Domenica 25 gennaio, alle 17.30, l’aula consiliare di Tramonti si prepara ad accogliere un appuntamento che vale più di una cerimonia: la premiazione del Concorso dei Presepi del Natale 2025, insieme alla presentazione della venticinquesima edizione del Calendario 2026. Due momenti collegati da un filo evidente: il desiderio di riconoscersi in un luogo, nelle sue storie, nei gesti tramandati e nel lavoro paziente di chi costruisce bellezza con materiali semplici.
Tramonti, premiati i Presepi del Natale 2025: quando il territorio diventa racconto
Il Concorso dei Presepi chiude un percorso che ha coinvolto scuole, parrocchia e famiglie, trasformando la preparazione natalizia in un’occasione condivisa. Il presepe, qui, non è soltanto ornamento domestico: è linguaggio, memoria, artigianato, capacità di dare forma a un’identità che resiste anche quando cambiano le abitudini e i ritmi di vita.
L’iniziativa ha richiamato l’attenzione su una maestria locale fatta di dettagli, proporzioni, materiali recuperati, luci studiate con cura, scene di vita quotidiana ricreate con rispetto. Il valore aggiunto, come sottolineano spesso gli organizzatori di eventi legati alle tradizioni, è la forza sociale di un rito che mette in dialogo adulti e ragazzi, nonni e nipoti, chi ricorda “come si faceva” e chi impara facendo.
Il tema della Pace guida i Presepi di Tramonti: il messaggio oltre la tradizione
A orientare l’edizione 2025 è stato un tema guida dedicato alla Pace: un invito a costruire, anche in miniatura, un’idea di rinascita consapevole e tenace. È un segnale preciso, perché colloca la tradizione dentro il presente, senza trasformarla in museo. Il presepe diventa così un racconto che parla di speranza, responsabilità e desiderio di futuro, con un linguaggio accessibile a tutti.
Non è un caso che questa scelta abbia favorito la partecipazione di realtà diverse: la scuola porta lo sguardo educativo, la parrocchia custodisce il senso originario della rappresentazione, le famiglie aggiungono la dimensione affettiva e quotidiana. Il risultato è una rete di relazioni che rende l’evento riconoscibile e, anno dopo anno, atteso.
La giuria del Concorso Presepi a Tramonti: i nomi e il valore della valutazione
A valutare i lavori è stata una giuria con competenze specifiche, a garanzia di un giudizio non improvvisato. Ne fanno parte Giuseppe Pezone, presidente dell’Associazione Italiana Amici del Presepe con sede a Napoli e maestro presepista conosciuto nel settore, insieme ai maestri presepisti Oris Viggiano, Venturino Landi e Salvatore Lucibello, sacerdote.
La presenza di figure legate al mondo presepiale non è un dettaglio formale: rafforza il significato del concorso come tributo all’artigianato e al saper fare, premiando non solo l’impatto estetico ma anche coerenza del progetto, cura dei particolari, interpretazione del tema e capacità narrativa dell’allestimento.
Calendario 2026 di Tramonti: presentazione e ricavato devoluto in beneficenza
Accanto ai presepi, spazio alla presentazione del Calendario 2026 di Tramonti, giunto alla venticinquesima edizione. Anche qui l’idea di fondo va oltre la semplice promozione: il calendario viene descritto come richiamo costante alle radici, un oggetto che resta nelle case e accompagna i giorni, facendo del territorio un punto di riferimento affettivo e culturale.
Il ricavato, come annunciato, sarà devoluto in beneficenza. È un elemento che dà concretezza alla scelta di puntare su iniziative capaci di unire memoria e utilità: da un lato la valorizzazione dei luoghi, dall’altro un sostegno reale a chi ha bisogno, nel segno di una solidarietà pratica e misurabile.
Il Comune di Tramonti e gli organizzatori: Amatruda, Savino e Siani al centro dell’appuntamento
Anima istituzionale dell’iniziativa sono il sindaco Domenico Amatruda, il vicesindaco Vincenzo Savino e l’assessore agli Eventi Assunta Siani. La loro presenza, insieme alla cornice dell’aula consiliare, richiama un messaggio chiaro: le tradizioni non sono “folklore” da lasciare ai margini, ma una leva culturale che merita attenzione pubblica, programmazione e continuità.
L’appuntamento del 25 gennaio, con la doppia tappa premi-presepi e calendario solidale, si presenta quindi come un momento identitario: riconsegna valore ai gesti lenti, alla manualità, alla cura dei simboli. E propone un’idea semplice ma forte: la Pace non resta parola astratta se passa dai luoghi, dalle persone, dai legami che si costruiscono giorno dopo giorno.
Emilia Filocamo
