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4 anni fail
A scuola è tempo di esami ed è il metodo che si usa da sempre per valutare il grado di apprendimento di uno studente di qualsiasi età. Quest’anno poi anche il contribuente è soggetto a voto, un’idea forse stravagante quella del Fisco ma di sicuro rende bene l’idea dei promossi e i bocciati in ambito fiscale. Quando si elabora la dichiarazione dei redditi, si confrontano i dati in possesso dell’Agenzia delle Entrate con quelli che ha il commercialista, si invia tutto al sistema telematico e a quel punto arriva il risultato Isa (lo studio di settore che valuta l’affidabilità fiscale), cioè la pagella del contribuente con voti da 1 a 10. Per essere promossi, e ottenere delle agevolazioni, serve almeno un bell’8 in pagella. Un po’ come a scuola, se raggiungi un ottimo voto non solo sei promosso ma ti fai anche una reputazione a futura memoria.
L’imprenditore fa la differenza. Al di là comunque del voto in pagella, per amministrare bene un’impresa, piccola o grande che sia a prescindere dal momento più o meno propizio per quel settore di mercato, la differenza la fa, come sempre, il fattore umano. L’imprenditore capace, anche nei momenti meno favorevoli, riesce comunque a portare avanti la sua azienda. Oggi qualunque attività dev’essere svolta al passo con i tempi ed esistono vantaggi e incentivi da parte dell’erario. Bisogna continuamente aggiornarsi, se non lo fai sei destinato a rimanere indietro. Non è un vezzo, è necessario. E se rimani indietro perdi la competitività.
La differenza del fattore umano può essere enorme: il piacere di svolgere la propria attività, con soddisfazione, con equilibrio, essendo corretti verso i prestatori d’opera, cercando sempre di rispettare i pagamenti. Se un imprenditore riesce a pagare subito le sue spese, risparmia anche denaro perché non deve ricorrere al credito bancario e ha finanziato in maniera accorta la propria azienda. Si sente dire: “Le banche ci massacrano”, ma tu imprenditore, nell’ azienda, hai messo i tuoi denari? Pochi finanziano con soldi propri l’azienda. La maggior parte prende il credito in banca, ma così è costretto a pagare interessi salati e tutto diventa più difficile. Allora, finanziamo la nostra azienda, teniamola sempre in equilibrio nei conti, paghiamo tutto e tutti con puntualità, non ricorriamo al credito bancario. Il risultato sarà che riusciremo a pagare tutte le spese e a guadagnare bene. La pressione fiscale è forte, non c’è dubbio, ma non bisogna farsi prendere dall’ansia perché le formule per pagare le imposte sono molte, così come la possibilità di rateizzarle e il contribuente viene messo nella condizione di poterle saldare secondo le proprie esigenze, evitando sanzioni e rischi penali. L’imprenditore deve vivere l’azienda in maniera totale, la sua presenza è fondamentale, aprire e chiudere l’ attività ogni giorno ed essere sempre propositivo, mai pessimista, uno spirito che così si riesce facilmente a trasferisce anche ai collaboratori a tutto beneficio dell’azienda.
Dottore Commercialista, Fiscalista e Revisore Legale, fondatore dello Studio D'Ambrogio, Presidente della Commissione Fiscalità Locale e Federalismo Fiscale presso l'ODCEC di Roma. Dal 2001 presiede l’Associazione Nazionale Difensori Tributari (ANDT), è autore di numerose pubblicazioni in materia fiscale ed economica, nonché autore e voce della rubrica settimanale "Fisco Sereno" sulle frequenze di Radio Radio.
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