Nel cuore dell’Abruzzo, precisamente a Calascio, sorge la prima Scuola di Perfezionamento della Pastorizia Estensiva. L’obiettivo? Rilanciare un mestiere antico, quello del pastore, adattandolo alle sfide moderne. Aperta agli under 40, questa scuola si propone di formare nuovi imprenditori che sappiano coniugare tradizione e innovazione in un settore cruciale per l’ambiente.
Calascio, prima scuola per imparare il mestiere del pastore
Calascio è un piccolo comune vicino L’Aquila che ospita questa iniziativa unica nel suo genere. Qui, i partecipanti imparano le tecniche dell’allevamento estensivo, un modello che punta alla gestione sostenibile delle risorse naturali e alla conservazione della biodiversità. Il corso offre una formazione completa che abbraccia diverse competenze: dalla gestione dei pascoli alla cura degli animali, fino all’aspetto economico e imprenditoriale dell’attività pastorale.
La reazione delle famiglie locali
Le comunità locali hanno accolto con entusiasmo l’apertura della scuola. Non solo offre ai giovani una possibilità concreta di lavoro in aree a rischio spopolamento, ma promette anche di rivitalizzare l’economia locale. “È una grande opportunità per chi ama la natura e vuole restare legato al territorio”, afferma Marco, un giovane partecipante al corso.
Le istituzioni appoggiano il progetto
Il progetto ha ricevuto il sostegno delle istituzioni locali e regionali, che vedono nella scuola un mezzo per contrastare l’abbandono delle aree interne. “Investire nella formazione dei giovani è fondamentale per preservare il nostro patrimonio culturale e naturale”, dichiara Anna Bianchi, assessore regionale all’agricoltura.
L’importanza della sostenibilità
L’allevamento estensivo promosso dalla scuola non è solo una questione di tradizione. È soprattutto una scelta ambientale sostenibile, capace di ridurre l’impatto ecologico rispetto ai metodi intensivi. I pastori moderni diventano così custodi del territorio, con un ruolo centrale nella protezione degli ecosistemi locali.
Un modello da seguire in altre regioni
I primi corsisti sono già al lavoro sui monti abruzzesi, applicando quanto appreso. Le prospettive sono promettenti: con la giusta formazione e supporto istituzionale, il mestiere del pastore potrebbe diventare un modello da seguire anche in altre regioni d’Italia.
