Roma è la città più colpita d’Italia dagli eventi climatici estremi: 93 casi dal 2015. Il nuovo allarme di Legambiente

Nel report 2025, accanto a Roma, compare anche Fiumicino, classificata tra le dieci città italiane più colpite da eventi climatici estremi nella fascia tra 50mila e 150mila abitanti
Di Alessandra Monti
Colosseo allagato
Colosseo allagato

Roma guida la classifica nazionale per numero di eventi climatici estremi registrati negli ultimi dieci anni. A rivelarlo è il nuovo Report CittàClima 2025 di Legambiente, dedicato quest’anno alle governance urbane per l’adattamento al clima.
Dal 2015 a oggi nella Capitale si sono verificati 93 episodi legati alla crisi climatica, pari all’11,5% del totale nazionale. Nessun’altra città italiana presenta un dato simile: Milano, seconda in graduatoria, ne conta 40.

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Allagamenti e vento forte, i principali fenomeni estremi nella Capitale

Dall’analisi di Legambiente emerge che Roma ha subìto 54 allagamenti da piogge intense, una cifra che spiega il crescente stress della rete idrica e fognaria cittadina.
Seguono 12 danni provocati da raffiche di vento, 12 episodi che hanno coinvolto infrastrutture, 3 grandinate, 3 esondazioni fluviali, 6 mareggiate, 1 evento di siccità prolungata, 1 danno al patrimonio storico e 1 picco di temperature record.

In sostanza, ogni tipo di evento climatico estremo ha toccato Roma almeno una volta negli ultimi anni, un dato che sottolinea la vulnerabilità della città rispetto ai cambiamenti in corso.

Legambiente: “Il consumo di suolo ha aggravato gli effetti del clima”

«Roma continua a detenere il record nazionale di eventi estremi – spiega Roberto Scacchi, presidente di Legambiente Lazio – e questo accade non solo per l’estensione del territorio, ma per il consumo di suolo che per anni è andato fuori controllo».
Secondo l’associazione, la crescita disordinata dei quartieri e la nascita di grandi poli della logistica hanno ridotto la capacità del terreno di assorbire le piogge, aumentando il rischio di allagamenti.

Scacchi riconosce però un segnale positivo: «Negli ultimi mesi il consumo di suolo mostra una leggera contrazione, mentre il Comune ha avviato la Strategia di Adattamento climatico, che fissa principi importanti per affrontare piogge violente, carenze idriche e temperature in aumento».

Strategia di Adattamento del Campidoglio

La Strategia di Adattamento di Roma Capitale, approvata a gennaio 2025, viene indicata nel report di Legambiente come una delle buone pratiche urbane.
Il piano definisce misure per contenere gli effetti dell’erosione costiera, proteggere le infrastrutture idriche, ridurre il rischio di allagamenti e preparare la città alle ondate di calore sempre più frequenti.

Tuttavia, per Legambiente, la vera sfida comincia adesso. «I risultati arriveranno solo nel medio-lungo periodo – osserva Scacchi – ma serve un’accelerazione sulle azioni concrete di ri-urbanizzazione e sulla riduzione delle emissioni».

Mobilità e smog: il punto debole della Capitale

La riduzione delle emissioni climalteranti, secondo il report, passa anche da una revisione profonda del modello di mobilità urbana.
Roma resta una delle città europee con il più alto numero di automobili private per abitante, e questo si riflette sulla qualità dell’aria e sui livelli di CO₂.

Legambiente sollecita un cambio di passo: «Serve una drastica riduzione del parco auto – afferma Scacchi – e un forte potenziamento del trasporto pubblico. I cantieri per nuove tranvie e prolungamenti della metropolitana sono segnali positivi, ma la retromarcia sulla Fascia Verde è un passo indietro rispetto agli obiettivi climatici».

L’allarme arriva mentre si apre la COP30 in Brasile

La pubblicazione del report CittàClima coincide con l’apertura della COP30 in Brasile, la conferenza internazionale sul clima in cui si discuterà del rispetto degli Accordi di Parigi.
Legambiente richiama l’attenzione sul ruolo decisivo delle città nel contrasto al riscaldamento globale: «Ogni città deve agire ora, con impegno e coerenza – conclude Scacchi – per fermare la febbre del pianeta e mettere in sicurezza i cittadini».

Fiumicino tra le dieci città più esposte ai fenomeni estremi

Nel report 2025, accanto a Roma, compare anche Fiumicino, classificata tra le dieci città italiane più colpite da eventi climatici estremi nella fascia tra 50mila e 150mila abitanti.
Una conferma che la zona metropolitana romana è un territorio fragile, sottoposto a pressioni ambientali costanti, dove l’aumento di fenomeni meteorologici intensi impone una pianificazione condivisa tra i comuni.

La sfida di Roma: trasformare la vulnerabilità in resilienza

Il quadro delineato da Legambiente è netto: Roma è oggi la città italiana più esposta agli impatti del cambiamento climatico.
Per invertire la tendenza, sarà decisivo passare dalle strategie ai cantieri: mettere a terra i progetti, accelerare la transizione energetica e rendere la mobilità più sostenibile.
La crisi climatica è già qui, e la Capitale — con i suoi 93 eventi estremi in dieci anni — ne rappresenta una fotografia fedele.

 
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Ambiente

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