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Dalla Milano nerazzurra al male eterno del razzismo: tutto quello che ci ha detto la quarta giornata di Serie A

I netti responsi del derby, la Juve che fatica ancora ma vince, lo spettacolo di Atalanta – Fiorentina rovinato dai cori a Dalbert: non manca nulla.

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Quarta di A in archivio con gol e spettacolo, soprattutto tra le medio-piccole, ma con il risultato più netto che proviene dalla partita di cartello.

Nel derby la conferma: in questo momento Milano è nerazzurra

Più nella prestazione che nel tabellino, ma chi ha visto il derby di Milano n°193  non ha potuto non notare l’essere squadra di Conte da una parte la “non squadra” di Giampaolo dall’altra. Per l’Inter è stata una prova di maturità non da poco: se bisognava dare un segnale per vincere la stracittadina da favoriti e dopo lo stop in Champions, questo segnale è arrivato fortissimo. Quarta vittoria su 4, testa della classifica mantenuta e “contezzazione” della squadra già in fase avanzata.

Al contrario per il Milan la partita di sabato suona come un ulteriore campanello d’allarme per questo inizio di stagione, certificato anche dai numeri: 2 gol all’attivo di cui uno su calcio di rigore sono emblematici per una squadra che differisce maggiormente dai cugini proprio per la mancanza di un’identità definita.

La risalita di Napoli, Roma e Lazio: la Big 5 sono già davanti a tutte

Il gol-vittoria di Dzeko al Dall’Ara ha proiettato una Roma sempre più bella da vedere nelle zone alte della classifica facendo scendere il Bologna, fino a quel momento ancora imbattuto e secondo. In aggiunta alle vittorie di Napoli (dilagante 1-4 a Lecce nel segno di Llorente) e Lazio (2-0 col Parma macchiato dall’incompresibile rabbia di Immobile al momento della sostituzione) hanno dato già una conformazione chiara alla classifica, con queste tre più Juventus  e Inter nei primi posti: gli exploit di Bologna e Torino in testa sono già finiti.

Fiorentina e Sampdoria in ripresa, Cagliari e Sassuolo sugli scudi

Due medio-grandi che pian piano si smuovono dai bassifondi della classifica: se la vittoria per la squadra di Di Francesco contro il Torino aveva valore vitale, per la Fiorentina c’è l’enorme rammarico di aver sprecato negli ultimi 10 minuti due gol di vantaggio (a proposito, l’assist di Chiesa ed il primo gol in Italia di Ribery sono uno degli spot migliori della nostra Serie A). La squadra di Montella mostra segni di crescita e va detto che ha affrontato le prime tre dello scorso campionato. Proprio Fiorentina – Sampdoria nel turno infrasettimanale sarà l’occasione giusta per entrambe per uscire dalla zona rossa.

Chi corre, segna e si diverte è il Cagliari di Maran, che ha battuto il Genoa nell’anticipo di venerdì, e il Sassuolo di De Zerbi, che nell’anticipo delle 12 contro la Spal ha dato una dimostrazione di come la partita contro la Roma sia stata troppo brutta per essere vera. Entrambe con una coppia-gol di riferimento (Simeone-Joao Pedro per i sardi, Berardi-Caputo per gli emiliani) si candidano ad un campionato che può far divertire tifosi e appassionati di calcio. Note negative in questa giornata per Spal, Udinese e soprattutto Torino, che dopo un grande inizio con Lecce e Samp ha avuto due battute d’arresto pesanti e inaspettate.

Ci piace e Non ci piace: Atalanta-Fiorentina nel bene e nel male

La partita delle 18 di domenica verrà ricordata per diverse cose: da un lato i 95 minuti di spettacolo offerti dalle due squadre, spesso inclini a dare spettacolo quando si affrontano (come le due semifinali di Coppa Italia dell’anno scorso). L’azione del raddoppio della Viola tra Chiesa e Ribery già citata, il gol “in aria” di Ilicic e il tiro al volo di Castagne in pieno recupero: una partita “all’inglese”, la più bella del weekend.

O meglio sarebbe stata la più bella se non fosse stato per il rovescio della medaglia: i 3 minuti si sospensione a causa dei cori razzisti per Dalbert, che ha chiesto espressamente all’arbitro Orsato di fermare il match al Tardini di Parma (che per l’occasione ha sostituito l’Atleti Azzurri d’Italia di Bergamo). Fa male più della sospensione in sé, la bordata di fischi al momento dell’annuncio. Una piaga senza fine.

Credits Photo: Claudio Pasquazi