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Spettacoli

La Casa Di Carta: il primo trailer della terza stagione.

La Casa Di Carta torna con la terza stagione. Ad annunciarlo è stata la stessa Netflix, rilasciando un primo trailer nel quale ritroviamo i protagonisti.

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La Casa Di Carta, serie spagnola dal successo planetario sta per tornare, e lo annuncia con il primo trailer dedicato alla terza stagione.

Ideata da Alex Pina, ha tenuto incollati allo schermo milioni di persone, con un’inaspettata popolarità che l’ha portata a diventare il telefilm in lingua non inglese più visto di Netflix e alla conquista  degli International Emmy Awards.

Dopo i primi due capitoli nei quali abbiamo seguito le vicende del Professore e della sua incredibile banda, il terzo capitolo ci catapulta nuovamente nel mezzo della vicenda, con i protagonisti impegnati a tentare di sopravvivere a seguito del colpo alla Zecca spagnola.

Da questo primo trailer intanto scopriamo che la data d’uscita è più vicina del previsto: La Casa Di Carta sarà disponibile infatti dal 19 luglio, in tutti i paesi dov’è possibile accedere alla piattaforma streaming.

Secondo i primi accenni di trama poi, il personaggio interpretato da Alvaro Morte rimette insieme la banda quando Rio (Miguel Herrán) viene catturato dalle autorità. Per proteggere il segreto che li unisce e salvare il suo pupillo, non c’è altra soluzione che organizzare un nuovo colpo, questa volta ancora più grande.

E’ sicuramente confermato il ritorno di alcuni volti amati, come Tokyo di Úrsula Corberó, Nairobi (Alba Flores), Denver (Jaime Llorente), ma è intorno Berlino (Pedro Alonso), che aleggia il mistero.

Il personaggio infatti, morto negli episodi precedenti de La Casa Di Carta, compare nel nuovo trailer, anche se il video non chiarisce quali siano le circostanze di questa comparsa.

Potrebbe quindi anche trattarsi di un flashback.

Sono confermati anche i ritorni di Enrique Arce (Arturo), Kiti Mánver (Mariví), Juan Fernández (Colonnello Prieto) e Mario de la Rosa (Suarez).

Appuntamento quindi il 19 luglio con la terza stagione de La Casa Di Carta, ancora una volta su Netflix a tenerci incollati alla tv per giorni interi.

 

 

 

Cronaca

Cinema. Si è spento a Roma Carlo Delle Piane, attore culto di Pupi Avati

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La moglie, la cantante napoletana Anna Crispino, ha dato la notizia della morte dell’attore romano che iniziò giovanissimo lavorando con alcuni tra i più grandi attori del nostro tempo e in età matura fu valorizzato da Pupi Avati. Molti lo ricordano compagno di avventure di Alberto Sordi in Un americano a Roma, altri ancora prima in Guardie e Ladri con Totò e Aldo Fabrizi. Carlo Delle Piane, in realtà, aveva iniziato la sua lunga carriera nel cinema giovanissimo, all’età di 12 anni, scelto da Vittorio De Sica e Duilio Coletti, tra i ragazzi di alcune scuole medie di Roma, per interpretare un ruolo nel film Cuore. E poi ancora una serie di pellicole nelle quali Delle Piane interpretava personaggi riuscitissimi, mai da proragonista, ma che lasciavano sempre il segno. Caratterista, con una faccia che lo rendeva buffo e indimenticabile e sempre efficace. Fino a quando l’incontro con il regista Pupi Avati gli consegna ruoli drammatici e lo fa apprezzare per la profondità delle sue interpretazioni. Film come Regalo di Natale, Una gita scolastica, La rivincita di Natale ci hanno fatto conoscere un grande attore e hanno portato a Carlo Delle Piane elogi e importanti riconoscimenti. Aveva 83 anni.

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Spettacoli

Miss Italia si avvicina e intanto incorona Flavia Natalini, la più bella di Roma

Eletta a Ladispoli la più bella della Capitale: ha 23 anni, capelli biondi e occhi verdi

Francesco Vergovich

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Miss Roma 2019, Flavia Natalini

Valentina Pesaresi, Margherita Praticò, Flavia Natalini

La Capitale ha la sua nuova reginetta di bellezza. Miss Roma 2019 si chiama Flavia Natalini e viene dal quartiere Ardeatino, bionda con dei fantastici occhi verdi, ha 23 anni. È stata eletta ieri sera in piazza Rossellini a Ladispoli, davanti a un folto e caloroso pubblico, che ha sottolineato con applausi scroscianti ogni uscita delle 20 concorrenti, tutte nate o residenti nella capitale e selezionate con un apposito casting dalla Delta Events, agenzia organizzatrice del concorso per il Lazio e l’Umbria.

Flavia Natalini, Miss Roma 2019

Con lei eletta anche la 18enne testaccina Valentina Pesaresi, Miss Cinema Roma 2019.

Valentina Pesaresi, Miss Cinema Roma 2019

Lo svolgimento di Miss Roma 2019 in una località della provincia è stato possibile grazie all’istituzione dell’area metropolitana di Roma, che ha portato il titolo negli anni passati anche a Frascati, Castelgandolfo e Bracciano. L’evento, patrocinato dal Comune di Ladispoli, ha avuto come grandi sostenitori il sindaco Alessandro Grando e l’assessore alle attività produttive Francesca Lazzeri, che hanno annunciato l’installazione di un maxi-schermo per seguire la finale di Miss Italia e le rappresentanti laziali.

“Il successo di pubblico di questa sera – ha dichiarato il sindaco Grando – conferma la bontà della nostra scelta e porta lustro alla nostra città. Spero sia solo l’inizio e che Ladispoli possa legarsi al concorso per tanti anni. Voglio ringraziare gli organizzatori e le ragazze che ci hanno aiutato nella nostra campagna di sensibilizzazione a tutela del mare e delle spiagge”.

Le venti bellissime concorrenti si sono cimentate in differenti quadri coreografici, sfilando per la collezione haute couture di Franco Ciambella e per la linea di prête-a-couture Love to Love by Gai Mattiolo, presentate da Margherità Praticò e da Alice Rachele Arlanch (Miss Italia 2017) e dirette dal regista Mario Gori che, nel corso dello spettacolo, ha offerto un omaggio agli 80 anni di Miss Italia attraverso cinque videoclip dedicati ad altrettante dive del cinema e della tv italiana lanciate proprio dal concorso: Sophia LorenAnna KanakisMaria Grazia CucinottaAnna Valle e Miriam Leone.

Seduta in prima fila la “patron” di Miss Italia Patrizia Mirigliani, che ha confermato il ritorno in RAI del concorso, dopo l’annuncio ufficiale dato a “La vita in diretta”: “Ho voluto essere presente questa sera a Ladispoli per l’importanza della serata ma anche per rivivere l’atmosfera della piazza, del territorio, che è una componente molto importante per noi. La serata ha avuto un grosso successo di pubblico, che quest’anno sarà protagonista, decidendo attraverso il televoto la nuova Miss Italia. Stasera ho visto molte belle ragazze. Per loro quest’anno ci saranno maggiori possibilità perché le miss che arriveranno alla finalissima saranno ottanta”. 

Molto folta la giuria, dove siedeva anche la Miss Roma 2018 Nicole Ceretta, che ha effettuato il consueto passaggio della corona, la neoeletta Miss Cinema Lazio Ilaria Del Vescovo e la pittrice e scultrice di Ladispoli Flavia Mantovan, già Miss Roma nel 1996. Da Flavia a Flavia insomma.

Tra i giurati, oltre al sindaco Grando e all’assessore Lazzeri, anche l’attore e principe Ladislao Liverani (protagonista in tv con “Forum”), lo stilista Franco Ciambella, la top model Carla Barrucci, la truccatrice delle dive Daniela Mariotti e il fotografo di moda Pino Leone.

Due le votazioni, una diversa per ogni titolo, che hanno dato il seguente esito:

MISS ROMA 2019


Flavia Natalini

1a classificata: FLAVIA NATALINI, 23enne dell’Ardeatino (Divino Amore), bionda, occhi verdi, alta 170 cm. Diplomata al Liceo Linguistico, inizierà a settembre l’Accademia di Moda e Costume. Pratica fitness, ama leggere e viaggiare, sogna di diventare stilista e aprire un rifugio per gli animali.

2a classificata: LUDOVICA CORTESE, 20enne di Anzio (RM), capelli castani, occhi marroni, alta 174 cm. Diplomata al liceo linguistico-scientifico è iscritta al 1° anno di Economia alla Sapienza di Roma. Pratica molto sport, soprattutto fitness, ama viaggiare, andare al cinema e magiare sushi. Il suo sogno è affermarsi come consulente finanziario.

3a classificata: LUCREZIA TERENZI, 20enne di Cerveteri, capelli castani, occhi marroni, alta 174 cm. Diplomata all’Istituto Tecnico per il Turismo, pratica jogging, ama fotografare e viaggiare e sogna di diventare una brava attrice.

MISS CINEMA ROMA 2019

Valentina Pesaresi

1a classificata: VALENTINA PESARESI, 18enne del quartiere Testaccio, bionda, occhi verdi, alta 173 cm. Frequenterà a settembre il 5° anno dell’Istituto Tecnico per il Turismo, pratica danza classica, moderna e contemporanea e fitness. Ama ballare e recitare e sogna di sfondare nel mondo del cinema come attrice.

2a classificata: ERIKA CILIBERTO, 20enne romana del quartiere Marconi, capelli castano-scuro, occhi marroni, alta 165 cm., diplomata ragioniera è al primo anno di scienze della comunicazione. Pratica danza classica e moderna da quando aveva tre anni, ama sciare e nuotare e sogna di lavorare nel mondo della moda;

3a classificata: CHIARA BURLA, 20 anni, anche lei romana del quartiere Marconi. Mora, occhi marroni, alta 168 cm., ha in tasca un diploma di liceo scientifico ed è al primo anno di architettura. Pratica nuoto agonistico da ben 17 anni, ama il mare e sogna di aprire uno studio di interior design.

I titoli di Miss Roma e Miss Cinema Roma garantiranno alle due vincitrici l’accesso alle prefinali nazionali in programma dal 26 al 29 agosto a Mestre, dove giungeranno 185 ragazze da tutta Italia, 80 delle quali si qualificheranno per la fase finale di Jesolo – dal 30 agosto al 6 settembre – comprese le 20 miss vincitrici del titolo regionale più importante (es. Miss Lazio).

Valentina Pesaresi, Patrizia Mirigliani, Flavia Natalini

 

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Festival di Venezia: ecco la lista dei film in concorso

Il Festival del Cinema di Venezia arriva alla sua 76esima edizione, che avrà inizio il 28 agosto. Ecco i film che saranno in concorso.

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Il Festival del Cinema di Venezia è pronto ad aprire le porte.

La Mostra del Cinema è arrivata ormai alla sua 76esima edizione, e ad ormai poco più di un mese dall’apertura, è stata finalmente pubblicata la lista dei film che saranno in concorso.

La laguna ospiterà la manifestazione dal 28 agosto al 7 settembre, e con un cast di ospiti stellare ed una rassegna di film incredibile, si prospetta un’edizione particolarmente interessante.

Ecco quindi i film che saranno in concorso al Festival, e che quindi verranno sottoposti al giudizio della giuria guidata da Lucrecia Martel:

La vérité di Hirokazu Kore’eda
The Perfect Candidate di Haifaa Al-Mansour
About Endlessnes
s di Roy Andersson
Wasp Network di Olivier Assayas
No. 7 Cherry Lane di Yonfan
Marriage Story di Noah Baumbach
Guest of Honor di Atom Egoyan
Ad Astra di James Gray
A Herdade di Tiago Guedes
Gloria mundi di Robert Guédiguian
Waiting for the Barbarians di Ciro Guerra
Ema di Pablo Larrín
Saturday Fiction di Lou Ye
Martin Eden di Pietro Marcello
La mafia non è più quella di una volta di Franco Maresco
The Painted Bird di Václav Marhoul
Il sindaco del Rione Sanità di Mario Martone
Babyteeth di Shannon Murphy
Joker di Todd Phillips
J’Accuse di Roman Polanski
The Laundromat di Steven Soderberg

Ad aprire la Mostra sarà La vérité di Kore-eda Hirokazu, mentre si concluderà con The Burnt Orange Heresy di Giuseppe Capotondi.

 

 

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Avengers 5, Kevin Feige parla del futuro

Il futuro degli Avengers è sempre stato avvolto nel mistero dopo l’uscita di Endgame. Ora Kevin Feige rilascia le prime dichiarazioni.

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Avengers 5 è stato sicuramente uno degli argomenti più attesi durante il San Diego Comic Con di quest’anno, e alla fine qualche indiscrezione è arrivata proprio da Kevin Feige.

Si è discusso tanto di Phase 4 e del futuro del Marvel Cinematic Universe, anche con la presentazione di una ricca timeline che si snoderà nel corso dei prossimi anni tra cinema e piattaforma streaming, ma Avengers 5 è stato previsto in questo futuro?

E soprattutto, come si inserirà in questo universo rinnovato?

La risposta arriva proprio da Feige che ha recentemente espresso la sua conferma: Avengers 5 si farà.

“Ovviamente non ritroveremo la squadra a cui siamo abituati, ma un team completamente rinnovato, che sarà composto anche da tanti supereroi che non abbiamo ancora mai visto.” è stata la sua dichiarazione.

Ciò che sappiamo fino ad ora è che sicuramente il nuovo film dei Vendicatori non rientrerà nella Fase 4, ma dovrebbe collocarsi invece in quella successiva.

Questo significa che prima del 2022 non  potremo aspettarci molto a riguardo.

Ciò che però ha incuriosito ulteriormente, è come le serie tv appena annunciate per Disney+ andranno ad intersecarsi nell’immenso universo cinematografico creato dalla Marvel.

Anche in questo caso Feige ha confermato ciò che tutti i fan aspettavano di sentirsi dire: questi nuovi lavori, pensati appositamente per la piattaforma streaming della casa di Topolino, saranno considerati come crossover rispetto ai film che andranno a comporre i successivi cicli narrativi dell’MCU, contribuendo a rendere ancora più ricco l’Universo che hanno costruito.

“È questo che amo dello storytelling Marvel. Non abbiamo inventato niente di nuovo, ma mi piace come le cose vengono costruite, il crescendo, l’unione delle storie, la loro separazione, i loro cambiamenti. E ora non solo i film ma anche le serie su Disney che aggiungono ulteriore spunto ai progetti dei Marvel Studios.”.

Ci toccherà quindi aspettare, ma da quello che si inizia a conoscere, sembra che ne varrà la pena.

 

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Millie Bobby Brown smentisce il suo ingaggio in Marvel

Millie Bobby Brown era stata indicata tra il cast del nuovo film Marvel, The Eternals, ma l’attrice ha smentito il rumor attraverso Instagram.

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Millie Bobby Brown, la giovane star inglese arrivata al successo grazie al suo iconico ruolo in Stranger Things, continua a far parlare di se.

L’ultima stagione della serie prodotta da Netflx, nella quale veste gli incredibili panni di Elle, ha portato la piccola attrice di nuovo sotto i riflettori, e proprio in questo contesto un rumor sfuggito a Variety aveva messo in fermento i fan del Marvel Cinematc Universe.

Secondo queste indiscrezioni infatti, Millie avrebbe preso parte ad uno dei prossimi film targati Marvel, The Eternals, precisamente il primo che ci catapulterà nella tanto attesa “fase 4”.

Il film è molto atteso dagli appassionati anche per il cast che si sta formando, e che comprende tra gli altri Angelina Jolie e Richard Madden, ma sembra che per quanto riguarda la Brown sia ancora presto per parlare.

L’attrice infatti è intervenuta su Instagram in una diretta streaming per smentire quanto era stato detto riguardo il suo coinvolgimento:

“Tutti pensano che sarò in un film Marvel, ma io non ne so niente. La mia famiglia e io non ne abbiamo idea, perciò voglio che tutti sappiamo che finora non ne so niente.”

Ciò che comunque fa sperare, è l’apertura che sembra aver lasciato per una sua futura partecipazione nell’universo della casa di Stan Lee.

Nonostante il grande successo ottenuto attraverso Stranger Things, la sua carriera sul grande schermo si è appena aperta grazie al suo ruolo in Godzilla: King Of Monster, ed un ruolo nella Marvel significherebbe un’evoluzione importante.

In più, grazie ad Elle i superpoteri sono ormai il suo pane quotidiano.

Per il momento non possiamo far altro che aspettare l’imminente Comic Con di San Diego, nella speranza che i grandi panel anticipati facciano chiarezza sul futuro dell’universo e su questo piccolo “mistero”

 

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A Jazz & Wine in Montalcino è il momento della regina del jazz: Dee Dee Bridgewater

Venerdì 12 luglio nella Fortezza Medioevale di Montalcino (SI) una delle star indiscusse del panorama musicale mondiale 

Francesco Vergovich

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A Jazz & Wine in Montalcino è il giorno della regina del jazz: sul palco sale Dee Dee Bridgewater. Con una delle più acclamate star mondiali prosegue, venerdì 12 luglio nella fortezza medioevale, la rassegna che nasce dalla collaborazione tra l’azienda vinicola Banfi, la famiglia Rubei dell’Alexanderplatz di Roma ed il Comune di Montalcino. Punta di diamante di questa edizione, Dee Dee Bridgwater, propone J’ai deux amours. La lady indiscussa del jazz, con questo progetto, rende omaggio alla carriera ed alla vita di Josephine Baker e celebra anche famosi chansonniers dell’epoca come Edith Piaf e Charles Trenet. Un viaggio pieno d’atmosfera e di eleganza condotto da una delle voci più superlative del jazz.  Per l’occasione Dee Dee Bridwater si presenta con un quartetto superlativo formato da Ira Coleman (basso), Louis Winsberg (chitarra), Marc Berthoumieux (accordione) e Minino Garay (percussioni). 

Sabato 13 luglio il festival celebra il jazz italiano con il batterista ROBERTO GATTO ed il suo New Quartet. Rappresentante del jazz italiano nel mondo, proclamato anche quest’anno miglior batterista italiano dal mensile Jazzit, con questo nuovo progetto, straordinariamente maturo ed espressivo, Gatto ritorna alla dimensione prettamente acustica, grazie all’ausilio di tre compagni di palco che rappresentano al meglio il panorama jazzistico italiano: Alessandro Lanzoni al pianoforte, Matteo Bortone al contrabbasso e Alessandro Presti alla tromba. 

La ventiduesima edizione chiude domenica 14 luglio con altre due icone del jazz: FLAVIO BOLTRO BBB TRIO ft STEFANO DI BATTISTA. La reunion dei due ambasciatori del jazz italiano nel mondo, nata questo inverno all’Alexanderplatz di Roma, propone un concerto che spazia dall’acustico all’uso di effetti elettronici. Il repertorio include brani che si rifanno al pop con atmosfere diverse dal classico jazz, in cui entra alla perfezione il sound di Stefano, caldo e pungente più che mai. Sul palco anche Mauro Battisti al basso e Mattia Barbieri alla batteria. 

Tutti gli spettacoli di Jazz & Wine in Montalcino avranno inizio alle ore 21.45. 
  
Informazioni, prenotazioni e biglietti 
Proloco Montalcino, 0577 849331 / 348 8855416 –info@prolocomontalcino.com


Informazioni: 
Banfi 0577 840111 – marketing@banfi.it (anche prenotazioni per i concerti di Castello Banfi) 

Informazioni e prenotazioni:
Eventbrite 

Direzione artistica 
Paolo Rubei

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Jazz & Wine in Montalcino, fino al 14 luglio. Ecco tutto il programma

Nella Fortezza medioevale di Montalcino grandi musicisti si incontrano nel nome di Thelonious Monk.

Francesco Vergovich

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(JAZZ & WINE ORCHESTRA diretta dal maestro Mario Corvini)

Nella Fortezza medioevale di Montalcino grandi musicisti si incontrano nel nome di Thelonious Monk. Nelle terre di Siena prosegue la rassegna che nasce dalla collaborazione tra l’azienda vinicola Banfi, la famiglia Rubei dell’Alexanderplatz di Roma e il Comune di Montalcino. Grandi musicisti si incontrano nel nome di Thelonious Monk: sarà un concerto unico e trascinante quello che mercoledì 10 luglio offre il calendario di Jazz & Wine in Montalcino , la rassegna che nasce dalla collaborazione tra l’azienda vinicola Banfi, la famiglia Rubei dell’ Alexanderplatz di Roma e il Comune di Montalcino . 

Protagonista la JAZZ & WINE ORCHESTRA che apre i concerti nella suggestiva Fortezza medioevale. Diretta dal maestro Mario Corvini, l’Orchestra Stabile di Jazz & Wine è una vera e propria “chicca” della rassegna (un progetto che solo i grandi festival americani hanno) e da ormai cinque anni si esibisce a Montalcino ospitando un grande solista internazionale. In questa edizione sul palco salirà Rosario Giuliani , per un repertorio dedicato a Thelonious Monk, musicista eclettico e originale, assoluto modello di riferimento per il suo approccio esecutivo fuori dagli schemi. Giuliani (sax alto e soprano) pluripremiato musicista e vera eccellenza italiana, ha collaborato con nomi quali Gonzalo Rubalcaba, Charlie Haden, Kurt Helling e Richard Galliano

Giovedì 11 luglio il festival prosegue con il fuoriclasse di Philadelphia KURT ROSENWINKEL . Il chitarrista ha dominato per oltre un decennio la scena jazzistica newyorkese creando una new thing del jazz che nasce dalle contaminazioni con il rock, l’hip hop e la musica contemporanea. Dotato di una vena compositiva fortemente romantica e di un timbro assolutamente personale di rara bellezza, in questo trio è supportato dal talento e dalla classe del batterista Greg Hutchinson e dal bassista salernitano Dario Deidda , sempre accanto a Kurt negli ultimi anni, anche nelle sue esibizioni negli Stati Uniti. 

Punta di diamante di questa edizione, venerdì 12 luglio arriva DEE DEE BRIDGEWATER con J’ai deux amours . Star assoluta del panorama musicale mondiale, lady indiscussa del jazz, Dee Dee Bridgewater, con questo progetto, rende omaggio alla carriera ed alla vita di Josephine Baker e celebra anche famosi chansonniers dell’epoca come Edith Piaf e Charles Trenet. 
Per l’occasione Dee Dee Bridwater si presenta con un quartetto superlativo formato da Ira Coleman (basso), Louis Winsberg (chitarra), Marc Berthoumieux (accordione) e Minino Garay (percussioni). 

Sabato 13 luglio il festival celebra il jazz italiano con il batterista ROBERTO GATTO ed il suo New Quartet . Rappresentante del jazz italiano nel mondo, proclamato anche quest’anno miglior batterista italiano dal mensile Jazzit, con questo nuovo progetto, straordinariamente maturo ed espressivo, Gatto ritorna alla dimensione prettamente acustica, grazie all’ausilio di tre compagni di palco che rappresentano al meglio il panorama jazzistico italiano: Alessandro Lanzoni al pianoforte, Matteo Bortone al contrabbasso e Alessandro Presti alla tromba. 

La ventiduesima edizione chiude domenica 14 luglio con altre due icone del jazz: FLAVIO BOLTRO BBB TRIO ft STEFANO DI BATTISTA . La reunion dei due ambasciatori del jazz italiano nel mondo, nata questo inverno all’Alexanderplatz di Roma, propone un concerto che spazia dall’acustico all’uso di effetti elettronici. Il repertorio include brani che si rifanno al pop con atmosfere diverse dal classico jazz, in cui entra alla perfezione il sound di Stefano, caldo e pungente più che mai. Sul palco anche Mauro Battisti al basso e Mattia Barbieri alla batteria. 

Tutti gli spettacoli di Jazz & Wine in Montalcino avranno inizio alle ore 21.45. 

Informazioni, prenotazioni e biglietti 
Proloco Montalcino, 0577 849331 / 348 8855416 – info@prolocomontalcino.com 

Informazioni 
Banfi 0577 840111 – marketing@banfi.it (anche prenotazioni per i concerti di Castello Banfi) 

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Paolo Rubei 

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Cultura

Il trionfo di Woody Allen sulle storture del Me Too

Mirko Ciminiello

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Photo credit: https://milano.repubblica.it/cronaca/2019/07/08/news/milano_l_appello_dei_sindacati_realizziamo_una_cittadella_della_scala_-230677932/

Dopo lo scandalo molestie, l’ovazione della Scala segna la rivincita del genietto newyorchese

 

Alcuni applausi hanno un sapore più dolce di altri. Non profumano solo di vittoria, ma di rivalsa. Se a ciò si aggiunge il fascino imperituro della Scala di Milano, si spiega forse il fuori programma che Woody Allen ha regalato al pubblico meneghino.

Non era infatti previsto che il genietto di Brooklyn salisse sul palcoscenico, al termine della prima del pucciniano Gianni Schicchi – in scena fino al 19 luglio. Anzi, malgrado ne avesse curato la regia, aveva preferito assistere alla rappresentazione dall’ultima fila del palco centrale: per non rubare la scena agli interpreti, si era detto, o forse solo per la sua estrema timidezza.

Poi, però, la fragorosa ovazione degli astanti si è diffusa come una scarica elettrica, invocando il regista newyorchese, chiamandolo fuori dal suo riparo, quasi costringendolo ad apparire sotto le luci della ribalta per rispondere a quest’onda vibrante d’affetto.

E poco importa se le acclamazioni erano un tributo alla carriera di Allen o alla sua interpretazione dell’opera di Puccini – di cui ha, tra l’altro, modificato il finale. L’iconico regista, che pure è apparso spaesato, confuso, è sembrato averne un gran bisogno dopo un periodo che definire difficile è un eufemismo.

Il culmine era stato probabilmente raggiunto con il “tradimento” di Amazon, che avrebbe dovuto produrre il suo ultimo film, salvo metterlo in stand-by dopo mesi di gogna mediatica. Woody Allen è stato probabilmente la vittima sacrificale più illustre del Me Too, movimento che pure era nato con le migliori intenzioni – giacché anche una sola donna molestata sarebbe di troppo. Tuttavia, dal momento che la via per l’inferno è proverbialmente lastricata di buone intenzioni, il Me Too non ha tardato a tramutarsi in un sadico Moloch che, spesso senza prove e sulla “parola” di autentiche mitomani in cerca di attenzione, non ha risparmiato le vittime di ignobili calunnie.

Il caso di Allen ha rappresentato senza dubbio il punto più vergognosamente basso di questa distorsione, dal momento che il genio della Grande Mela era già stato assolto dall’infamante accusa di aver abusato della figlia adottiva Dylan Farrow – e, in base al principio giuridico del Ne bis in idem, non si può essere processati due volte per lo stesso reato. In epoca di isterie collettive, però, la verità diventa qualcosa di tremendamente relativo, e Allen si è quindi trovato nella paradossale condizione di essere innocente per la giustizia e colpevole per il circo Barnum, e per i complici media mainstream, autoproclamatisi giudice, giuria e boia di questa moderna caccia alle streghe – anzi, agli stregoni.

Per questo, il trionfo milanese assume una valenza ancora maggiore. E, peraltro, si carica anche di un certo simbolismo, se si pensa che Gianni Schicchi (il personaggio) è un homo novus che con la propria astuzia riesce a beffare i membri dell’aristocrazia fiorentina che lo hanno sempre disprezzato.

Gianni come Woody, insomma, ma anche Allen come Puccini. I due avevano parecchio in comune, tra cui una vena ironica intelligente e sagace. Per dire, il grande compositore, che negli ultimi mesi di vita era stato nominato alla Camera Alta, prese l’abitudine di firmare le sue lettere con il titolo di “Sonatore del Regno”. Nessun dubbio che il regista di Brooklyn, il cui protagonista di Misterioso Omicidio a Manhatthan affermava di apprezzare Wagner “anche se ogni volta che lo sento mi viene voglia di invadere la Polonia”, avrebbe gradito.

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Spettacoli

Jazz & Wine in Montalcino apre martedì 9 luglio a Castello Banfi con lo straordinario Israel Varela

Martedì 9 luglio a Castello Banfi, una vera e propria “All star band” apre la ventiduesima edizione del festival che porta nelle terre del Brunello i grandi protagonisti della musica jazz internazionale 

Francesco Vergovich

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Partenza strepitosa per la ventiduesima edizione di Jazz & Wine in Montalcino, il festival che nasce dalla collaborazione tra la famiglia Rubei dell’Alexanderplatz di Roma, l’azienda vinicola Banfi e il Comune di Montalcino . 

Martedì 9 luglio, nel suggestivo Castello Banfi, a dare il via a quella che ormai è una delle rassegne più longeve e conosciute nel panorama musicale internazionale sarà una vera e propria “All stars band” cosmopolita guidata dall’affermato compositore, batterista e cantante messicano Israel Varela, che ha riunito in un’unica formazione artisti dallo straordinario livello internazionale. Con The Labyrinth Project. Varela – in passato a fianco di Charlie Haden e Pat Metheny – si esibisce per Jazz & Wine insieme al pianista tedesco Florian Weber e al brasiliano Alfredo Paixao, offendo un concerto unico nel suo genere. Florian Weber pianista ECM, è stato protagonista di un crescendo di prestigiosi riconoscimenti, tra i quali il Premio Stainway a Montreaux. Alfredo Paixao (quattro volte Grammy Award Winner) vanta collaborazioni con artisti quali Liza Minelli, Pino Daniele e tantissimi altri. Ospite d’onore Ben Wendel che, considerato tra i migliori sassofonisti al mondo, è anche molto ammirato come compositore. Ha collaborato con musicisti come I.Berroa, Snoop Dog e Prince. 

Imperdibile l’appuntamento di mercoledì 10 luglio con la JAZZ & WINE ORCHESTRA diretta da Mario Corvini che apre i concerti nella Fortezza di Montalcino. Quest’anno, ospite della serata, è Rosario Giuliani, pluripremiato sassofonista italiano e storico “amico” di Jazz & Wine. 
La resident orchestra, presente al festival di Montalcino dal 2015, quest’anno propone un repertorio dedicato a Thelonious Monk, modello e riferimento per generazioni di musicisti per il suo approccio eclettico , originale e sempre fuori dagli schemi. 

Giovedì 11 luglio sale sul palco il fuoriclasse di Philadelphia KURT ROSENWINKEL. Il chitarrista ha dominato per oltre un decennio la scena jazzistica newyorkese creando una new thing del jazz che nasce dalle contaminazioni con il rock, l’hip hop e la musica contemporanea. Dotato di una vena compositiva fortemente romantica e di un timbro assolutamente personale di rara bellezza, in questo trio è supportato dal talento e dalla classe del batterista Greg Hutchinson e dal bassista salernitano Dario Deidda, sempre accanto a Kurt negli ultimi anni, anche nelle sue esibizioni negli Stati Uniti. 

Punta di diamante di questa edizione, venerdì 12 luglio arriva DEE DEE BRIDGEWATER con J’ai deux amours. Star assoluta del panorama musicale mondiale, lady indiscussa del jazz, Dee Dee Bridgewater, con questo progetto, rende omaggio alla carriera ed alla vita di Josephine Baker e celebra anche famosi chansonniers dell’epoca come Edith Piaf e Charles Trenet.  Per l’occasione Dee Dee Bridwater si presenta con un quartetto superlativo formato da Ira Coleman (basso), Louis Winsberg (chitarra), Marc Berthoumieux (accordione) e Minino Garay (percussioni). 

Sabato 13 luglio il festival celebra il jazz italiano con il batterista ROBERTO GATTO e il suo New Quartet. Rappresentante del jazz italiano nel mondo, proclamato anche quest’anno miglior batterista italiano dal mensile Jazzit, con questo nuovo progetto, straordinariamente maturo ed espressivo, Gatto ritorna alla dimensione prettamente acustica, grazie all’ausilio di tre compagni di palco che rappresentano al meglio il panorama jazzistico italiano: Alessandro Lanzoni al pianoforte, Matteo Bortoneal contrabbasso e Alessandro Presti alla tromba. 

La ventiduesima edizione chiude domenica 14 luglio con altre due icone del jazz: FLAVIO BOLTRO BBB TRIO ft STEFANO DI BATTISTA. La reunion dei due ambasciatori del jazz italiano nel mondo, nata questo inverno all’Alexanderplatz di Roma, propone un concerto che spazia dall’acustico all’uso di effetti elettronici. Il repertorio include brani che si rifanno al pop con atmosfere diverse dal classico jazz, in cui entra alla perfezione il sound di Stefano, caldo e pungente più che mai. Sul palco anche Mauro Battisti al basso e Mattia Barbieri alla batteria. 

Tutti gli spettacoli di Jazz & Wine in Montalcino avranno inizio alle ore 21.45. 
  
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Paolo Rubei 
 
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Il Signore Degli Anelli: scelto il regista del pilot

La serie tv de Il Signore Degli Anelli prodotta da Amazon ha finalmente il regista per i primi due episodi: si tratta di J.A. Bayona.

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L’attesa intorno alla serie tv de Il Signore Degli Anelli è evidente. 

L’azzardo di Amazon nel produrla viene vista allo stesso tempo con terrore e trepidazione, perché avventurarsi in un mondo intoccabile come quello creato dalla mente di Tolkien potrebbe essere un passo troppo lungo, ma potrebbe anche riservare grandi sorprese.

Insomma c’è riuscito Peter Jackson con la sua trasposizione cinematografica della trilogia, ma non è detto che la magia possa ripetersi.

Ora però abbiamo il nome di chi, almeno per i primi due episodi, afferrerà il testimone e ci accompagnerà a scoprire questa nuova versione della Terra Di Mezzo: J.A Bayona.

Bayona ha una serie di successi alle spalle che fanno ben sperare in questa scelta da parte di Amazon: è conosciuto per aver diretto The Orphanage, The Impossibile e Jurassic World-Il Regno Distrutto, ma ha anche una discreta esperienza nelle serie tv, essendo stato dietro la macchina da presa di alcuni episodi di Penny Dreadful.

Il regista ha commentato con entusiasmo la sua nomina su Twitter:

“J. R. R. Tolkien ha creato una delle storie più straordinarie e stimolanti di tutti i tempi. Non vedo l’ora di riportare il pubblico di tutto il mondo nella Terra di Mezzo e far scoprire loro le meraviglie della Seconda Era, con una storia che non è mai stata vista prima.”

La serie si svolgerà prima degli eventi raccontati nella trilogia originale, nella cosiddetta Seconda Era, e questo potrebbe essere il punto forte del progetto portato avanti da Amazon.

Una mossa più che giustificata anche dalla pesante eredità che lasciano i film de Il Signore Degli Anelli di Jackson: 3 lungometraggi intoccabili ed un carico di 17 premi oscar al seguito.

Provare a fare meglio di così sarebbe stato utopico, ma speriamo che le nuove storie che andranno ad animare la Terra Di Mezzo potranno tornare a farci sognare ancora una volta.

Affidiamo quindi tutto nelle mani di J.A. Bayona e nei registi che dopo di lui si alterneranno, impazienti di mettere ancora una volta piede nel mondo più incredibile che la sola fantasia di un uomo sia mai stato in grado di creare.

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Henry Cavill vestirà i panni di Sherlock Holmes

Sarà Henry Cavill il prossimo attore a vestire i panni di Sherlock Holmes, nel film che sarà dedicato a sua sorella minore, Enola.

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Henry Cavill, l’attore britannico noto al mondo principalmente per aver prestato il volto a Superman nell’Universo Espanso della DC, e pronto a fare il suo debutto come Geralt di Rivia, iconico personaggio dei videogiochi che verrà portato sul piccolo schermo da Netflix, è sul punto di affrontare i panni di un altro gigante.

E’ stato appena annunciato infatti che Cavill interpreterà niente meno che Sherlock Holmes, il detective più famoso del mondo.

Ereditando il ruolo da grandi come Benedict Cumberbatch e Robert Downey Jr., dovrà però dividere lo schermo con l’effettiva protagonista del film in questione, Enola Holmes, che sarà interpretata da Millie Bobby Brown, la piccola star di Stranger Things.

Il film nel quale Henry Cavill interpreterà Holmes sarà infatti dedicato a sua sorella, e prenderà spunto dalla serie di romanzi per young adults scritti da Nancy Springer, dedicati appunto ad Enola Holmes.

I libri raccontano le avventure di Enola Holmes, sorella minore del famoso Sherlock, che a 14 anni scappa dal collegio per andare alla ricerca della propria madre, creduta morta da tutti.

Seguendo i passi del fratello, Enola risolve casi di persone scomparse e usa la sua intelligenza per tirarsi fuori dai guai.

A produrre il film sarà la Legendary Pictures, e accanto ad Henry Cavill e Millie Bobby Brown, sappiamo che ci sarà anche Helena Bonham Carter nei panni della mamma di Enola.

Sarà un thriller dalle atmosfere piuttosto cupe, ma comunque pensato per un target di young adults, e vedrà Enola indagare sul caso di un adolescente scomparso dopo l’assassinio del padre.

La direzione è affidata a Harry Bradbeer e uscirà nelle sale nel 2020.

 

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Netflix: arriva il Game Of Thrones giapponese

Netflix annuncia Age Of Samurai: Battle For Japan, una docu serie sul Giappone feudale che promette di tenere testa a Game Of Thrones.

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Casa Netflix ha da poco fatto un annuncio che ha subito catturato l’attenzione di tutti: è infatti già in produzione Age Of Samurai: Battle For Japan.

Secondo quanto riferito, sarebbe una docu-serie con ambientazione nel Giappone feudale, storicamente accurata e in grado di tenere testa alla serie nata dai romanzi di George RR Martin.

Age Of Samurai ripercorrerà infatti le vicende del Giappone medievale, con particolare riguardo per i samurai, la mitica casta di guerrieri al servizio dei feudatari che da sempre affascina il mondo, ispirando storie di ogni genere.

In questo caso però la storia sarà tratta da vicende realmente accadute: il protagonista sarà infatti Date Masamune, uno dei samurai più famosi della storia, conosciuto anche come il drago da un occhio solo.

Le vicende della sua vita, sembrano veramente uscite dalle pagine di un romanzo di Martin: si dice che si sia strappato l’occhio da solo per evitare un’infezione di vaiolo, e una volta succeduto al padre a soli 17 anni, non esitò ad uccidere brutalmente il fratello minore, per evitare problemi di successione.

Una volta preparato il campo poi, scese in guerra e si scontrò con gli altri signori della guerra in una serie di vicende finalizzate all’unificazione del Giappone sotto un’unica bandiera.

Insomma Netflix promette battaglie, intrighi ed efferatezze, conditi con il sapore nipponico che sicuramente ci colpirà tutti.

Le riprese di Age Of Samurai: Battle For Japan sono già iniziate e si svolgeranno tra Giappone, Canada e Stati Uniti, mentre la piattaforma streaming promette che sarà disponibile già per la fine del 2019.

Noi non possiamo far altro che attendere e sperare che quanto promesso sia all’altezza delle aspettative.

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