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Weekend sportivo, le divisioni e l’orgoglio nazionale

Il derby meneghino sorride all’Inter, mentre l’Italia può sorridere con le vittorie nel rugby e nella pallavolo, e con la doppietta Ferrari a Singapore

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Lo sport divide, lo sport unisce. È il bello di un passatempo in grado di separare i popoli in opposte tifoserie, solo in parte dettate dal campanilismo, ma anche di unirli nel momento in cui prevale l’orgoglio di una Nazione.

Il primo caso è, per esempio, quello del calcio, che nel weekend appena trascorso ha regalato tra l’altro il derby Milan-Inter. Un match accesosi verso la metà del primo tempo, per poi regalare emozioni e spettacolo. Forse l’aspetto maggiormente deficitario è stato l’equilibrio, che si è sostanzialmente avuto solo nella seconda parte della prima frazione, per poi infrangersi, al rientro dall’intervallo, sulla rasoiata di Marcelo Brozović (imparabilmente deviata da Rafael Leão) e sulla zuccata di Romelu Lukaku. Per i nerazzurri si è trattato del terzo trionfo consecutivo nella stracittadina meneghina, che ha significato anche il controsorpasso in testa alla classifica sulla Juventus che fu di Antonio Conte. Per i rossoneri, che in serie A non battono i cugini da quasi quattro anni, resta il problema della sterilità offensiva, a cui il tecnico Marco Giampaolo dovrà porre rimedio in tempi molto rapidi: il campionato, infatti, non conosce soste, e l’occasione del riscatto è già alle porte.

Ma l’ultimo fine settimana è stato caratterizzato anche da eventi capaci di compattare nel nome dell’azzurro. Un azzurro tinto di rosso a Singapore, dove il Gran Premio di Formula 1 si è concluso a sorpresa con la prima vittoria stagionale di uno scatenato Sebastian Vettel: dietro al quale si è piazzato il poleman Charles Leclerc, per una straordinaria doppietta della Ferrari. A far da contraltare, la delusione delle favoritissime Mercedes, finite addirittura fuori dal podio, mentre va registrato che, nel valzer dei pit-stop, il pugliese Antonio Giovinazzi su Alfa Romeo è stato per pochi giri al comando della corsa.

C’è stato poi il debutto della Nazionale di rugby ai Mondiali giapponesi: un esordio vincente contro la modesta Namibia, piegata 47-22 alla fine di un match in cui l’Italia non ha pienamente convinto, come dimostrano le tre mete realizzate dagli Africani. Un piccolo campanello d’allarme in vista delle sfide più probanti (per non dire decisive) contro Canada e, soprattutto, Sudafrica – senza considerare la chiusura monstre contro gli All Blacks.

Chiusura doverosa con gli Azzurri della pallavolo, che hanno spazzato via la Turchia negli ottavi di finale degli Europei in corso di svolgimento in quattro Stati differenti (Francia, Slovenia, Belgio e Paesi Bassi), soffrendo un minimo solo nel primo set prima di chiudere agevolmente 3-0. Ad attenderli ci sarà ora a Nantes la Francia padrona di casa e già affrontata nella fase a gironi, in cui i transalpini hanno inflitto ai ragazzi di Gianlorenzo Blengini l’unica sconfitta del torneo. La vendetta è un piatto che va gustato freddo: e a spingere la Nazionale di volley contro i grandi rivali ci sarà, per una volta, l’Italia intera, unita sotto il simbolo imperituro del tricolore.

Mirko Ciminiello è nato a Rimini nel 1985 e vive a Roma, dove si è laureato in Chimica (triennale) e Chimica Organica e Biomolecolare (specialistica) alla Sapienza, in Scienze della Comunicazione (triennale) e Scienze Cognitive della Comunicazione e dell'Azione (magistrale) a Roma Tre. Giornalista, attore per hobby, collabora con l'associazione Pro Vita e Famiglia ed è autore di 9 libri, di cui due in inglese.