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Fondo per la Ripresa, dal “falco” Dombrovskis arriva l’ennesima beffa

Il lettone vicepresidente della Commissione Ue ammette che i finanziamenti arriveranno solo in cambio di riforme. Ha ancora senso per l'Italia restare in questa Europa?

Test per l’esame di giornalismo sull’ormai mitico (nel senso di favolistico) Fondo per la Ripresa. Il candidato consideri che:

a) Il vicepresidente della Commissione Europea Valdis Dombrovskis ha gettato la maschera. «Gli Stati membri che vogliono le risorse dal fondo dovranno presentare dei piani» per «incentivare la crescita e rafforzare le loro economie contro le crisi». Ça va sans dire, «se non ci sono le riforme, ovviamente non ci saranno neppure i soldi». Bontà comunitaria, gli obiettivi saranno proposti dalle singole Nazioni, ma sulla base delle «priorità stabilite dall’Ue», pena la perdita di una rata di finanziamento. L’ex Primo Ministro lettone viene spesso etichettato come “falco”: probabilmente per sottolineare che non è un’aquila.

b) Il Commissario europeo agli Affari economici Paolo Gentiloni ha affermato che il Recovery Fund «non ha a che fare con condizionalità e intrusione di Bruxelles». Contemporaneamente, però, ha ammesso che i Paesi che chiederanno le sovvenzioni «dovranno presentare il piano nazionale di investimenti». E niente, questa fa già abbastanza ridere di suo.

c) Come abbiamo già discusso, lo strumento dovrebbe avere una potenza di fuoco di 750 miliardi. All’Italia ne dovrebbero spettare 82 come sussidi – da cui però andranno scalati i circa 55 miliardi che Roma dovrà versare nella cassa comune. E 90 sotto forma di prestiti, che però verranno rimborsati ai Paesi sottoscrittori tra il 2028 e il 2058. Non avranno preso troppo alla lettera la dizione – così tanto rivendicata dall’esecutivo rosso-giallo – di “fondo perduto”?

Af-Fondo per la Ripresa

d) Tra le raccomandazioni dell’Unione Europea è compreso un intervento sulle pensioni. Si potrebbe cominciare da quelle degli euroburocrati.

e) Ancora l’ex Premier Gentiloni ha liquidato le critiche dell’opposizione – e anche di parte della maggioranza: «nessuna Troika, non diciamo cose ridicole». Si spera non ne arrivino neppure gli epigoni, i ben noti figli di Troika.

f) In piena crisi da Covid-19, il leader leghista Matteo Salvini aveva avvertito l’Europa. «Finita l’emergenza sanitaria, occorrerà ripensare e ricostruire tutto, a partire da Bruxelles». Che finora ha decisamente fatto i Conte senza l’oste.

Ciò posto, il candidato commenti, prescindendo da espressioni quali “ospedale psichiatrico”, la seguente dichiarazione di Gentiloni. Secondo cui il Fondo per la Ripresa rappresenta «un’occasione irripetibile per rimettere in moto l’economia italiana».