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Donne

Alle donne di domani: che non sia un’eredità in cui il cinismo calpesti il sogno

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Real Men Are Feminists.

A tutte le figlie della sciabola di Minerva… e di Frida. E’ scontato dire l’infinità di donne che hanno combattuto per noi, che solo a nominarle io mi emoziono. Donne che ci hanno lasciato un’eredità difficile da gestire, che da ragazze ancora troppo giovani e maldestre, non sempre riusciamo a gestirla. Anzi, spesso come in una partita a palla avvelenata ci lanciamo idee roventi le une contro le altre perché, a dirla tutta, noi per tutto ciò che riguarda l’universo targato pugno rosa non abbiamo risposte. Le campagne progressiste che vogliono un’unione di genere, non sempre hanno il successo sperato. Perché sì, abbiamo tutte le carte a nostro favore, ma ce le giochiamo malissimo, per dirla in termini strategici. Ed è proprio una sorta di strategia culturale quella che sta venendo a mancare. Le bambine stanno avendo in maniera esasperata tutti gli insegnamenti che, in maniera bisbigliata hanno raggiunto noi nate alla fine del vecchio secolo, eredi inconsce della X Generation e confuse dalle tendenze di inizio millennio. Sì proprio noi, che siamo cresciute nel mito di Cenerentola e della Bella Addormentata o di Biancaneve. Donne spesso remissive nei confronti del loro destino. E che poi, casualità vuole, il fato le “premia” con l’arrivo di un uomo che le salvi, peggio di un ironico risarcimento danni. E nella cultura europea storie come quelle della Principessa Mulan o di Pocahontas non si sono mai diffuse più di tanto. E come dicevo, le bambine moderne invece stanno vivendo tutto all’eccesso. Bella la rivalutazione del ruolo di Jasmine nel remake di Aladdin: lei è un personaggio travolgente, inquieto, con la voglia di far sentire ciò che ha da dire, non cede il suo regno al suo compagno, anzi, lui la accompagna nel suo ruolo di prima sovrana. Tutt’altra storia rispetto alla iniziale favola Disney in cui la principessa era in tutta la vicenda quasi marginale. Ma quale insegnamento di amore stiamo lasciando alle nostre sorelle, nipoti, cugine, figlie, donne del domani? A questo punto, purtroppo cadendo in un cliché culturale inevitabile se si vuole parlare di vero femminismo, dobbiamo nominarla. Proprio lei, che figli non ne ha mai avuti. Qualsiasi autentica femminista nominerebbe Frida, ma per motivi molto diversi da quelli per i quali io la scomodo in questo pomeriggio di luglio. Ci sono amori, tipo il suo, che vanno al di là della materializzazione fisica. E su questo, credo che anche il cuor di ghiaccio diventa argilla al tocco delle sue parole: “un amore che ti porti il sogno, il caffè e la poesia”.  La connessione tra sogno caffè e poesia rende ancor più speciale la sua descrizione di amore. La poesia la colgono in pochi, il caffè è un uso comune, il sogno è un segreto. Quindi lei, con poche parole buttate così, quasi a caso, ci augura un amore che non perda mai la sua magia, che sia quotidiano come prendere un caffè. E ci invada di dolcezza la vita. Una dolcezza, tanto intima da devastarci spesso, da farci rinascere in nuove necessarie consapevolezze, proprio come fa una bella poesia. Quel tipo di amore unico, che vale la pena vivere. Ecco, un amore che ci faccia vivere, e mai morire. Che ha tutte le potenzialità per spezzarci, ma che proverebbe dolore nel farlo. Perché si sa, amare spagina senza un grande sforzo le nostre costruzioni mentali, ci rende vulnerabili. Ma amare forse ci rende anche i più forti dei guerrieri. Sappiamo per cosa combattiamo, o per chi combattiamo. Fragile ma forte, forgiato nell’acciaio ma che sia seta per le nostre dita. E che se crollasse il vostro mondo, dalle sue macerie potrete costruirne un castello di creta, resistente e dinamico come voi. Vi auguro un amore così, un amore che pur lasciandovi camminare tra le vostre battaglie, abbia la forza di salvarvi avendo il coraggio di farvi salvare da sole. Restate guerriere, abbiate la certezza di bastarvi. Siate intraprendenti, abbracciate la bussola della vita e lasciate che vi porti chissà dove. Fiorite in questo amore, trovate l’immortalità sfiorandone il viso. E si calpesta, vi umilia, non è il giusto tipo di amore di cui voi avete bisogno. Sappiate riconoscerlo, non diventate ciniche negandovi il motore di ogni cosa per paura. E anzi, la paura è un sentimento, non negatelo, affrontatelo. E’ urgente il bisogno di amore che vive il nostro mondo. Siate talmente coraggiose da amare. 

 

 

 

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Cultura

Alla Feltrinelli Red, gli amanti letterari di Mariagloria Fontana

La ragione era carnale”, il romanzo di Mariagloria Fontana sul desiderio e la seduzione, alla Feltrinelli Red di via Tomacelli

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La ragione era carnale”, il romanzo sul desiderio e la seduzione di Mariagloria Fontana alla Feltrinelli Red di via Tomacelli, con Alvaro Moretti, Manuela Maccaroni, Mario Tozzi, Federico Zamboni, Marco Vittiglio e le letture di Vincenzo Bocciarelli.

Un incontro singolare e interessante quello che si è tenuto martedì 2 aprile alla Feltrinelli Red in via Tomacelli a Roma in occasione della presentazione del romanzo di Mariagloria Fontana, “La Ragione era Carnale”, Curcio editore e che ha tenuto incollato alle proprie sedute il numeroso pubblico presente. L’apertura è stata affidata alla performance danzata della ballerina e coreografa Arialtea che ha interpretato, su musica dei Nine Inch Nails, il tema centrale del libro, il desiderio.

A moderare l’incontro il conduttore radiotelevisivo di Radio Radio Francesco Vergovich, a dialogare con l’autrice il vicedirettore del Messaggero, Alvaro Moretti, l’avvocato Manuela Maccaroni, giudice della trasmissione Rai 1 “Torto o ragione? Verdetto Finale”, Mario Tozzi, il geologo conduttore della trasmissione Rai 3 “Sapiens”, il giornalista Federico Zamboni, a dare voce attraverso la lettura di alcuni brani tratti dal romanzo l’attore di teatro, cinema e fiction Vincenzo Bocciarelli.

La sala gremita ha seguito l’incontro con partecipazione. ‘’Amanti letterari con richiami ai carteggi dell’Ottocento’’ha definito i due protagonisti del libro Alvaro Moretti, mentre l’avvocato Maccaroni ha sottolineato come oggi il tradimento online sia sempre più diffuso e un elemento utilizzato per chiedere il divorzio.

Bocciarelli ha incantato la platea interpretando i protagonisti, Bianca e TommasoFederico Zamboni ha puntato l’accento sul valore di vivere con intensità e il critico televisivo Marco Vittiglio ha rivelato l’impianto cinematografico ed emotivo del romanzo. L’autrice, infine, ha dichiarato di non credere completamente alla fedeltà coniugale e di aver scritto il romanzo per indagare sui demoni che si nascondono nelle relazioni apparentemente solide e stabili.

Le foto sono di Franco Ferrajuolo

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