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Hamilton inossidabile, Verstappen mai domo, Leclerc diamante grezzo: le verità del Gran Premio di Monaco

A Monte Carlo attimi di grande spettacolo con il campione del mondo, l’olandese ed il gioiellino della Ferrai protagonisti.

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Hamilton Verstappen Monaco

Andato in archivio il Gran Premio più glamour e variabile del calendario di Formula 1, quest’anno marchiato dal ricordo di Niki Lauda, rimangono momenti di grande automobilismo con protagonisti piloti che, a modo loro, cercano di rimanere nel ricordo dei tifosi così come ha fatto il pilota austriaco.

Sia chiaro, la carriera di Lauda rimarrà qualcosa di unico e irripetibile nella storia di questo sport, anche perché si parla di un’altra era: gli anni ’70, vetture molto meno sicure che andavano lo stesso a 280 all’ora, l’incendio nell’incidente del Nurburgring. Ma la gara di domenica ha consegnato alla ribalta tre piloti che, uno nel passato e nel presente, gli altri due nel presente e nel futuro, scrivono e scriveranno pagine memorabili. E non ce ne vorrà Sebastian Vettel, che è 4 volte campione del mondo e ha concluso la gara al secondo posto dopo un sabato complicato, ma stiamo parlando di Lewis Hamilton, Max Verstappen e Charles Leclerc.

Iniziamo dal vincitore del Gran Premo, ovvero Lewis Hamilton. L’inglese, alla sua sua terza vittoria nel Principato, ha parlato di “una delle gare più difficili della carriera”. E c’è da credergli, visto che dopo il pit stop in regime di Safety Car ha percorso 67 giri con la gomma media, la gialla. Un intero Gran Premio sotto la costante pressione di Verstappen, che nell’ultima parte di gara aveva gomme Hard e molto meno deteriorate. Dopo una gara senza la minima sbavatura, ha resistito all’attacco dell’olandese al terzultimo giro, quando in fondo al rettilineo del tunnel un ruota a ruota (immortalato in alto) ha fatto andare lunghi entrambi senza però conseguenze. Più forte dei muri, del graining e della pressione, il 5 volte iridato ha dato ancora una volta una dimostrazione assoluta di forza, verso i record più grandi di questo sport.

Anche Max Verstappen da par suo è stato un grande protagonista, nonostante non sia arrivato a podio, a causa dell’unsafe release del concitato rientro in pista dopo i pit stop. Il pilota orange ha dimostrato in gara come nell’ultimo anno in particolare sia migliorato esponenzialmente in maturità e concretezza, fino a qualche tempo fa nascoste da un’eccessiva aggressività che ne avevano anche minato il futuro.

Il talento di Max non era e non è in discussione, ma adesso c’è la consapevolezza che con una Red Bull competitiva anche in circuiti di motore potrebbe davvero lottare per il Mondiale. La pressione e l’attacco nei confronti di Hamilton ha tenuto incollati gli spettatori alla tv negli ultimi giri di Monte Carlo, cosa non scontata nella Formula 1 moderna nel Principato.

Chi ha invece animato i primi giri è stato Charles Leclerc. È inutile parlare dell’errore clamoroso del muretto Ferrari nel Q1 di sabato, che ha costretto il pilota di casa alla partenza dall’ottava fila. La speranza alla domenica era quella di vederlo aggressivo e possibilmente a punti, nel confutare un assioma che spesso si ripete a Monte Carlo e che con l’allargamento degli pneumatici nel 2018 sembrava ancora più assoluto: “superare è impossibile”. Ebbene, se di solito una possibilità c’è in fondo al rettilineo del tunnel, oppure nel rettilineo principale col DRS, Charles ha attaccato dove possibilità non ce ne sono (o non ce ne sarebbero). Nel secondo giro ha superato Norris al tornantino, ma è al settimo dove ha effettuato probabilmente uno dei sorpassi più belli degli ultimi anni, alla strettissima Rascasse, ai danni di Grosjean, passando al millimetro tra il guard rail e la Haas. 

Al nono giro, provando lo stesso miracolo nella stessa curva con Hulkenberg, non è riuscito nell’impresa andando a sbattere sul guard rail interno. La foratura e i danni alla sua Ferrari lo costringono al ritiro, ma rimangono negli occhi degli appassionati i due sorpassi impossibili che ne confermano il talento cristallino.

Nell’attesa del prossimo Gran Premio in Canada, con una Mercedes invincibile quest’anno ed una Ferrari chiamata ad una reazione d’orgoglio, possiamo guardare con fiducia al futuro della categoria, in un passaggio di testimone che domenica si è intravisto tra le strette vie di Monte Carlo: il passato di Niki Lauda, il presente di Lewis Hamilton, il futuro di Max Verstappen e Charles Leclerc.