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Cronaca

Le frontiere della morte

Rio Grande e Sea Watch, le nuove frontiere di un’umanita’ che perde pezzi e annega, in nome della legge.

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Lo scontro sulla Sea Watch ha ormai superato il livello di guardia. Da quindici giorni i due Capitani, Matteo Salvini e Carola Rackete si sfidano in mare aperto nel tentativo di far prevalere le proprie ragioni. Al porto di Lampedusa non manca piu’ nessuno, telecamere, forze dell’ordine, volontari, uomini di chiesa, lo show e’ un’esasperazione incontrollata che ancora si regge in piedi dopo mille repliche, ma il finale e’ in stallo, nessuno si arrischia a scommettere sull’esito dei 42 migranti a bordo della nave ONG.

In ballo la sovranita’, la legalita’, le leggi del Paese da una parte, le convenzioni, le leggi del mare e dell’umanita’ dall’altra.

Affondate quella nave, grida Giorgia Meloni sull’eco dei tweet di Salvini che quella nave restera’ in mare sino a Capodanno.

Il Ministro degli Interni, deus ex machina e’ il protagonista assoluto, della Sea Watch ne fa ormai solo una questione di principio ed alcuni sondaggi dimostrerebbero che gli Italiani sono in maggioranza dalla sua parte. A sinistra non sono d’accordo. Sarebbe assurdo in effetti il contrario.

A noi pare che la misura sia colma e che il nostro Ministro degli Interni stia semplicemente cercando di attirare su di se’ il massimo dei consensi degli Italiani, molti, troppi, stanchi e affamati di risposte su tutto, lavoro, casa, tasse, pensioni… sbugiardando l’Unione Europea, presentandola come la causa di tutti i mali del Paese, usando i migranti come capro espiatorio. La posta in gioco non e’ l’onore di un Paese che vedrebbe le proprie regole sbeffeggiate in caso di sbarco della Sea watch. Ma un tweet, un selfie sul potere.

Dal Nord al Sud del mondo, l’onda sovranista, giustizialista, legalista, chiamatela come volete, sale vertiginosamente sempre piu’ in alto. Salvini se ne fa semplicemente interprete qui da noi. Come Donald Trump davanti alle immagini strazianti di padre e figlia di due anni morti annegati, abbracciati l’uno con altra nel tentativo di oltrepassare il Rio Grande, dal Messico per trovare la liberta’ negli Stati Uniti. Il Presidente USA afferma che “…su quel fiume costruiremo un bel muro alto cosi’ la gente che scappa non ci morira’ piu’.”

Questo e’ tutto.

Rio Grande e Sea Watch sono le ultimissime frontiere del cinismo. Tentare di trovare la propria vita un passo oltre il lecito e giusto, vale oggi rischiare la pelle, pagarsi un tratto di mare clandestino 3000 Dollari, una roulette russa che deve vedersela con discipline e regolamenti, uno scioccante gioco sempre piu’ fatale per i piu’ deboli.

Rio Grande e Sea Watch, frontiere della morte dell’umanita’.

Francesco Di Pisa è Dottore in Giurisprudenza con Master in Scienza delle Comunicazione. Libero professionista, dopo la Spagna, la Gran Bretagna, si occupa di politiche Marketing, consumo, comunicazione e scrive di politica, attualità e costume.

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