Roma discute sul futuro del Tevere: meglio un fiume balneabile o navigabile?

Il Tevere come caso nazionale e il confronto del fiume di Roma con Senna, Tamigi e Po. Quale futuro per i fiumi italiani?
Di Lina Gelsi
Fiume Tevere, Roma

La settima edizione del Tevere Day non è stata solo una festa per i romani. Migliaia di persone, 200 enti coinvolti e oltre 160 eventi hanno trasformato per una settimana gli argini del fiume in un laboratorio di sport, cultura ed educazione ambientale. Ma oltre al successo di pubblico, la manifestazione ha riportato al centro una domanda che riguarda l’intero Paese: meglio un Tevere balneabile o navigabile?

Tevere Day 2025: dal fiume di Roma a una questione nazionale

Il tema è diventato nazionale perché il Tevere, oltre a essere il cuore storico di Roma, è un simbolo dell’Italia. La sua gestione e valorizzazione possono rappresentare un modello per altri grandi fiumi italiani, dal Po all’Arno, passando per l’Adige e il Volturno.

L’Europa insegna: dalla Senna al Tamigi, i fiumi tornano protagonisti

Non è un caso che il sindaco Roberto Gualtieri, intervenuto al Tevere Day a bordo di un gommone della Guardia di Finanza, abbia citato l’esempio di Parigi. La Senna, in vista delle Olimpiadi del 2024, è stata sottoposta a un maxi piano di bonifica che la renderà balneabile dopo decenni di divieti. Un risultato ottenuto grazie a investimenti miliardari, depuratori modernizzati e controlli serrati sugli scarichi.

Anche Londra, pur senza balneabilità, ha rilanciato la centralità del Tamigi come via d’acqua navigabile, utilizzata quotidianamente per il trasporto pubblico. In Germania, il Reno è diventato un modello di navigabilità commerciale e turistica, con battelli che lo percorrono da Basilea a Rotterdam.

Il confronto europeo mostra che entrambe le strade sono percorribili, ma richiedono visioni di lungo periodo e ingenti risorse.

Balneabilità: un sogno possibile anche per Roma?

L’idea di un Tevere balneabile seduce cittadini e istituzioni. L’immagine di turisti e romani che si tuffano in città sarebbe un segnale potente di rinascita ambientale e urbana. Gli ostacoli, però, non mancano: scarichi irregolari dall’Aniene, depuratori da ammodernare e infrastrutture mancanti.

Secondo l’associazione Tevere Day, la qualità dell’acqua è già oggi migliore rispetto alla Senna prima della bonifica, e dunque l’obiettivo non è irrealizzabile. L’amministrazione capitolina punta a raggiungerlo in cinque anni, con il supporto del governo e della Regione Lazio.

Navigabilità: turismo, sport e mobilità green

Parallelamente, cresce la proposta di rendere il fiume navigabile per turismo e trasporto leggero. Un Tevere percorso da battelli, kayak e regate riporterebbe il fiume al centro della vita economica e culturale di Roma, creando un’offerta turistica simile a quella del Tamigi o del Danubio.

Secondo gli esperti, la navigabilità è più immediata della balneabilità perché non richiede gli stessi vincoli sanitari, ma necessita di pontili, percorsi sicuri e infrastrutture moderne. L’idea è di collegare la navigazione al sistema dei parchi d’affaccio e alle piste ciclabili, trasformando il Tevere in un corridoio verde multifunzionale.

I fiumi italiani e la lezione del Tevere

La discussione sul Tevere riguarda da vicino anche gli altri fiumi italiani. Il Po, oggi sotto pressione per crisi idrica e inquinamento, potrebbe trarre spunto dai progetti romani per rilanciare la navigazione turistica. L’Arno, che attraversa Firenze e Pisa, resta una risorsa poco valorizzata, mentre l’Adige e il Volturno soffrono problemi simili a quelli del Tevere: scarichi abusivi, depurazione carente e scarsa fruibilità pubblica.

Se Roma riuscirà a trasformare il suo fiume in una risorsa balneabile o navigabile, il caso potrebbe diventare un modello replicabile per tutta Italia, aprendo un dibattito nazionale sulla gestione dei corsi d’acqua come beni comuni.

Il Tevere Day 2025 ha mostrato una verità: gli italiani vogliono riappropriarsi dei loro fiumi, non più vissuti come barriere o scarichi, ma come risorse di vita, turismo e identità. Il futuro del Tevere, in questo senso, è anche il futuro del rapporto tra l’Italia e le sue acque.

 
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