Criminalità organizzata a Roma, operazione antimafia: 14 arresti per tentati omicidi ed estorsioni mafiose

I due tentati omicidi nel quadrante Sud-Est della città, avvenuti nel 2023, delineano un livello di violenza urbana strettamente legato al controllo economico del territorio
Di Lina Gelsi
Blitz dei Carabinieri contro la criminalità organizzata
Blitz dei Carabinieri contro la criminalità organizzata

ll maxi intervento antimafia che la mattina del 5 dicembre ha interessato Roma rappresenta uno dei punti più significativi della strategia di contrasto alle reti criminali attive nella Capitale. L’indagine, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia, ha permesso di ricostruire dinamiche violente legate al controllo del narcotraffico, estorsioni aggravate da richiami mafiosi e persino un tentato sequestro di persona sventato dai Carabinieri nell’immediatezza dei fatti.

L’operazione evidenzia come a Roma persistano zone di frizione tra gruppi in grado di usare sistemi paramilitari e inspessire il confine tra criminalità comune e strutture organizzate.

Una rete criminale trasversale, il metodo mafioso e il ruolo dei clan

L’indagine ha portato alla luce una convergenza di interessi che, secondo gli investigatori, coinvolgeva attori diversi, talvolta pronti ad evocare nomi di clan radicati in altre regioni, come i Senese o i Di Lauro, allo scopo di rafforzare la propria posizione intimidatoria.

L’estorsione contro un gioielliere romano, con una richiesta da 200mila euro, rappresenta una dinamica tipicamente mafiosa nella modalità e nell’immaginario simbolico usato per intimidire la vittima. Questo elemento conferma come alcune realtà criminali attive nella Capitale adottino linguaggi, codici e prassi dei gruppi tradizionalmente associati alle mafie storiche.

Violenza armata urbana e gestione delle piazze di spaccio

I due tentati omicidi nel quadrante Sud-Est della città, avvenuti nel 2023, delineano un livello di violenza urbana strettamente legato al controllo economico del territorio. La gestione delle piazze di spaccio rimane una delle principali fonti di reddito, e per questo terreno di conflitto. L’indagine conferma che l’uso delle armi non è episodico, ma frutto di scelte funzionali all’equilibrio interno dei gruppi.

Il sequestro mancato e la rapidità dell’intervento

Il tentato sequestro del debitore, bloccato solo grazie all’arrivo immediato dei Carabinieri, mostra un grado di progettazione che richiama modalità tipiche delle consorterie mafiose. L’obiettivo era punire l’uomo e costringerlo a versare la somma ritenuta dovuta. La cantina nella quale sarebbe stato condotto era già pronta allo scopo. L’intervento ha modificato l’esito di un atto che avrebbe avuto conseguenze gravissime.

Arresti collaterali, droga e beni di lusso

Oltre alle misure cautelari, sono stati arrestati due soggetti in flagranza e sequestrati quantitativi di droga importanti. I 13 orologi di valore, considerati provento di attività illecite, confermano il radicamento economico del gruppo. Tutti gli indagati restano presunti innocenti fino a eventuale sentenza definitiva.

 
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