Il nuovo modello degli Internazionali d’Italia: tennis in piazza, Foro Italico rinnovato e sport per tutti

Il campo ospita pre-qualificazioni gratuite, allenamenti, esibizioni e raduni tecnici durante il torneo
Di Alessandra Monti
Foro Italico - Stadio Centrale del Tennis
Foro Italico - Stadio Centrale del Tennis

Il campo da tennis a Piazza del Popolo, tornato per il terzo anno consecutivo in occasione degli Internazionali BNL d’Italia 2026, non è soltanto una scelta di grande impatto visivo. È il segnale di una trasformazione più ampia nel modo in cui l’Italia organizza e comunica i grandi eventi sportivi.

Roma Capitale, Federazione Italiana Tennis e Padel e Sport e Salute portano il torneo fuori dal suo impianto principale, lo collegano alla città storica e costruiscono un modello fondato su accessibilità, promozione internazionale e uso pubblico degli spazi urbani. Il campo ospita pre-qualificazioni gratuite, allenamenti, esibizioni e raduni tecnici durante il torneo.

Internazionali d’Italia e sport diffuso: perché Piazza del Popolo pesa nel modello Roma

La decisione di allestire un campo regolamentare in una piazza centrale della Capitale ha un valore che supera l’effetto cartolina. Piazza del Popolo diventa un dispositivo di comunicazione pubblica: mette il tennis dentro un luogo attraversato ogni giorno da cittadini, visitatori, famiglie e turisti. Il torneo non chiede al pubblico di raggiungerlo soltanto nel suo spazio tradizionale, ma intercetta la città nel suo flusso naturale.

È una tendenza sempre più importante nei grandi eventi contemporanei. La competizione resta negli impianti, ma il racconto si allarga. Le città non vogliono più essere semplici sedi: vogliono usare gli eventi per promuovere immagine, servizi, turismo, partecipazione, attrattività economica. Roma, con gli Internazionali, prova a farlo attraverso un linguaggio immediato: un campo da tennis nel cuore monumentale della città.

La formula produce diversi effetti. Da un lato consente al pubblico di assistere gratuitamente a una parte dell’evento, con le pre-qualificazioni aperte. Dall’altro alimenta una narrazione internazionale molto forte: Roma non ospita soltanto il tennis, lo porta dentro la propria identità urbana.

Accessibilità e promozione sportiva: il ruolo di Roma Capitale, Fitp e Sport e Salute

La presenza dell’assessore Alessandro Onorato, del direttore generale Fitp Marco Martinasso, dell’amministratore delegato di Sport e Salute Diego Nepi Molineris e del direttore degli Internazionali Paolo Lorenzi mostra la convergenza istituzionale dietro il progetto. Le parti coinvolte puntano a un obiettivo comune: rendere il grande tennis più vicino al pubblico e usare il torneo come motore di partecipazione.

Onorato ha insistito sul valore simbolico del campo, pensato per consentire l’accesso gratuito alle pre-qualificazioni e agli allenamenti dei campioni. Ha richiamato anche la forza delle immagini destinate a circolare nel mondo, capaci di veicolare una Roma positiva, moderna e dinamica.

Sport e Salute, attraverso Diego Nepi Molineris, ha collegato l’iniziativa alla missione di rendere lo sport più accessibile e vicino alle persone, portandolo oltre i luoghi tradizionali. In questa cornice, Piazza del Popolo diventa anche un messaggio ai giovani: lo sport di alto livello non deve restare distante, può essere visto, frequentato, desiderato.

Il tennis italiano cresce e Roma prova a trasformare il successo in sistema

Il momento del tennis italiano dà ulteriore peso all’operazione. La popolarità del movimento, sostenuta dai risultati dei campioni italiani e da una partecipazione sempre più ampia, offre agli Internazionali d’Italia una piattaforma favorevole. Il compito delle istituzioni sportive e cittadine è trasformare questa attenzione in struttura: più pubblico, più praticanti, più impianti, più cultura sportiva.

Paolo Lorenzi ha sottolineato la volontà di offrire al pubblico occasioni di divertimento e grande tennis, richiamando le novità dell’edizione 2026, dalle nuove arene ai servizi per gli spettatori. Ha evidenziato anche il coinvolgimento di oltre 50 mila bambini agli Internazionali e il valore del campo a Piazza del Popolo come strumento per avvicinare i più piccoli e la città al tennis.

Questo punto è centrale. I grandi eventi funzionano davvero quando producono effetti oltre la durata del calendario agonistico. La visibilità dei campioni è importante, ma lo è ancora di più la capacità di generare pratiche sportive, curiosità, partecipazione giovanile, continuità nei territori.

Foro Italico 2026: 21 campi, nuove arene e riqualificazione degli spazi

L’edizione 2026 degli Internazionali si lega a un piano di sviluppo del Foro Italico. I 21 campi previsti, 19 al Foro Italico e 2 sul Lungotevere, definiscono un assetto più articolato. Il Campo Centrale resta il cuore del torneo; la Grand Stand Arena, ripensata e rinominata BNP Paribas Arena, viene collocata nell’area dello Stadio dei Marmi con capienza superiore a 7 mila spettatori; la SuperTennis Arena, prevista accanto all’ex Ostello della Gioventù, punta a rafforzare il rapporto diretto del pubblico con il gioco.

Il progetto di restyling riguarda anche la qualità degli spazi: recupero delle superfici storiche, sostituzione di ampie aree asfaltate con pavimentazioni naturali, incremento del verde attrezzato, nuove zone per fitness, relax e studio, migliore collegamento con la città e valorizzazione dello Stadio dei Marmi con un percorso museale dedicato allo sport italiano.

Questo è il passaggio che sposta la notizia dal piano sportivo a quello urbano. Il Foro Italico non viene pensato solo come teatro temporaneo di un torneo, ma come infrastruttura da rendere più accessibile e utilizzabile durante l’anno. La qualità di un evento si misura anche dalla capacità di lasciare servizi, spazi e funzioni dopo la fine della manifestazione.

Turismo, immagine internazionale e diplomazia urbana dello sport

Il campo di Piazza del Popolo lavora anche sul piano del posizionamento internazionale. In un mercato globale nel quale le città competono per attrarre eventi, turisti, investimenti e attenzione mediatica, la fusione fra sport e paesaggio urbano produce un vantaggio comunicativo immediato. Roma dispone di un capitale simbolico enorme; il punto è usarlo senza ridurlo a fondale passivo.

Gli Internazionali d’Italia, in questa visione, diventano una forma di diplomazia urbana. Mostrano la città attraverso un evento popolare e globale, parlano agli appassionati di tennis ma anche ai viaggiatori, ai media internazionali, agli operatori turistici. Piazza del Popolo, Campo Centrale, Stadio dei Marmi e Lungotevere entrano nello stesso racconto: la Capitale come piattaforma sportiva e culturale.

La posta in gioco riguarda anche l’economia cittadina: presenze, ristorazione, accoglienza, mobilità, servizi, commercio. Un torneo di questo livello non vive soltanto dentro i campi; genera movimento attorno agli impianti, nelle piazze, negli alberghi, nei quartieri più coinvolti dai flussi.

Il caso Roma e la lezione per i grandi eventi italiani

Il ritorno del tennis a Piazza del Popolo indica una possibile direzione per i grandi eventi italiani: meno separazione fra evento e città, più integrazione con spazi pubblici, trasporti, turismo, educazione sportiva e riqualificazione. Non basta organizzare bene una manifestazione; occorre renderla leggibile, utile, aperta, capace di costruire valore anche per chi non compra un biglietto.

Roma, con gli Internazionali d’Italia 2026, prova a tenere insieme spettacolo, accessibilità e trasformazione urbana. Il campo in piazza è la parte più visibile. Il restyling del Foro Italico è la parte strutturale. La crescita del tennis italiano è il contesto favorevole. La vera partita, per il sistema sportivo nazionale, sarà far durare questo modello oltre l’onda mediatica del torneo.

 
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Sport

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