Valentina Fradegrada ha deciso di parlare di una pagina dolorosa della sua vita, rimasta per lungo tempo confinata nei ricordi e solo ora condivisa con il suo pubblico. L’influencer da oltre tre milioni di follower su Instagram, imprenditrice digitale ed ex moglie di Kevin Prince Boateng, ha raccontato in un video di dodici minuti su YouTube l’episodio di stalking vissuto nel 2021 quando abitava a Como. Una vicenda chiusa con un processo che ha imposto all’uomo un percorso psicologico e che oggi diventa un racconto pubblico con l’intento di sensibilizzare chi vive situazioni simili e continua ad avere paura. Con tono fermo, in pullover verde, la modella ricostruisce ciò che accadde e spiega come quel periodo abbia influito sulle sue scelte personali e professionali.
Valentina Fradegrada racconta lo stalking: il peso di una vicenda complessa
Nel video, Valentina spiega cosa l’abbia spinta a rompere il silenzio: un contenuto pubblicato per il 25 novembre, giornata dedicata alla violenza sulle donne, in cui accennava all’esistenza di uno stalker presentatosi più volte sotto casa sua. Alcuni commenti l’avevano accusata di essersi “meritata” tutto a causa delle foto in costume, una distorsione che l’ha convinta a raccontare i fatti con precisione. In quel momento viveva in un appartamento affittato a Como insieme alla fotografa Samantha, al suo videomaker e a un amico. Per ingenuità, aveva mostrato sui social l’edificio storico in cui risiedeva, rendendolo riconoscibile. Non immaginava che quell’abitudine avrebbe favorito l’avvicinamento di un uomo che già la contattava in modo ossessivo via messaggi, rivolgendosi anche alle persone del suo entourage.
Valentina Fradegrada racconta lo stalking: l’arrivo sotto casa e l’intervento dei carabinieri
La sera dell’episodio più grave, un uomo suonò al citofono con una frase che lei non avrebbe mai dimenticato: “Scendi e la risolviamo noi o chiamo la polizia”. In un primo momento, non comprese il pericolo. Quando aggiunse “perché tu non mi fai vedere mio figlio”, la tensione prese forma. Samantha, affacciandosi alla finestra, riconobbe quell’uomo come la persona che inviava messaggi ossessivi a lei e agli altri. Valentina ricorda la sensazione improvvisa di gelo e la consapevolezza che la situazione non fosse gestibile senza aiuto. Attivò il servizio di vigilanza, che intervenne in pochi minuti bloccando l’uomo. Poi arrivarono i carabinieri e scattò il codice rosso. Le indagini partirono d’ufficio, con un quadro che appariva fin da subito grave.
Valentina Fradegrada racconta lo stalking: le indagini e il comportamento dell’uomo
Dopo la denuncia formale, gli investigatori ricostruirono un comportamento ancora più inquietante. L’uomo, trentenne, era arrivato dalla Sicilia fino a Como per raggiungerla, aveva posizionato diversi cellulari per riprendere la scena e aveva contattato ogni persona associata al profilo dell’influencer, compresi i suoi genitori. A tutti scriveva storie prive di fondamento, sostenendo che Valentina fosse una “strega” e che gli impedisse di vedere un figlio inesistente. Un quadro che lasciava emergere un evidente distacco dalla realtà. Nel processo, l’avvocato dell’uomo sostenne che il suo cliente fosse entrato in una spirale di ossessione alimentata dai mesi di isolamento dovuti alla pandemia. Una linea difensiva che non ha impedito al tribunale di disporre un percorso psicologico volto a ridurre il rischio di comportamenti simili.
Valentina Fradegrada racconta lo stalking: il processo e la scelta di non chiedere risarcimenti
Valentina non ha chiesto alcun risarcimento. Ha spiegato di aver ritenuto più utile puntare su una forma di aiuto verso l’uomo, certo che avesse necessità di un supporto strutturato. L’obiettivo era arrivare a una tutela reale, senza alimentare un contenzioso economico. Da quel momento non ha più ricevuto messaggi da parte dello stalker. La decisione del tribunale e il percorso obbligatorio hanno chiuso la vicenda giudiziaria, lasciando però un segno profondo nella quotidianità dell’influencer.
Valentina Fradegrada racconta lo stalking: un nuovo rapporto con la privacy e i social
L’impatto sulla vita personale è stato significativo. Oggi non rivela a nessuno il luogo in cui vive se non a una cerchia molto ristretta. I pacchi li fa recapitare altrove e sul citofono non compare più il suo cognome. Anche il modo di raccontarsi online è cambiato: evita contenuti in tempo reale, descrive un viaggio solo dopo il rientro e presta attenzione a ogni dettaglio che possa rivelare spostamenti o routine. Dice che non è l’esposizione a essere pericolosa, ma la modalità in cui la si gestisce. A distanza di tempo ritiene di aver imparato una lezione necessaria.
Valentina Fradegrada racconta lo stalking: l’appello ai follower e il percorso personale
Nel messaggio finale ai follower, Valentina invita a non ignorare segnali di insistente presenza digitale: messaggi ripetuti alla stessa persona e agli amici più vicini devono essere considerati un campanello d’allarme. Ricorda che esistono persone con problemi mentali e comportamenti imprevedibili e che la protezione personale passa anche dalla scelta di chiedere aiuto e denunciare. Racconta di aver vissuto in passato una relazione da cui era uscita provata e di collaborare oggi con un’associazione che sostiene chi affronta situazioni di violenza psicologica. Oggi, affrontare questa storia pubblicamente è per lei un modo per chiudere un cerchio, restituire un messaggio di responsabilità e aiutare chi potrebbe trovarsi nella stessa condizione.
