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Italia (ancora) Viva, lo spettro delle urne e il nuovo penultimatum di Renzi

conte e renzi
Conte apre a modifiche sulla governance del Recovery Plan, ma è soprattutto per il rischio di sparire che il senatore fiorentino frena sulla nuova "Congiura de' Pazzi". E comunque, virgilianamente, va temuto anche quando porta doni

Al culmine di giorni di tensione istituzionale, pare proprio che quella di Matteo Renzi sarà un’Italia (ancora) Viva. Proprio mentre si rincorrevano le voci sulle strategie partitiche in caso di crisi di Governo, infatti, è arrivata la mano tesa del senatore di Rignano. Che magari non chiederà più poltrone ma, quando sente traballare la sua, non si fa problemi a trasformare qualsivoglia diktat nell’ennesimo penultimatum.

Italia (ancora) Viva, dopotutto

«Se si aprisse la crisi, tanto varrebbe andare a votare. Conte contro Salvini e ce la giochiamo». Parole e musica di Dario Franceschini, Ministro dei Beni culturali e capodelegazione del Partito Democratico presso l’esecutivo. Nonché il dirigente dem che più di tutti, secondo i rumours, mira a ripagare il fu Rottamatore con la stessa moneta.

Su-Dario è infatti persuaso che il bi-Premier Giuseppe Conte abbia «ancora una certa presa sull’opinione pubblica». Da questa pia illusione scaturirebbe quindi il progetto che dovrebbe mettere i bastoni fra le ruote gigliate. Quello di un patto Pd-M5S giustificabile con l’attuale legge elettorale, il Rosatellum. Che spinge le formazioni a unirsi – perlomeno nelle circoscrizioni con sistema maggioritario – e che, ironicamente, prende il nome dall’attuale presidente di Iv Ettore Rosato.

Certo, nel MoVimento un simile accordo rischierebbe di innescare la scissione dell’ala dibattistiana. Ma i grillini devono anche farsi bene i propri calcoli, perché una corsa in solitaria li porterebbe verosimilmente a perdere in tutti i collegi uninominali.

In tutto questo, in via del Nazareno sono comunque certi che Renzie stia bluffando, e che tema molto l’eventualità di elezioni anticipate. In effetti, i sondaggi continuano a essere impietosi col suo micro-partito, e la nuova «machiavellica operazione di Palazzo» potrebbe anche avere sviluppi imprevisti. Con una metafora tratta dalla sua amata storia fiorentina, potrebbe anche finire come la Congiura de’ Pazzi, la (fallita) cospirazione anti-medicea dell’omonima famiglia Pazzi.

Forse anche per questo Pittibimbo si è prodotto nell’ennesimo colpo di scena – non del tutto inatteso, in realtà. In fondo, pare proprio che prediliga avere un’Italia (ancora) Viva.

La frenata di Renzi

«Finalmente il Presidente del Consiglio ha preso atto che le proposte avanzate da Iv sul metodo di lavoro sono assolutamente positive. Perché è scomparsa tutta la questione della governance, che si voleva portare con un emendamento in Legge di Bilancio, e finalmente si inizia a discutere con i numeri, nel merito, dei vari progetti».

Così il Ministro dell’Agricoltura Teresa Bellanova al termine del confronto sul Recovery Plan con Giuseppi e i titolari dell’Economia, Roberto Gualtieri, e degli Affari europei, Enzo Amendola. Tavolo durante il quale il Signor Frattanto sembrerebbe aver fatto una parziale retromarcia sulla task force che tanto aveva irritato i renziani. Aprendo a un coordinamento più collegiale che dovrebbe includere un Ministro per ogni forza politica.

Certo, è presto perché l’esecutivo rosso-giallo possa tirare un sospiro di sollievo. Anche perché non è un segreto che il leader di Italia Viva aspiri a un BisConte dimezzato – un’anatra zoppa indebolita in favore dei leader della maggioranza.

Del resto, il Nostro ci ha tenuto a far sapere urbi et orbi che «la palla adesso è nelle mani del Premier, dipende solo da lui». E la stessa renzianissima ha precisato che «il Governo può stare sereno se risolve i problemi».

Però il dialogo è ripreso, come del resto aveva anticipato Rosato – che solo ventiquattr’ore prima ancora bombardava il fu Avvocato del Popolo. «Qualcosa è cambiato. Il Presidente Conte ha convocato una serie di riunioni che sono cominciate oggi. Mi sembra un fatto positivo».

Possibile, soprattutto considerando il desiderio dell’altro Matteo di conservare la sua Italia (ancora) Viva. Tuttavia, il leguleio volturarese farà bene a ripetersi, parafrasando Virgilio: timeo Renzi et dona ferentem. Che in latino significa, più o meno, stai sereno.