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Reddito cittadinanza, Gualtieri: “Aiuto ai Comuni”, Landini (Cgil), “il governo fa cassa con i poveri”

Roberto Gualtieri

Roberto Gualtieri

Nel documento di assestamento di bilancio “abbiamo fatto importanti investimenti sui servizi sociali, ma questo diventa molto complicato se un pezzo importante della città perde un sostegno importante e viene dirottato sui servizi sociali comunali”. Lo ha detto il sindaco di Roma Roberto Gualtieri intervenendo in Assemblea capitolina sul bilancio. “Ho sempre sostenuto che il Reddito di cittadinanza è revisionabile, ma la distinzione su occupabili e non occupabili è stata basata su criteri che non hanno riferimento con la occupabilità. Rischiamo una situazione di grande tensione e difficoltà e chiedo una correzione di rotta, si rischia di innescare una fase difficile togliendo soldi per le opere nelle periferie e per il sostegno sociale”.

Il leader della Cgil, Landini sul reddito di cittadinanza

Il segretario della Cgil Maurizio Landini, in una intervista alla “Stampa” boccia la politica della maggioranza: “Il sindacato non è un partito di opposizione. In vista dell’autunno siamo pronti a confrontarci sulla legge di bilancio. Ma se non otterremo risposte lotteremo con tutti i mezzi democratici previsti dalla Costituzione, fino allo sciopero generale”. Da parte di Landini il richiamo alla Costituzione risuona anche nella battaglia per il salario minimo: “Chiediamo di applicare l’articolo 39 che prevede l’efficacia obbligatoria dei contratti collettivi firmati dai sindacati rappresentativi.

Questo presuppone una legge sulla rappresentanza, che stabilisca quali sono le organizzazioni che hanno effettivamente il diritto di firmare i contratti, in modo da escludere i sindacati finti, quelli che stipulano gli accordi ‘pirata’ a danno dei lavoratori. Non deve essere l’imprenditore a scegliersi l’interlocutore, devono essere i lavoratori a stabilire chi li rappresenta”. “Poi – aggiunge – ai contratti collettivi stipulati con queste garanzie bisogna dare forza di legge. E in questo ambito è giusto fissare anche una soglia minima per la paga oraria”.

Il salario minimo

Landini non si nasconde che “al momento ci sono contratti, anche firmati da noi, che fissano salari al di sotto dei 9 euro all’ora”. Sono 3 milioni e mezzo i lavoratori costretti ad accontentarsi di meno; il segretario della Cgil dice che “è un’urgenza assoluta” fissare un minimo dignitoso, in particolare in un momento in cui l’inflazione erode il potere d’acquisto delle fasce sociali più deboli; e aggiunge che “i contratti collettivi che stabiliscono garanzie minime per i lavoratori, non solo per quanto riguarda la parte economica ma anche quella normativa, devono avere forza di legge a tutela di tutti, non solo di chi è in condizioni formali di lavoro dipendente ma anche delle cosiddette partite Iva”.

Il leader della Cgil avverte che il sindacato non accetterà che nella prossima legge di bilancio dopo la cancellazione del reddito di cittadinanza si decidano “altri tagli per fare cassa sulla povertà”, e mette le mani avanti su quelli che definisce “i finti tavoli di confronto col governo”: finora, spiega, “non c’è stata alcuna trattativa. Il governo ci convoca e ci comunica le sue decisioni, senza negoziare, come è successo il 30 aprile quando ci hanno fatto sapere che dal primo maggio tornavano i voucher e venivano estesi i contratti di lavoro precario”.

Peggio il sud che il nord

Abolire il reddito di cittadinanza, osserva il segretario, colpisce più il Sud che il Nord, mentre la cosiddetta autonomia differenziata “divarica il Paese”. Landini afferma infine che quanto sta facendo il governo nei confronti del Sud “è doloso, anzi peggio. Un governo che assimila le tasse al pizzo mafioso e contemporaneamente depenalizza l’evasione fiscale, anziché combattere l’illegalità, il lavoro nero e la criminalità organizzata, lancia un messaggio alle persone e alle regioni più svantaggiate del Paese, come a dire: arrangiatevi ognuno per conto suo, fate i furbi, e tanto per cominciare non pagate le tasse”. (Agenzia Nova).