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Roma, la Raggi dà i numeri e De Sica la asfalta: “La città sembra Baghdad”

Benché la Capitale sia 76esima per qualità della vita, il sindaco è entusiasta del miglioramento. Ma il grande attore la riporta a una realtà che è del tutto diversa

Dice un vecchio adagio che la matematica non è un’opinione. Sarà, ma in politica è decisamente invalso l’uso di interpretare i numeri – soprattutto di quelli poco favorevoli -, pratica che riesce a relativizzare perfino ciò che maggiormente appare irrelativizzabile.

Un esempio è la classifica annuale sulla qualità della vita nei capoluoghi italiani, che vede Roma relegata al settantaseiesimo posto. Una posizione assai poco invidiabile, soprattutto se si considera che i capoluoghi in tutto sono 109.

Ma il sindaco della Capitale Virginia Raggi la pensa diversamente. Anzi, è addirittura entusiasta. «Lo scorso anno eravamo all’86esimo posto» ha infatti commentato via social. «Dai numeri si può intuire lo sforzo che stiamo facendo, ricostruendo una città dalle macerie».

Iniziativa comunque lodevole, anche omettendo il piccolissimo dettaglio che alle macerie ha contribuito – e non poco – la stessa giunta pentastellata. Però, se pure le cifre possono essere manipolate, la realtà sfugge invece a qualsiasi contraffazione. E la realtà capitolina è fatta di strade dissestate, traffico congestionato, trasporti pubblici esasperanti, raccolta dei rifiuti carente (sono tutti eufemismi).

«Roma è Baghdad dopo un bombardamento. Una città meravigliosa rovinata dalla maleducazione di alcuni Romani e dai politici che non se ne sono occupati e non hanno intenzione di occuparsene» si è sfogato per esempio un figlio del Campidoglio come Christian De Sica, aggiungendo di avere ormai difficoltà a vivere nella sua città.

Dichiarazioni che appaiono ancor più significative se si pensa che il grande attore ha anche collaborato con l’attuale amministrazione grillina, prestando il suo volto come testimonial in una campagna contro l’abbandono degli animali. Ciononostante, il primo cittadino va «avanti a testa alta».

Buon per lei, meno per i Romani. Perché l’avanzamento che fa tanto gongolare la Raggi potrebbe anche avere una spiegazione del tutto diversa: la Città Eterna infatti potrebbe  essere avanzata in graduatoria anche con un maggiore (o uguale) degrado, solo perché altri dieci comuni sono riusciti nell’impresa di fare peggio.

Un’ipotesi che, visto lo stato in cui versa l’Urbe, non può essere scartata a priori. E che fa pensare che, almeno per quanto concerne il dissesto stradale, il sindaco potrebbe risolvere parecchi problemi proprio prendendo esempio da De Sica: delle cui capacità asfaltatrici ha appena avuto – e sulla sua pelle – un saggio magistrale.