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Cultura

Sono stata al Jova Beach Party, ecco la mia guida

Se qualcuno si recherà alle 9 date rimanenti il consiglio è questo: dovete scordarvi di essere ad un concerto, perché non si tratta di un concerto. E’ molto di più.

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Sono stata al Jova Beach Party. Premesse. Nonostante sia amante di Jovanotti e sia stata ad un suo tour in passato, sapendo quindi che spettacolo Lorenzo sia in grado di mettere in piedi, vedendo le immagini delle tappe precedenti del Jova Beach ci sono andata molto prevenuta. Tutto quel marasma di gente nelle foto, non mi facevano pensare ad una gran figata ma solamente ad ore ed ore di sudore e attesa, per poi potersi godere il concerto solo attraverso un binocolo e avendo pagata il biglietto anche abbastanza. Inoltre quando un concerto dura troppo, può anche trattarsi del tuo artista preferito, ma dopo un po’ la stanchezza inizia a farsi sentire e diventa anche difficile seguire l’esibizione. 

Prima di entrare quindi ho subito capito che non dovevo viverla come un concerto ma come una grande festa, al massimo come un festival, anche perché penso proprio che Jova dopo gli anni trascorsi negli Stati Uniti si sia proprio ispirato al format di festival californiani. Se qualcuno si recherà alle 9 date rimanenti il consiglio è quindi questo: dovete scordarvi di essere ad un concerto, perché non si tratta di un concerto. E’ molto di più. Penso che per me e i miei amici (un gruppone di 15 persone) sia stato incredibile perché l’abbiamo vissuto con tranquillità. Siamo arrivati al lungomare di Lido di Fermo poco prima delle 14, orario dell’apertura dei cancelli (no camping stressante sotto al sole, per essere vicino al palco abbastanza da farsi riempire dal sudore di Jova), una volta dentro abbiamo girato per i vari stand nel villaggio e più tardi abbiamo deciso di iniziare a pensare a dove posizionarsi per il concerto delle 20.30. 

Questo è stato forse il momento più insoddisfacente e snervante della giornata. Sia chiaro, non per colpa di Jovanotti o dell’organizzazione del suo party, ma perché tanta gente non sa come stare al mondo. Tutti si erano spaparanzati con i teli da mare come non rendendosi conto che a quell’evento avrebbero partecipato 38 mila persone e si lamentavano anche se nel cercare di fare zig zag tra i vari asciugamani un mignolino del piede finiva sopra al loro. Con molta gentilezza abbiamo chiesto a vari partecipanti se era possibile stringersi per farci posto (anche perché a concerto iniziato ci saremmo ritrovati comunque tutti appiccicati) e l’educazione e la solidarietà di alcuni, si è scontrata con la totale ignoranza di altri. Dopo aver lottato un pochino, abbiamo appoggiato le nostre cose e io me ne sono andata a vagare incuriosita per il villaggio. Ho fatto ritorno alla base solo verso le 19, quando Dj Ralf dal main stage ha scaldato e caricato il pubblico prima dell’arrivo più che puntuale di Lorenzo. 

Questa parte è importante: non rimanete incollati al vostro posto per tutto il pomeriggio che tanto una volta lasciati gli asciugamani è vostro e inoltre è anche molto facile capitare davanti al palco anche arrivando tardi all’evento se è questo che vi interessa. Fatevi più bagni in mare possibili, vi consiglio lo stand della Martini che fa degli spritz spettacolari, fatevi mettere brillantini in faccia dalla Sammontana, scherzate con i ragazzi della Durex, spostatevi per i vari palchi, ma assolutamente non rimanete seduti sul vostro asciugamano che è la cosa più estenuante che possiate fare.

La storia dei token (la moneta da cambiare da utilizzare all’interno) è un po una balla, perché poi i ragazzi con le casse piene di birra, acqua e bevande che girano per la spiaggia accettano solo euro. Cibo e crema solare sono ammessi quindi non credete alle storie che si dicono in giro. Per tutte le info https://www.jovanottitour.com/info-utili-jova-beach-party .

I gruppi che hanno suonato nel pomeriggio erano stati selezionati da Jovanotti dei quali lui si  è definito un grandissimo fan. A me piace quando grandi artisti sponsorizzano gruppetti di nicchia, anche perché si scopre sempre un sacco di musica bella e nuova. Lorenzo li lasciava suonare per poi unirsi a loro in una jam session finale. 

Veniamo alla vera e propria esibizione di Jovanotti. Il concerto della durata di 3 ore è stato un tributo alle sue origini da dj. Jovanotti infatti ha passato molto tempo in consolle, inframezzando le sue canzoni con un dj set in piena regola, il tempo dedicato al mixaggio di canzoni di altri sarà stato di circa un’ora. Ha spaziato dalla musica elettronica, all’house, alla dance, nonché hip hop italiano e hip hop americano (affiancato dall’ospite Frankie hi-nrg ). E’ stato uno degli eventi genuinamente più divertenti a cui abbia mai assistito e di concerti ne ho visti tanti anche di artisti internazionali. L’esibizione è stata pensata per farti scatenare e ballare tutto il tempo, poi solo quando Jova ricomincia a cantare le sue canzoni intramontabili ti ricordi di essere ad un suo concerto. Una tipologia di concerto mai vista prima e se ti ha annoiato o ti annoierà perché volevi “più Jova” (ovvero sentirlo cantare di più, nonostante abbia cantato tanto) devi sapere che Jova è da sempre sperimentazione e se questo non ti piace forse hai sbagliato artista ed evento.