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La scoperta sul Cancro, le cellule staminali e il modello “Harry Potter”

Un team tedesco scopre che i tumori si nascondono dal sistema immunitario grazie a un “mantello dell’invisibilità” biologico

I fan di Harry Potter ricorderanno certamente i “Doni della Morte” che danno il nome all’ultimo libro della celeberrima saga. La Bacchetta di Sambuco, la più potente bacchetta magica esistente; la Pietra della Resurrezione, in grado di evocare i morti; e il Mantello dell’Invisibilità, di cui il maghetto nato dalla penna di J.K. Rowling entra in possesso fin dal primo volume, e che risulta estremamente utile a Harry e ai suoi amici Ron ed Hermione per sfuggire a pericoli di varia natura nel corso delle loro innumerevoli avventure.

Curiosamente, è stato appena scoperto che le cellule staminali tumorali usano un trucco biologico molto simile per nascondersi dal sistema immunitario. La ricerca, pubblicata su Nature, è stata coordinata da Helmut R. Salih dell’università tedesca di Tubinga, e si è focalizzata sulla leucemia mieloide acuta, un tipo di patologia caratterizzato da un alto tasso di recidiva dopo un iniziale esito positivo dei trattamenti anti-cancro.

Proprio questo fenomeno aveva portato a estendere anche all’oncologia il concetto di “cellula staminale”, che indica una classe di cellule primitive e non specializzate, capaci di trasformarsi in diversi altri tipi di cellule del corpo. La nuova accezione sta a designare una rara popolazione di cellule tumorali, dotate di specifiche proprietà, in grado di proliferare e dar luogo alla malattia anche se presenti in un numero esiguo.

L’équipe teutonica ha quindi analizzato le cellule cancerose prelevate da 175 pazienti, scoprendo un meccanismo sorprendente. Normalmente, sulla superficie delle cellule malate è presente una proteina, dal singolare nome di NKG2D, che funge da sistema d’allarme fisiologico: quando il sistema immunitario la rileva, “capisce” che vi è un’alterazione in atto e provvede a eliminare il pericolo.

Ma le cellule staminali tumorali sono in grado di produrre un particolare enzima che blocca la produzione della proteina NKG2D, ingannando così il sistema immunitario, che non riconosce tali cellule come cancerose. In un certo senso, è come se questo enzima agisse da complice del tumore “tagliando i fili dell’antifurto”; o come se, per l’appunto, fungesse da mantello dell’invisibilità biologico per occultare il cancro ai nostri guardiani interni.

Il team di scienziati ha confermato l’ipotesi grazie a dei test condotti su topi a cui era stato indotto lo sviluppo della patologia. Ad alcuni degli animali è stata somministrata una molecola che blocca l’enzima incriminato: dopo questo trattamento, le cellule staminali tumorali hanno ripreso a produrre la proteina NKG2D, venendo quindi riconosciute ed eliminate dal sistema immunitario. Il mantello dell’invisibilità era caduto.

Questo studio può aprire la strada a nuove ed efficaci terapie anti-tumorali. Ma è anche uno straordinario punto d’osservazione sull’incredibile fantasia della natura: che ha anticipato di svariate migliaia di anni la pur fervida immaginazione di una scrittrice eccezionale come J.K. Rowling. Chapeau.