto dei gioielli al museo del Louvre a Parigi, lo aveva solleticato a voler rivelare la notizia. Così ha pensato di allertare un suo amico giornalista allo Spiegel.  Come un fulmine la notizia ha fatto il giro del mondo suscitando molta emozione.

Tra la nobiltà, certamente, ma anche tra la gente comune affascinata dal ricordo di Sissi e della sfortunata famiglia dell’ultimo imperatore, reso “beato” dal papa Giovanni Paolo II, il quale ha apprezzato le virtù cristiane dell’ultimo imperatore, che cercò in tutti i modi di fare finire la prima guerra mondiale e si oppose all’uso dei gas sui fronti di battaglia. Non fu ascoltato da suoi alleati e dalle potenze avversarie.

L’ondata di emozione è stata palese nella fortezza di Viglas, dove da tutta Europa e America sono riuniti gli appartenuti alla Fraternitas del Drago, associazione/congrega che ricorda l’impegno degli Asburgo nella difesa delle radici cristiane d’Europa, e quelli dell’Ordine della Pietà del Pellicano organismo voluto da padre Adeodato Mancini.

Il principe Andrea Giangiacomo Gonzaga Trivulzio Galli con Padre Cosma, al secolo Antonio Parisi

Presente anche il principe Andrea Giangiacomo Gonzaga Trivulzio Galli,  battezzato da Otto d’Asburgo nel 1990 e i cui avi avevano vissuto nel castello di Viglas, che a noi di Qui Italia ha confidato: “Mi si sono inumiditi gli occhi quando ho appreso del ritrovamento del tesoro e spero che possa essere esposto per renderlo fruibile. Bene questa del ritrovamento in Canada del tesoro e del diamante Florentine mi riempie di gioia”.

E se il principe Gonzaga Trivulzio Galli gioisce, in quel di Vienna il vice  cancelliere socialdemocratico, Andrea Babler, sta organizzando una squadra di giuristi per mettere le mani sui gioielli e portarseli in Austria. Secondo avvocati internazionali, Babler non ci riuscirà. I gioielli furono portati all’estero prima che il governo austriaco decretasse il sequestro dei beni della casa imperiale.

Eugenio Parisi

 
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Cronaca

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