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Spettacoli

La Casa Di Carta: il primo trailer della terza stagione.

La Casa Di Carta torna con la terza stagione. Ad annunciarlo è stata la stessa Netflix, rilasciando un primo trailer nel quale ritroviamo i protagonisti.

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La Casa Di Carta, serie spagnola dal successo planetario sta per tornare, e lo annuncia con il primo trailer dedicato alla terza stagione.

Ideata da Alex Pina, ha tenuto incollati allo schermo milioni di persone, con un’inaspettata popolarità che l’ha portata a diventare il telefilm in lingua non inglese più visto di Netflix e alla conquista  degli International Emmy Awards.

Dopo i primi due capitoli nei quali abbiamo seguito le vicende del Professore e della sua incredibile banda, il terzo capitolo ci catapulta nuovamente nel mezzo della vicenda, con i protagonisti impegnati a tentare di sopravvivere a seguito del colpo alla Zecca spagnola.

Da questo primo trailer intanto scopriamo che la data d’uscita è più vicina del previsto: La Casa Di Carta sarà disponibile infatti dal 19 luglio, in tutti i paesi dov’è possibile accedere alla piattaforma streaming.

Secondo i primi accenni di trama poi, il personaggio interpretato da Alvaro Morte rimette insieme la banda quando Rio (Miguel Herrán) viene catturato dalle autorità. Per proteggere il segreto che li unisce e salvare il suo pupillo, non c’è altra soluzione che organizzare un nuovo colpo, questa volta ancora più grande.

E’ sicuramente confermato il ritorno di alcuni volti amati, come Tokyo di Úrsula Corberó, Nairobi (Alba Flores), Denver (Jaime Llorente), ma è intorno Berlino (Pedro Alonso), che aleggia il mistero.

Il personaggio infatti, morto negli episodi precedenti de La Casa Di Carta, compare nel nuovo trailer, anche se il video non chiarisce quali siano le circostanze di questa comparsa.

Potrebbe quindi anche trattarsi di un flashback.

Sono confermati anche i ritorni di Enrique Arce (Arturo), Kiti Mánver (Mariví), Juan Fernández (Colonnello Prieto) e Mario de la Rosa (Suarez).

Appuntamento quindi il 19 luglio con la terza stagione de La Casa Di Carta, ancora una volta su Netflix a tenerci incollati alla tv per giorni interi.

 

 

 

Spettacoli

Nomination Oscar, domina Joker tra le “solite” accuse di sessismo e razzismo

11 candidature per il film di Todd Phillips, una in più di Tarantino, Scorsese e Mendes. Fioccano le polemiche per le esclusioni femminili e afroamericane, ma l’Academy deve basarsi sul merito: e il vero scandalo è la mancata nomination a De Niro

Mirko Ciminiello

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Foto dal sito de Il Post

Ipse dixit, l’Academy ha parlato. E, immancabili, sono immediatamente fioccate le contestazioni. Del resto, che nomination sarebbero se non fossero accompagnate da uno stuolo di polemiche? Alcune, in realtà, sono trite e ritrite, probabilmente perché affondano le proprie radici in quel politically correct che di quando in quando torna a farneticare per ricordare al mondo la propria esistenza: e, con essa, la propria inconsistenza.

Così, come periodicamente accade, sono di nuovo saltate fuori le accuse, rivolte ai membri dell’Academy, di sessismo e di razzismo. La prima si riferisce al fatto che, nella categoria Miglior regista, le nomination per l’Oscar sono state tutte al maschile: il che non è esattamente una sorpresa, visto che le candidature sono lo specchio esatto dei film maggiormente gettonati. A partire da Joker di Todd Phillips, che ha fatto il pieno con 11 nomination, una in più rispetto a C’era una volta… a Hollywood di Quentin Tarantino, The Irishman di Martin Scorsese e 1917 di Sam Mendes: in più, c’è Parasite del sudcoreano Bon Joon Ho, che è candidato anche come miglior film straniero.

Certo, la perplessità dei servi del politicamente corretto è comprensibile: abituati ormai alla (pessima) pratica delle quote di ogni colore, non dev’essere semplice tornare a una realtà in cui conta di più una cosetta insignificante come il merito.

D’altronde, è la stessa Weltanschauung ideologica alla base dell’altro capo di imputazione, quello etnico: dovuto all’assenza, tra le principali categorie rappresentate all’Oscar, di candidati afroamericani – eccezion fatta per Cynthia Erivo, nominata come Miglior attrice protagonista per Harriet.

Insomma, niente di nuovo nei cahiers de doléances, il che è ironico, dal momento che sarebbe bastato togliersi i paraocchi della cultura dominante per scoprire che qualcosa di assurdo, nella 92esima edizione degli Oscar, c’è per davvero: l’esclusione di Robert De Niro dalla cinquina dei candidati come Miglior attore protagonista, che quindi vede ancor più strafavorito Joaquin Phoenix, del resto già premiato con il Golden Globe per la sua iconica interpretazione della nemesi di Batman.

«A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca», soleva dire il Divo Giulio Andreotti. E quindi potrebbe esserci del vero in quelle ricostruzioni dal sapore dietrologico che vogliono un capolavoro come The Irishman penalizzato dalle invettive di Scorsese contro la Marvel e dalla scelta di far produrre la pellicola a Netflix.

Questo, però, significherebbe anteporre preferenze e pregiudizi alla qualità del film, e siamo sicuri che i membri dell’Academy non cadrebbero mai così in basso. Giusto? Appuntamento quindi al 9 febbraio (in Italia sarà già la mattina del 10), per vivere ancora la magia, sempre antica e sempre nuova, della notte per eccellenza: la notte degli Oscar.

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Politica

Sanremo, se i social vogliono Rula Jebreal e non Rita Pavone…

Dagli strepiti contro la (solo paventata) esclusione della giornalista palestinese ai deliri contro un’icona della musica nostrana, la censura corre sul web: ma il Festival non dovrebbe celebrare la canzone italiana?

Mirko Ciminiello

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Rita Pavone insieme ad Amadeus. Foto dal sito de Il Secolo XIX

Test per l’esame di giornalismo. Il candidato consideri le seguenti amenità sul prossimo Festival di Sanremo (che, almeno sulla carta, dovrebbe ancora essere la kermesse dedicata alla canzone italiana). Facezie che, per comodità, saranno divise in due gruppi, di cui il primo avente in oggetto la paventata esclusione dalla manifestazione di Rula Jebreal, “giornalista” di origine palestinese distintasi soprattutto per aver farneticato sul Guardian che gli Italiani sarebbero razzisti e l’Italia un Paese fascista:

1) «Siamo in un paradosso: non si vuole trasformare in tribuna politica il Festival di Sanremo, ma si opera una scelta di “esclusione politica preventiva”. Detta anche censura» (il Ministro grillino dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli).

2) «Sanremo, “no a Rula Jebreal”. Il ministro Patuanelli: “Censura”. Di Nicola (M5s): “Ministri e politici non s’intromettano in Rai”» (titolo della versione online de Il Fatto Quotidiano del 5 gennaio).

3) «La Rai, la tv pubblica, si piega al diktat di Salvini» (il presidente dei senatori di Italia Viva – cioè i renziani – Davide Faraone).

4) «Rula Jebreal esclusa da Sanremo, Patuanelli: “È censura”. Salvini: “Ultimo dei miei problemi. Invitino chi vogliono”» (titolo di Open online del 5 gennaio).

5) «Sanremo, dopo le polemiche via libera della Rai alla presenza di Rula Jebreal» (TGcom24 del 7 gennaio).

Il secondo gruppo si riferisce invece alle lepidezze ragliate dai social ispirati alla stessa area politico-ideologica di cui sopra, all’annuncio della partecipazione al Festival di Rita Pavone, icona della musica italiana che però ha il grave difetto di non essere prona all’imperante mainstream politicamente corretto:

a) «Il manuale Cencelli applicato alla musica».

b) «La vera domanda è chi beccherà il decisivissimo endorsement salviniano fra Anastasio e Rita Pavone».

c) «È sovranista, Rita Pavone non può partecipare».

Ciò posto, il candidato commenti, prescindendo dall’uso di termini quali “delirio”, la seguente, sobria presa di posizione del capogruppo di Iv in Senato, il succitato Davide Faraone: «Ho deciso di portare il caso in vigilanza Rai ed intanto denuncio pubblicamente un’autentica discriminazione di Stato». Riferendosi però alla Jebreal.

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Cultura

Cinema, il trionfo di Checco Zalone e la strategia del “purché se ne parli”

Tolo Tolo incassa in un solo giorno 8,7 milioni, record di sempre in Italia, anche grazie alle polemiche sull’immigrazione. Ma l’artista pugliese non si può imprigionare in categorie politiche

Mirko Ciminiello

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Foto dal sito di Rolling Stone

«There is only one thing in the world worse than being talked about» affermava con la consueta arguzia il grande Oscar Wilde, «and that is not being talked about» (“C’è una sola cosa al mondo peggiore del far parlare di sé, ed è il non far parlare di sé”).

L’aforisma, presente ne Il ritratto di Dorian Gray, è divenuto uno dei capisaldi del moderno marketing, e si adatta perfettamente alla strategia comunicativa di Checco Zalone per il lancio del suo nuovo film Tolo Tolo, di cui è anche, per la prima volta, regista. il comico pugliese aveva infatti optato per un trailer musicale, costituito dalla canzone “Immigrato” che tante polemiche ha suscitato da parte degli antropologicamente superiori usi a dividere pavlovianamente il mondo in base al grado di presunto (da loro) razzismo. Aveva anche precisato che il pezzo non era particolarmente rappresentativo della pellicola, ma ormai la diatriba era già in atto.

E così, per un mese le sezioni “spettacoli” delle redazioni di tutta Italia si sono paralizzate sulla sterile controversia riguardante la politicizzazione di un’opera che nessuno aveva ancora visto, essendo uscita nelle sale solo il 1° gennaio. Con certi media che agitavano lo spauracchio della discriminazione, e quelli di carattere opposto che osannavano il film – sempre sulla fiducia.

Questi ultimi sono quelli che, stando almeno ai primi commenti, sono rimasti delusi da Tolo Tolo, forse perché pensavano di trovarsi di fronte a una pellicola “sovranista”: la quale invece ha suscitato gli entusiasmi dei progressisti per la ragione uguale e contraria.

Questione di aspettative, certo. Ma anche di ossessioni manichee che sono alla base di una visione viziata dai paraocchi dell’ideologia. E fanno dimenticare che il modo migliore per andare a vedere una qualsiasi opera d’arte – e un film di Zalone in particolare – è semplicemente quello di gustarsela, anche criticandola se necessario, ma sempre restando fedeli a ciò che Samuel Taylor Coleridge chiamava «volontaria sospensione dell’incredulità».

Perché siamo di fronte a una storia. Punto. Nessuna dicotomia, nessuna pretesa di cogliere – né di raccontare – una verità assoluta: al massimo, il punto di vista del regista/sceneggiatore. Il quale, en passant, è l’unico che continua costantemente a farsi delle grasse risate, perché nel giorno del debutto Tolo Tolo è stato visto da oltre 1 milione di utenti, incassando 8.668.926 euro: cifra record nella storia del cinema italiano (limitatamente alle prime 24 ore in sala), che va a migliorare il primato detenuto finora dalla precedente opera del Re Mida del botteghino nostrano, Quo Vado?, che nel 2016 aveva incassato 7.341.414 euro nel primo giorno di programmazione.

A conferma che Luca Medici (questo il vero nome dell’artista barese) è infinitamente più intelligente di quanto cerchino di dipingerlo i suoi detrattori: i quali, tanto per dirne una, non hanno ancora capito, pur dall’alto del loro piedistallo radical chic, che l’arma più efficace contro la contagiosa diffusione di un fenomeno è l’indifferenza.

Zalone, invece, lo sa perfettamente, ed è proprio per questo che può nuovamente brindare al proprio successo al box office. Perché la lezione di Wilde è sempre valida e più che mai attuale: nel bene o nel male, purché se ne parli.

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Spettacoli

Il musicista americano Steve Dobrogosz a Roma per i 20 anni del coro Musicanova

Mirko Ciminiello

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Il Coro Musicanova

Proseguono i festeggiamenti per i 20 anni del coro Musicanova. Domenica 13 ottobre alle 18:30, presso il Centro Congressi SGM in via Portuense 741 a Roma, il coro fondato e diretto da Fabrizio Barchi accoglierà il compositore e pianista statunitense Steve Dobrogosz, uno dei protagonisti più influenti della musica corale contemporanea.

Il Musicanova, che si avvarrà della collaborazione di un’orchestra giovanile, sarà accompagnato al piano dal celebre musicista e canterà alcune tra le sue composizioni più note, tra cui la “Messa” per coro, orchestra d’archi e pianoforte, una delle opere corali più eseguite al mondo. E poi, una grande sorpresa: il coro presenterà, in prima esecuzione mondiale, “Amen Magna”, pezzo che Dobrogosz ha scritto per celebrare il ventesimo compleanno del Musicanova.

Steve Dobrogosz, classe 1956, dopo gli studi a Boston presso il Berklee College of Music, uno tra i più importanti istituti universitari dedicati allo studio della musica contemporanea e del jazz, si è trasferito nel 1978 a Stoccolma dove vive attualmente. L’artista americano si è affermato sulla scena musicale internazionale attraverso uno stile unico, capace di far coesistere armoniosamente generi diversi: questa sua versatilità lo ha reso uno tra i compositori più apprezzati e richiesti in tutto il mondo.

A fondare il coro Musicanova, nel 1999, è stato il Maestro Fabrizio Barchi che quest’anno ha festeggiato i suoi 40 anni di direzione. Nella sua carriera, ha creato e diretto molti cori in ambito associativo e scolastico, credendo fermamente nei valori musicali e umani dell’attività corale. Docente di Direzione di coro presso il Conservatorio di Campobasso, tiene corsi sulla coralità giovanile e fa spesso parte delle giurie di concorsi corali.

Nei suoi 20 anni di storia, il Musicanova è diventata una delle realtà più apprezzate in Europa, grazie a una frequente attività concertistica che ha superato i confini italiani e alle vittorie di prestigiose kermesse. Ultima tra queste, il Grand Prix al Concorso Internazionale Florilege Vocal di Tours (Francia) del 2017: un risultato straordinario che ha permesso al coro di partecipare, nel 2018, al Gran Premio Europeo, il più importante concorso a livello internazionale per cori, tenutosi a Maribor, in Slovenia. Con una ricca discografia all’attivo, il coro ha avuto anche l’opportunità di collaborare con artisti di caratura mondiale: fra i tanti Ennio Morricone, Mina, Andrea Bocelli e Marco Frisina.

Il Musicanova è uno dei cori che compongono l’omonima associazione, in cui rientrano il coro femminile Eos, il giovanile Iride, i cori liceali Primo Levi ed Enriques, e i cori Notine e Primavera. Aderendo ai suoi principi associativi, il coro è molto impegnato nella diffusione della coralità tra i giovani, collaborando con varie scuole romane, da cui proviene la maggior parte dei propri cantori.

 

INFO E PRENOTAZIONI
Le prenotazioni sono obbligatorie
Per il biglietto di ingresso sono previste le seguenti formule:
– Intero 12 €
– Ridotto per bambini sotto ai 10 anni 8 €
– Gratuito per portatori di handicap

La prenotazione può essere effettuata rivolgendosi ai seguenti contatti, indicando un nome e il numero di persone:
biglietti.musicanova@gmail.com ; +39 3358721162.

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Spettacoli

Al teatro Sammarco la magia de “La fabbrica di cioccolato”!

Torna in ottobre il musical che ha stregato il pubblico di Roma lo scorso maggio, con cinque date tutte sold out

Mirko Ciminiello

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Divertirsi, divertire e fare del bene. Potrebbe essere questo il motto de La Bottega dei Ragazzi, una delle compagnie che animano il teatro della parrocchia di San Marco Evangelista, situata a Roma, in piazza Giuliani e Dalmati 18-20. Una compagnia che ogni anno mette in scena un nuovo spettacolo – solitamente un musical -, il cui ricavato viene in gran parte devoluto in beneficenza.

Per questa stagione, la scelta è ricaduta su “La favola di Charlie”, una rappresentazione ispirata a “La fabbrica di cioccolato”, che torna a grande richiesta dopo il successo delle cinque date del maggio scorso, che hanno sempre registrato il sold out: tre repliche uniche, che si terranno venerdì 18 ottobre alle 20.30, sabato 19 e domenica 20 ottobre alle 17.00.

Protagonista dello show, come nel libro di Roald Dahl e nei film con Gene Wilder e Johnny Depp, è il piccolo Charlie Bucket, impersonato dalla straordinaria Gaia – di appena 10 anni! Un bambino poverissimo, la cui vita cambia improvvisamente il giorno in cui il suo idolo Willy Wonka (un fantastico Lorenzo Antonetti Clarucci) decide di aprire le porte della propria fabbrica di cioccolato a cinque bambini scelti del tutto casualmente: l’eccentrico industriale – un po’ aiutante, un po’ antagonista – ha infatti nascosto cinque biglietti d’oro in altrettante tavolette di cioccolato Wonka, e Charlie, contro ogni previsione e malgrado tutte le avversità del caso, riesce a trovare l’ultimo biglietto – guadagnandosi la sua occasione di riscatto.

Umiltà, innocenza e il grande cuore del piccolo Charlie sono gli ingredienti di questa favola moderna che non smette mai di incantare – né rinuncia a indicare come modello virtù quali la moderazione e il rispetto, invitando tutti (soprattutto i più piccoli) ad andare oltre le apparenze e dare valore a qualità in via di estinzione, come l’amicizia autentica.

Un fascino senza tempo, impreziosito dalla bravura dei giovani artisti (alcuni giovanissimi) che recitano, cantano e ballano rigorosamente dal vivo: non va dimenticato, infatti, che lo spettacolo si basa sul musical recentemente messo in scena a Londra!

Le prenotazioni si sono appena aperte, ma chi fosse interessato a godersi la magia del Sammarco farebbe bene ad affrettarsi: tre mesi fa, infatti, le liste d’attesa erano letteralmente chilometriche! E, come recitano i protagonisti, “non c’è tempo da perdere quando i sogni aspettano!

 

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Cronaca

Cinema. Si è spento a Roma Carlo Delle Piane, attore culto di Pupi Avati

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La moglie, la cantante napoletana Anna Crispino, ha dato la notizia della morte dell’attore romano che iniziò giovanissimo lavorando con alcuni tra i più grandi attori del nostro tempo e in età matura fu valorizzato da Pupi Avati. Molti lo ricordano compagno di avventure di Alberto Sordi in Un americano a Roma, altri ancora prima in Guardie e Ladri con Totò e Aldo Fabrizi. Carlo Delle Piane, in realtà, aveva iniziato la sua lunga carriera nel cinema giovanissimo, all’età di 12 anni, scelto da Vittorio De Sica e Duilio Coletti, tra i ragazzi di alcune scuole medie di Roma, per interpretare un ruolo nel film Cuore. E poi ancora una serie di pellicole nelle quali Delle Piane interpretava personaggi riuscitissimi, mai da proragonista, ma che lasciavano sempre il segno. Caratterista, con una faccia che lo rendeva buffo e indimenticabile e sempre efficace. Fino a quando l’incontro con il regista Pupi Avati gli consegna ruoli drammatici e lo fa apprezzare per la profondità delle sue interpretazioni. Film come Regalo di Natale, Una gita scolastica, La rivincita di Natale ci hanno fatto conoscere un grande attore e hanno portato a Carlo Delle Piane elogi e importanti riconoscimenti. Aveva 83 anni.

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Spettacoli

Miss Italia si avvicina e intanto incorona Flavia Natalini, la più bella di Roma

Eletta a Ladispoli la più bella della Capitale: ha 23 anni, capelli biondi e occhi verdi

Francesco Vergovich

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Miss Roma 2019, Flavia Natalini

Valentina Pesaresi, Margherita Praticò, Flavia Natalini

La Capitale ha la sua nuova reginetta di bellezza. Miss Roma 2019 si chiama Flavia Natalini e viene dal quartiere Ardeatino, bionda con dei fantastici occhi verdi, ha 23 anni. È stata eletta ieri sera in piazza Rossellini a Ladispoli, davanti a un folto e caloroso pubblico, che ha sottolineato con applausi scroscianti ogni uscita delle 20 concorrenti, tutte nate o residenti nella capitale e selezionate con un apposito casting dalla Delta Events, agenzia organizzatrice del concorso per il Lazio e l’Umbria.

Flavia Natalini, Miss Roma 2019

Con lei eletta anche la 18enne testaccina Valentina Pesaresi, Miss Cinema Roma 2019.

Valentina Pesaresi, Miss Cinema Roma 2019

Lo svolgimento di Miss Roma 2019 in una località della provincia è stato possibile grazie all’istituzione dell’area metropolitana di Roma, che ha portato il titolo negli anni passati anche a Frascati, Castelgandolfo e Bracciano. L’evento, patrocinato dal Comune di Ladispoli, ha avuto come grandi sostenitori il sindaco Alessandro Grando e l’assessore alle attività produttive Francesca Lazzeri, che hanno annunciato l’installazione di un maxi-schermo per seguire la finale di Miss Italia e le rappresentanti laziali.

“Il successo di pubblico di questa sera – ha dichiarato il sindaco Grando – conferma la bontà della nostra scelta e porta lustro alla nostra città. Spero sia solo l’inizio e che Ladispoli possa legarsi al concorso per tanti anni. Voglio ringraziare gli organizzatori e le ragazze che ci hanno aiutato nella nostra campagna di sensibilizzazione a tutela del mare e delle spiagge”.

Le venti bellissime concorrenti si sono cimentate in differenti quadri coreografici, sfilando per la collezione haute couture di Franco Ciambella e per la linea di prête-a-couture Love to Love by Gai Mattiolo, presentate da Margherità Praticò e da Alice Rachele Arlanch (Miss Italia 2017) e dirette dal regista Mario Gori che, nel corso dello spettacolo, ha offerto un omaggio agli 80 anni di Miss Italia attraverso cinque videoclip dedicati ad altrettante dive del cinema e della tv italiana lanciate proprio dal concorso: Sophia LorenAnna KanakisMaria Grazia CucinottaAnna Valle e Miriam Leone.

Seduta in prima fila la “patron” di Miss Italia Patrizia Mirigliani, che ha confermato il ritorno in RAI del concorso, dopo l’annuncio ufficiale dato a “La vita in diretta”: “Ho voluto essere presente questa sera a Ladispoli per l’importanza della serata ma anche per rivivere l’atmosfera della piazza, del territorio, che è una componente molto importante per noi. La serata ha avuto un grosso successo di pubblico, che quest’anno sarà protagonista, decidendo attraverso il televoto la nuova Miss Italia. Stasera ho visto molte belle ragazze. Per loro quest’anno ci saranno maggiori possibilità perché le miss che arriveranno alla finalissima saranno ottanta”. 

Molto folta la giuria, dove siedeva anche la Miss Roma 2018 Nicole Ceretta, che ha effettuato il consueto passaggio della corona, la neoeletta Miss Cinema Lazio Ilaria Del Vescovo e la pittrice e scultrice di Ladispoli Flavia Mantovan, già Miss Roma nel 1996. Da Flavia a Flavia insomma.

Tra i giurati, oltre al sindaco Grando e all’assessore Lazzeri, anche l’attore e principe Ladislao Liverani (protagonista in tv con “Forum”), lo stilista Franco Ciambella, la top model Carla Barrucci, la truccatrice delle dive Daniela Mariotti e il fotografo di moda Pino Leone.

Due le votazioni, una diversa per ogni titolo, che hanno dato il seguente esito:

MISS ROMA 2019


Flavia Natalini

1a classificata: FLAVIA NATALINI, 23enne dell’Ardeatino (Divino Amore), bionda, occhi verdi, alta 170 cm. Diplomata al Liceo Linguistico, inizierà a settembre l’Accademia di Moda e Costume. Pratica fitness, ama leggere e viaggiare, sogna di diventare stilista e aprire un rifugio per gli animali.

2a classificata: LUDOVICA CORTESE, 20enne di Anzio (RM), capelli castani, occhi marroni, alta 174 cm. Diplomata al liceo linguistico-scientifico è iscritta al 1° anno di Economia alla Sapienza di Roma. Pratica molto sport, soprattutto fitness, ama viaggiare, andare al cinema e magiare sushi. Il suo sogno è affermarsi come consulente finanziario.

3a classificata: LUCREZIA TERENZI, 20enne di Cerveteri, capelli castani, occhi marroni, alta 174 cm. Diplomata all’Istituto Tecnico per il Turismo, pratica jogging, ama fotografare e viaggiare e sogna di diventare una brava attrice.

MISS CINEMA ROMA 2019

Valentina Pesaresi

1a classificata: VALENTINA PESARESI, 18enne del quartiere Testaccio, bionda, occhi verdi, alta 173 cm. Frequenterà a settembre il 5° anno dell’Istituto Tecnico per il Turismo, pratica danza classica, moderna e contemporanea e fitness. Ama ballare e recitare e sogna di sfondare nel mondo del cinema come attrice.

2a classificata: ERIKA CILIBERTO, 20enne romana del quartiere Marconi, capelli castano-scuro, occhi marroni, alta 165 cm., diplomata ragioniera è al primo anno di scienze della comunicazione. Pratica danza classica e moderna da quando aveva tre anni, ama sciare e nuotare e sogna di lavorare nel mondo della moda;

3a classificata: CHIARA BURLA, 20 anni, anche lei romana del quartiere Marconi. Mora, occhi marroni, alta 168 cm., ha in tasca un diploma di liceo scientifico ed è al primo anno di architettura. Pratica nuoto agonistico da ben 17 anni, ama il mare e sogna di aprire uno studio di interior design.

I titoli di Miss Roma e Miss Cinema Roma garantiranno alle due vincitrici l’accesso alle prefinali nazionali in programma dal 26 al 29 agosto a Mestre, dove giungeranno 185 ragazze da tutta Italia, 80 delle quali si qualificheranno per la fase finale di Jesolo – dal 30 agosto al 6 settembre – comprese le 20 miss vincitrici del titolo regionale più importante (es. Miss Lazio).

Valentina Pesaresi, Patrizia Mirigliani, Flavia Natalini

 

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Spettacoli

Festival di Venezia: ecco la lista dei film in concorso

Il Festival del Cinema di Venezia arriva alla sua 76esima edizione, che avrà inizio il 28 agosto. Ecco i film che saranno in concorso.

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Il Festival del Cinema di Venezia è pronto ad aprire le porte.

La Mostra del Cinema è arrivata ormai alla sua 76esima edizione, e ad ormai poco più di un mese dall’apertura, è stata finalmente pubblicata la lista dei film che saranno in concorso.

La laguna ospiterà la manifestazione dal 28 agosto al 7 settembre, e con un cast di ospiti stellare ed una rassegna di film incredibile, si prospetta un’edizione particolarmente interessante.

Ecco quindi i film che saranno in concorso al Festival, e che quindi verranno sottoposti al giudizio della giuria guidata da Lucrecia Martel:

La vérité di Hirokazu Kore’eda
The Perfect Candidate di Haifaa Al-Mansour
About Endlessnes
s di Roy Andersson
Wasp Network di Olivier Assayas
No. 7 Cherry Lane di Yonfan
Marriage Story di Noah Baumbach
Guest of Honor di Atom Egoyan
Ad Astra di James Gray
A Herdade di Tiago Guedes
Gloria mundi di Robert Guédiguian
Waiting for the Barbarians di Ciro Guerra
Ema di Pablo Larrín
Saturday Fiction di Lou Ye
Martin Eden di Pietro Marcello
La mafia non è più quella di una volta di Franco Maresco
The Painted Bird di Václav Marhoul
Il sindaco del Rione Sanità di Mario Martone
Babyteeth di Shannon Murphy
Joker di Todd Phillips
J’Accuse di Roman Polanski
The Laundromat di Steven Soderberg

Ad aprire la Mostra sarà La vérité di Kore-eda Hirokazu, mentre si concluderà con The Burnt Orange Heresy di Giuseppe Capotondi.

 

 

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Spettacoli

Avengers 5, Kevin Feige parla del futuro

Il futuro degli Avengers è sempre stato avvolto nel mistero dopo l’uscita di Endgame. Ora Kevin Feige rilascia le prime dichiarazioni.

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Avengers 5 è stato sicuramente uno degli argomenti più attesi durante il San Diego Comic Con di quest’anno, e alla fine qualche indiscrezione è arrivata proprio da Kevin Feige.

Si è discusso tanto di Phase 4 e del futuro del Marvel Cinematic Universe, anche con la presentazione di una ricca timeline che si snoderà nel corso dei prossimi anni tra cinema e piattaforma streaming, ma Avengers 5 è stato previsto in questo futuro?

E soprattutto, come si inserirà in questo universo rinnovato?

La risposta arriva proprio da Feige che ha recentemente espresso la sua conferma: Avengers 5 si farà.

“Ovviamente non ritroveremo la squadra a cui siamo abituati, ma un team completamente rinnovato, che sarà composto anche da tanti supereroi che non abbiamo ancora mai visto.” è stata la sua dichiarazione.

Ciò che sappiamo fino ad ora è che sicuramente il nuovo film dei Vendicatori non rientrerà nella Fase 4, ma dovrebbe collocarsi invece in quella successiva.

Questo significa che prima del 2022 non  potremo aspettarci molto a riguardo.

Ciò che però ha incuriosito ulteriormente, è come le serie tv appena annunciate per Disney+ andranno ad intersecarsi nell’immenso universo cinematografico creato dalla Marvel.

Anche in questo caso Feige ha confermato ciò che tutti i fan aspettavano di sentirsi dire: questi nuovi lavori, pensati appositamente per la piattaforma streaming della casa di Topolino, saranno considerati come crossover rispetto ai film che andranno a comporre i successivi cicli narrativi dell’MCU, contribuendo a rendere ancora più ricco l’Universo che hanno costruito.

“È questo che amo dello storytelling Marvel. Non abbiamo inventato niente di nuovo, ma mi piace come le cose vengono costruite, il crescendo, l’unione delle storie, la loro separazione, i loro cambiamenti. E ora non solo i film ma anche le serie su Disney che aggiungono ulteriore spunto ai progetti dei Marvel Studios.”.

Ci toccherà quindi aspettare, ma da quello che si inizia a conoscere, sembra che ne varrà la pena.

 

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Spettacoli

Millie Bobby Brown smentisce il suo ingaggio in Marvel

Millie Bobby Brown era stata indicata tra il cast del nuovo film Marvel, The Eternals, ma l’attrice ha smentito il rumor attraverso Instagram.

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Millie Bobby Brown, la giovane star inglese arrivata al successo grazie al suo iconico ruolo in Stranger Things, continua a far parlare di se.

L’ultima stagione della serie prodotta da Netflx, nella quale veste gli incredibili panni di Elle, ha portato la piccola attrice di nuovo sotto i riflettori, e proprio in questo contesto un rumor sfuggito a Variety aveva messo in fermento i fan del Marvel Cinematc Universe.

Secondo queste indiscrezioni infatti, Millie avrebbe preso parte ad uno dei prossimi film targati Marvel, The Eternals, precisamente il primo che ci catapulterà nella tanto attesa “fase 4”.

Il film è molto atteso dagli appassionati anche per il cast che si sta formando, e che comprende tra gli altri Angelina Jolie e Richard Madden, ma sembra che per quanto riguarda la Brown sia ancora presto per parlare.

L’attrice infatti è intervenuta su Instagram in una diretta streaming per smentire quanto era stato detto riguardo il suo coinvolgimento:

“Tutti pensano che sarò in un film Marvel, ma io non ne so niente. La mia famiglia e io non ne abbiamo idea, perciò voglio che tutti sappiamo che finora non ne so niente.”

Ciò che comunque fa sperare, è l’apertura che sembra aver lasciato per una sua futura partecipazione nell’universo della casa di Stan Lee.

Nonostante il grande successo ottenuto attraverso Stranger Things, la sua carriera sul grande schermo si è appena aperta grazie al suo ruolo in Godzilla: King Of Monster, ed un ruolo nella Marvel significherebbe un’evoluzione importante.

In più, grazie ad Elle i superpoteri sono ormai il suo pane quotidiano.

Per il momento non possiamo far altro che aspettare l’imminente Comic Con di San Diego, nella speranza che i grandi panel anticipati facciano chiarezza sul futuro dell’universo e su questo piccolo “mistero”

 

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A Jazz & Wine in Montalcino è il momento della regina del jazz: Dee Dee Bridgewater

Venerdì 12 luglio nella Fortezza Medioevale di Montalcino (SI) una delle star indiscusse del panorama musicale mondiale 

Francesco Vergovich

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A Jazz & Wine in Montalcino è il giorno della regina del jazz: sul palco sale Dee Dee Bridgewater. Con una delle più acclamate star mondiali prosegue, venerdì 12 luglio nella fortezza medioevale, la rassegna che nasce dalla collaborazione tra l’azienda vinicola Banfi, la famiglia Rubei dell’Alexanderplatz di Roma ed il Comune di Montalcino. Punta di diamante di questa edizione, Dee Dee Bridgwater, propone J’ai deux amours. La lady indiscussa del jazz, con questo progetto, rende omaggio alla carriera ed alla vita di Josephine Baker e celebra anche famosi chansonniers dell’epoca come Edith Piaf e Charles Trenet. Un viaggio pieno d’atmosfera e di eleganza condotto da una delle voci più superlative del jazz.  Per l’occasione Dee Dee Bridwater si presenta con un quartetto superlativo formato da Ira Coleman (basso), Louis Winsberg (chitarra), Marc Berthoumieux (accordione) e Minino Garay (percussioni). 

Sabato 13 luglio il festival celebra il jazz italiano con il batterista ROBERTO GATTO ed il suo New Quartet. Rappresentante del jazz italiano nel mondo, proclamato anche quest’anno miglior batterista italiano dal mensile Jazzit, con questo nuovo progetto, straordinariamente maturo ed espressivo, Gatto ritorna alla dimensione prettamente acustica, grazie all’ausilio di tre compagni di palco che rappresentano al meglio il panorama jazzistico italiano: Alessandro Lanzoni al pianoforte, Matteo Bortone al contrabbasso e Alessandro Presti alla tromba. 

La ventiduesima edizione chiude domenica 14 luglio con altre due icone del jazz: FLAVIO BOLTRO BBB TRIO ft STEFANO DI BATTISTA. La reunion dei due ambasciatori del jazz italiano nel mondo, nata questo inverno all’Alexanderplatz di Roma, propone un concerto che spazia dall’acustico all’uso di effetti elettronici. Il repertorio include brani che si rifanno al pop con atmosfere diverse dal classico jazz, in cui entra alla perfezione il sound di Stefano, caldo e pungente più che mai. Sul palco anche Mauro Battisti al basso e Mattia Barbieri alla batteria. 

Tutti gli spettacoli di Jazz & Wine in Montalcino avranno inizio alle ore 21.45. 
  
Informazioni, prenotazioni e biglietti 
Proloco Montalcino, 0577 849331 / 348 8855416 –info@prolocomontalcino.com


Informazioni: 
Banfi 0577 840111 – marketing@banfi.it (anche prenotazioni per i concerti di Castello Banfi) 

Informazioni e prenotazioni:
Eventbrite 

Direzione artistica 
Paolo Rubei

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Spettacoli

Jazz & Wine in Montalcino, fino al 14 luglio. Ecco tutto il programma

Nella Fortezza medioevale di Montalcino grandi musicisti si incontrano nel nome di Thelonious Monk.

Francesco Vergovich

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(JAZZ & WINE ORCHESTRA diretta dal maestro Mario Corvini)

Nella Fortezza medioevale di Montalcino grandi musicisti si incontrano nel nome di Thelonious Monk. Nelle terre di Siena prosegue la rassegna che nasce dalla collaborazione tra l’azienda vinicola Banfi, la famiglia Rubei dell’Alexanderplatz di Roma e il Comune di Montalcino. Grandi musicisti si incontrano nel nome di Thelonious Monk: sarà un concerto unico e trascinante quello che mercoledì 10 luglio offre il calendario di Jazz & Wine in Montalcino , la rassegna che nasce dalla collaborazione tra l’azienda vinicola Banfi, la famiglia Rubei dell’ Alexanderplatz di Roma e il Comune di Montalcino . 

Protagonista la JAZZ & WINE ORCHESTRA che apre i concerti nella suggestiva Fortezza medioevale. Diretta dal maestro Mario Corvini, l’Orchestra Stabile di Jazz & Wine è una vera e propria “chicca” della rassegna (un progetto che solo i grandi festival americani hanno) e da ormai cinque anni si esibisce a Montalcino ospitando un grande solista internazionale. In questa edizione sul palco salirà Rosario Giuliani , per un repertorio dedicato a Thelonious Monk, musicista eclettico e originale, assoluto modello di riferimento per il suo approccio esecutivo fuori dagli schemi. Giuliani (sax alto e soprano) pluripremiato musicista e vera eccellenza italiana, ha collaborato con nomi quali Gonzalo Rubalcaba, Charlie Haden, Kurt Helling e Richard Galliano

Giovedì 11 luglio il festival prosegue con il fuoriclasse di Philadelphia KURT ROSENWINKEL . Il chitarrista ha dominato per oltre un decennio la scena jazzistica newyorkese creando una new thing del jazz che nasce dalle contaminazioni con il rock, l’hip hop e la musica contemporanea. Dotato di una vena compositiva fortemente romantica e di un timbro assolutamente personale di rara bellezza, in questo trio è supportato dal talento e dalla classe del batterista Greg Hutchinson e dal bassista salernitano Dario Deidda , sempre accanto a Kurt negli ultimi anni, anche nelle sue esibizioni negli Stati Uniti. 

Punta di diamante di questa edizione, venerdì 12 luglio arriva DEE DEE BRIDGEWATER con J’ai deux amours . Star assoluta del panorama musicale mondiale, lady indiscussa del jazz, Dee Dee Bridgewater, con questo progetto, rende omaggio alla carriera ed alla vita di Josephine Baker e celebra anche famosi chansonniers dell’epoca come Edith Piaf e Charles Trenet. 
Per l’occasione Dee Dee Bridwater si presenta con un quartetto superlativo formato da Ira Coleman (basso), Louis Winsberg (chitarra), Marc Berthoumieux (accordione) e Minino Garay (percussioni). 

Sabato 13 luglio il festival celebra il jazz italiano con il batterista ROBERTO GATTO ed il suo New Quartet . Rappresentante del jazz italiano nel mondo, proclamato anche quest’anno miglior batterista italiano dal mensile Jazzit, con questo nuovo progetto, straordinariamente maturo ed espressivo, Gatto ritorna alla dimensione prettamente acustica, grazie all’ausilio di tre compagni di palco che rappresentano al meglio il panorama jazzistico italiano: Alessandro Lanzoni al pianoforte, Matteo Bortone al contrabbasso e Alessandro Presti alla tromba. 

La ventiduesima edizione chiude domenica 14 luglio con altre due icone del jazz: FLAVIO BOLTRO BBB TRIO ft STEFANO DI BATTISTA . La reunion dei due ambasciatori del jazz italiano nel mondo, nata questo inverno all’Alexanderplatz di Roma, propone un concerto che spazia dall’acustico all’uso di effetti elettronici. Il repertorio include brani che si rifanno al pop con atmosfere diverse dal classico jazz, in cui entra alla perfezione il sound di Stefano, caldo e pungente più che mai. Sul palco anche Mauro Battisti al basso e Mattia Barbieri alla batteria. 

Tutti gli spettacoli di Jazz & Wine in Montalcino avranno inizio alle ore 21.45. 

Informazioni, prenotazioni e biglietti 
Proloco Montalcino, 0577 849331 / 348 8855416 – info@prolocomontalcino.com 

Informazioni 
Banfi 0577 840111 – marketing@banfi.it (anche prenotazioni per i concerti di Castello Banfi) 

Informazioni e prenotazioni 
Eventbrite 


Direzione artistica 
Paolo Rubei 

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