Roma, parte la “rivoluzione 30 all’ora”: ecco dove scatteranno i nuovi limiti

Zona 30, un esperimento che, se funzionerà, potrebbe diventare la cifra della mobilità della Capitale negli anni a venire
Di Alessandra Monti
Auto della polizia a Roma

La mappa delle prime 52 strade che presto entreranno nelle cosiddette “Zone 30” è pronta. Roma Capitale accelera (riducendo la velocità) per trasformare le abitudini di guida in città. Il provvedimento, annunciato nei mesi scorsi dall’assessorato alla Mobilità guidato da Eugenio Patané, diventa realtà: tra settembre e dicembre 2025, dai quartieri centrali alle periferie, su decine di strade il limite massimo scenderà a 30 chilometri orari.

Dal Centro storico della Capitale ai Municipi: un piano diffuso

Il cuore della novità resta il Centro storico: la Ztl sarà interamente “Zona 30” a partire da settembre. Un passaggio che arriva insieme a nuove telecamere, autovelox e tutor installati lungo i principali assi viari. L’obiettivo è chiaro: ridurre drasticamente il numero di incidenti in aree densamente frequentate da residenti, turisti e pendolari.

Ma il provvedimento non si ferma al centro: il Campidoglio ha individuato circa 52 strade nei Municipi che verranno investite dallo stesso limite. Una distribuzione studiata per toccare quartieri diversi, dai tessuti residenziali alle zone di grande passaggio.

Municipio per Municipio: dove arrivano i 30 km/h

Ecco l’elenco aggiornato delle vie già confermate dall’assessorato alla Mobilità:

  • Municipio II: via Reggio Calabria, via del Castro Laurenziano, via di Villa Ada.
  • Municipio IV: via Filippo Meda, via Recanati.
  • Municipio V: via di Villa Serventi, via del Pigneto (da circonvallazione Casilina a via Castruccio Castracane, altezza civico 104), viale Agosta, via dei Gelsi, via delle Robinie, via Achille Vertunni.
  • Municipio VII: viale dei Consoli, viale San Giovanni Bosco, via Giuseppe Salvioli, via Amantea, via Casignana, via Gasperina, via Genzano, piazza di Villa Fiorelli.
  • Municipio VIII: via dell’Arcadia, via Andrea Di Bonaiuto.
  • Municipio XII: via Giacinto Carini, via Guido Guinizelli, largo Alfredo Oriani, via Alessandro Crivelli, via Giovanni de Calvi, via Ludovica Albertoni, via Luigi Zambarelli.
  • Municipio XIII: via della Cellulosa, via della Madonna del Riposo.
  • Municipio XIV: via Pietro Gasparri, piazza Giovenale, via Pietro Maffi, via Pasquale II.
  • Municipio XV: via San Godenzo.

L’elenco non è definitivo: mancano ancora alcune vie che verranno confermate entro la fine dell’autunno.

Perché Roma diventa “Città 30”

Il progetto rientra in una strategia più ampia che guarda alla cosiddetta “Città 30”: un modello già sperimentato in altre capitali europee, pensato per ridurre l’incidentalità, migliorare la qualità dell’aria e rendere più vivibili i quartieri.

La riduzione della velocità media consente di abbattere la gravità degli incidenti: a 30 km/h, secondo i dati diffusi dall’assessorato, la probabilità di sopravvivenza di un pedone investito è nettamente superiore rispetto a un impatto a 50 km/h. Oltre alla sicurezza, l’amministrazione punta anche a contenere l’inquinamento acustico e a favorire una maggiore mobilità sostenibile.

I tempi: da settembre a fine anno

Il cronoprogramma è già fissato:

  • Settembre 2025: entrata in vigore della Zona 30 in tutto il Centro storico.
  • Autunno 2025: attivazione dei limiti nelle 52 strade dei Municipi.
  • Fine anno: completamento della segnaletica e avvio dei controlli sistematici con i nuovi autovelox e tutor.

L’obiettivo dichiarato è quello di estendere progressivamente il limite a un numero molto più ampio di strade – fino a mille tratti cittadini – trasformando la misura da intervento sperimentale a regola stabile.

Cambia la vita quotidiana

Il cambiamento sarà visibile nella vita di tutti i giorni: chi attraversa il Pigneto o percorre viale dei Consoli dovrà adeguare la guida a velocità più contenute; chi vive a Monteverde o a Balduina noterà una diversa regolazione del traffico sotto casa.

Roma si prepara così a un cambio di passo: meno velocità, più sicurezza e una diversa idea di convivenza urbana. Un esperimento che, se funzionerà, potrebbe diventare la cifra della mobilità della Capitale negli anni a venire.

 
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