Contattaci

Lifestyle

La Francia boccia i farmaci omeopatici, dal 2021 stop ai rimborsi

La decisione arriva pochi giorni dopo l’emissione da parte l’Authority sulla Sanità del parere sull’efficacia dell’omeopatia

Andrea Pranovi

Pubblicato

il

Dal 2021 la sanità pubblica francese non rimborserà più i farmaci omeopatici. La decisione, che rischia di risultare impopolare anche perché la medicina omeopatica è molto diffusa in Francia, ha spaccato anche il mondo politico. Favorevole a questa misura Agnez Buzyn, ministra della Sanità del governo Macron.

Il provvedimento entra in vigore pochi giorni dopo l’emissione da parte l’Authority sulla Sanità di un parere sull’efficacia dell’omeopatia. Prima dell’entrata in vigore a pieno regime della norma ci sarà una tappa intermedia di un anno, in cui il rimborso sarà ridotto al 15% per permettere di adattarsi. Poi dal 2021 lo stop.

Philippe Besset, presidente di Fspf, la Federazione dei sindacati farmaceutici francesi, ha dichiarato in un’intervista di prendere atto della decisione di annullare il rimborso dei prodotti omeopatici, ma ha invitato a non mettere in discussione l’importanza dell’omeopatia. Besset ha anche quantificato in 135 milioni di euro il danno economico per i farmacisti derivanti dallo stop ai rimborsi.

Slider

Andrea Pranovi è giornalista e conduttore radiofonico. Dal lunedì al sabato dalle ore 7 alle 10 è in diretta con "Buongiorno Roma" su Radio Roma Capitale. Dottore di Ricerca in Scienze della Comunicazione, è Cultore della materia in Innovazione e analisi dei modelli di giornalismo presso il Dipartimento di Comunicazione e ricerca sociale della Sapienza. È autore del volume "Informazione capitale. L’agenda setting nei media locali romani" (Aracne, 2016) e di diversi saggi pubblicati in riviste scientifiche.

Lifestyle

A che età lasciare lo smartphone ai figli, quali i rischi

I genitori italiani hanno le idee molto chiare su quali siano i traguardi da raggiungere ad una determinata età.

Giulia Marilungo

Pubblicato

il

La compagnia produttrice di etichette My Nametags ha di recente condotto un’indagine sui genitori italiani: cosa permetterebbero a seconda dell’età dei propri figli?

I genitori italiani hanno le idee molto chiare su quali siano i traguardi da raggiungere ad una determinata età: a 7 anni lavarsi i denti da soli, ad 8 andare in bicicletta e sapersi allacciare le scarpe, fare la doccia senza aiuto a 9, apparecchiare la tavola a 10. Dagli 11 anni, inizio dell’adolescenza, l’autonomia esce dalle mura di casa e infatti i genitori permetterebbero a questa età di restare a dormire a casa di amici , a 12 anni di navigare da soli in internet, a 13 andare a scuola da soli, a 14 possedere le chiavi di casa, a 15 andare al cinema con gli amici, a 16 uscire la sera e a 17 far dormire il fidanzato o la fidanzata a casa.

Una delle decisioni importanti riguardo l’educazione dei propri figli che un genitore è chiamato a fare, è quella di stabilire il rapporto con le tecnologie e i social network. Tutto inizia ancora una volta dagli 11 anni quando viene concessa la televisione in camera, a 12 è  la volta del computer e a 14 si può possedere un proprio smartphone. Whatsapp è permesso dai 14 anni, mentre per i social network non prima dei 16 ( c’è però da dire che il 27 percento concederebbe il telefono anche dai 9 anni).

Nonostante i buoni propositi dei genitori italiani, l’ospedale pediatrico Bambin Gesù ci informa invece che Il 98% dei ragazzi tra i 14 e i 19 anni possiede uno smartphone personale a partire dai 10 anni d’età, mentre oltre 3 adolescenti su 10 hanno avuto modo di utilizzarlo direttamente addirittura prima dei 2 anni. 

I medici sconsigliano di regalare un cellulare ai bambini che hanno meno di 12 anni di età, ma quali sono i rischi? L’uso precoce dello smartphone può indurre la riduzione del movimento con aumento del rischio di obesità, la  privazione del sonni con difficoltà di apprendimento irritabilità ed effetti negativi sull’attenzione, il maggior rischio di disturbi psicopatologici come depressione infantile e ansia oltre all’ aumento dell’impulsività e diminuzione della capacità di autocontrollo.

E’ vero, io stessa ho infatti ottenuto il mio primo cellulare tra i 10 e gli 11 anni, ma gli smartphone di allora avevano un accesso ad internet limitatissimo, non esistevano neanche le varie app come le concepiamo noi adesso, i giga erano inesistenti nel piano tariffario con una compagnia telefonica. Mi era stato concesso perché iniziavo ad uscire da sola con i miei amici vicino casa, era utile e sicuro per far sapere alla famiglia dove si era e se tutto procedeva bene, non vi era altro uso se non gli sms, le chiamate, la fotocamera e forse qualche gioco. Ora però concedere uno smartphone significa automaticamente aprirsi al mondo dei social e soprattutto rischiare che il bambino sviluppi ogni sua forma di intrattenimento li, restando incollato per ore a vedere video o a giocare a videogiochi, senza ingegnarsi autonomamente nel creare passatempi fantasiosi.

Continua a leggere

Economia

Le colline del Prosecco diventano Patrimonio dell’Unesco

Francesco Vergovich

Pubblicato

il

Da Baku, capitale dell’Azerbaijan, dove è in corso l’incontro annuale del Comitato per il Patrimonio Mondiale che ha il compito di valutare l’iscrizione dei nuovi siti candidati per il registro Unesco dei Patrimoni dell’Umanità, arriva una notizia molto benaugurante per uno dei prodotti vinicoli italiani più apprezzati e i primi a commentarla sono i due vice premier. Luigi Di Maio: “Le colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene sono da oggi patrimonio mondiale dell’Umanità. Il riconoscimento dell’Unesco è una bella notizia per tutto il sistema-Paese. Un grazie va in particolare ai grandi professionisti, di ogni settore, che ogni giorno lavorano per fare del Prosecco uno dei vini più apprezzati e bevuti al mondo. Viva le eccellenze! Viva il Made in Italy!”. Matteo Salvini: “Baku, poco fa le colline del Prosecco diventano Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco! Evviva!!!”. L’Italia è rappresentata dal presidente della Regione Veneto Luca Zaia, (il Prosecco si produce a Conegliano e Valdobbiaddene, entrambi i comuni in provincia di Treviso), e dall’ambasciatore italiano presso l’Unesco, Massimo Riccardo. Da oggi le Colline di Conegliano e Valdobbiadene sono un nuovo sito italiano “Patrimonio dell’Umanità”, il sito numero 55.

Continua a leggere

Cultura

Dio salvi la Regina

A tre anni dal referendum che ha sancito la partenza della Gran Bretagna dall’Europa, qualcuno trova l’orgoglio di diventare formalmente British. Se la ride pure Freddie Mercury, la Regina dei Queen…

Francesco Di Pisa

Pubblicato

il

E’ stata lunga, complicatissima, costosa, frustrante, talvolta persino sognata, ma alla fine la lettera dell’Home Office e’ arrivata: sono diventato cittadino Britannico e presto giurero’ formalmente e solennemente fedelta’ a Sua Maesta’ la Regina Elisabetta. Io, romano di Trastevere, Italiano, Repubblicano, in tempo di Brexit, un tempo complesso in cui il mondo pare spaccarsi egoisticamente in due parti, senza possibilita’ di capirsi ed intendersi piu’. Non solo qui in Inghilterra, ma anche in Italia, con navi di profughi che attraggono, tra Capitane coraggiose e Ministri su Facebook.

Non avrei mai immaginato, il primo giorno in cui misi piede per la prima volta in Inghilterra, era il luglio 1985, dopo Live Aid, dopo le gesta spettacolari ed indimenticabili del piu’ grande gruppo Rock di sempre inglese, guarda caso… i Queen di Freddie Mercury …che un giorno – ben 34 anni dopo John Major, Tony Blair, James Cameron e Theresa May, mi sarei potuto sentire non solo cosi’ orgoglioso, ma serenamente rilassato dopo oltre tre anni di stress pazzesco sull’ignoto che assale tutti noi Europei ed Europeisti dalla data del referendum che ha tagliato via, inspiegabilmente, sorprendentemente di netto, tanta, troppa Inghilterra dal resto dell’Europa.

Ho visto questo Paese cambiare, radicalizzarsi, esporsi al pericolo di perdere chissa’ quanto, sino a ieri, quando gli Eurodeputati di Farage – il partito della Brexit dura e pura, si sono volgarmente voltati, offrendo la schiena al Parlamento Europeo, nel giorno dell’inaugurazione. Non simboleggiavano questo Paese, ma un modo distorto e inaccettabile di protestare, che non fa parte di un mondo in cui anche io oggi sono formalmente cittadino.

Questo Paese mi ha accolto, mi ha regalato una splendida moglie, due figlie straordinarie, un modo di vedere la vita con meno paure, insinuazioni e sospetti, insieme a tanta pioggia, umidita’ e freddo, ed e’ il Paese che amo, insieme al mio, l’Italia dove sono nato, che sogno e detesto e sogno  per quello che potrebbe essere se non fosse che …

Sono Britannico, partecipo di questa Terra di Albione che vivo durante le mie volate in bici lungo i prati sconfinati e verdissimi del Wiltshire, dinanzi alle abbazie, le cattedrali gotiche, i car boot sale della domenica dove gli inglesi tornano inglesi come sono sempre stati, a comprare e vendere occasioni a prezzi stracciati, la Londra del British Museum come della National Gallery e di Hyde Park…

Per oggi e per altri giorni ancora non pensero’ a Brexit, al deal come al no deal, ai confini che ci separano, alle lotte intestine e fratricide dei Conservatori per arrivare a Downing Street, come alle debolezze e alle incertezze dei Laburisti, e alle marce democratiche e giuste dei Remain su Londra contro la Brexit.

Il mondo e’ uno, puoi avere una, due cittadinanze e condividerne le cose piu’ belle.

God save the Queen

Continua a leggere

Lifestyle

Partono i saldi estivi: date e stime degli esperti

In crescita il numero di cittadini intenzionati ad approfittare degli sconti online.

Giulia Marilungo

Pubblicato

il

Sono partiti sabato 29 giugno i primi i saldi estivi, a dare il via la regione Campania. Seguono la Sicilia e la Liguria da oggi 1 luglio, La Basilicata inizierà domani 2 giugno. Le restanti con un ritardo di una settimana partiranno da sabato 6 luglio (ad eccezione della provincia di Bolzano, 5 luglio). Si concluderanno tutti intorno a fine agosto/inizio settembre, mentre il Friuli-Venezia-Giulia si spingerà fino a fine settembre.

Questa differenza di date sarebbe data secondo il Codacons dalle insoddisfacenti vendite primaverile causate dal maltempo, che hanno portato alcune regioni ad anticipare le date di inizio. Secondo il Presidente di Federazione Moda Italia/Confcommercio, Renato Borghi “Le vendite di primavera sono letteralmente saltate, creando una condizione di disastro economico per le imprese e sarebbe legittimo invocare lo stato di calamità per il settore che è fortemente condizionato dalla stagionalità insita nei prodotti di moda.”

I saldi estivi valgono circa 3,5 miliardi. Secondo le stime dell’Ufficio Studi di Confcommercio, quest’anno ogni famiglia spenderà in media poco meno di 230 euro in abiti scontati, circa 100 euro a persona . Le famiglie che acquistano in saldo sono infatti 15,6 milioni su 26 milioni.

l’Osservatorio Federconsumatori la vede invece diversamente: l’andamento delle vendite sarà invece contenuto in favore di un “approccio tardivo” con la speranza che gli sconti aumentano. Attraverso la consueta indagine per rilevare il livello degli acquisti nelle città di Roma, Milano e Napoli, Federconsumatori ritiene che la spesa media sarà di 134 euro a famiglia, per un giro d’affari complessivo di 1,28 miliardi.

In crescita, invece, il numero di cittadini intenzionati ad approfittare degli sconti online: pari al 38%. Le date di inizio sono altamente variabili tra i vari e-store, VanityFair consiglia pertanto di monitorare regolarmente i propri siti preferiti per non lasciarsi sfuggire i capi migliori ai prezzi più bassi. I migliori affari infatti si fanno solitamente entro le prime 24 ore dal lancio dei ribassi.

Slider

Continua a leggere

Lifestyle

Pseudomonas aeruginosa, il furbo batterio resistente agli antibiotici

E’ stato scoperto il meccanismo d’azione dello Pseudomonas aeruginosa.

Avatar

Pubblicato

il

Per i pazienti immunocompromessi la degenza in ospedale non è sempre facilitata, soprattutto se si protrae oltre la settimana. A complicarla c’è Pseudomonas aeruginosa, batterio nell’occhio del ciclone dei ricercatori appartenenti all’Istituto di cristallografia del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ic) e dei Dipartimenti di Microbiologia dell’Università di Washington e dell’Università dell’Ohio.

“Lo Pseudomonas aeruginosa, batterio Gram-negativo, può infettare sangue, pelle, ossa, orecchie, occhi, tratto urinario, valvole cardiache e polmoni, oltre alle ferite come ustioni, lesioni o ferite da intervento chirurgico”, spiega Doriano Lamba, ricercatore dell’Istituto di cristallografia del Cnr, uno dei partecipanti allo studio. Ad aumentare il rischio di contrazione è proprio lo stessi materiale sanitario, cateteri inseriti in vescica o in vena, cannule per intubazione e ventilatori meccanici.

L’ équipe ha pubblicato uno studio sulla rivista “Nature Communications”, il quale risultato rivela uno dei suoi meccanismi infettivi, evento che garantisce l’inizio di un percorso terapeutico per debellarlo. Pseudomonas interagisce con una proteina ed un polisaccaride e, come nella regola del branco, comunica a livello di segnalazione molecolare con gli altri batteri creando un gruppo. Culla di questa unione è una matrice, ambiente/ gel molecolare in cui sono sospese ed immerse svariate specie biochimiche, dalle proteine e polisaccaridi – i prediletti dell’agente- alle eliche extracellulari di RNA-DNA. Questa matrice crea per il patogeno un sorpasso non indifferente rispetto alla terapia, come la resistenza agli antibiotici.

“La matrice che protegge questi patogeni – prosegue il ricercatore – deve essere stabilizzata per aderire alle superfici del tessuto su cui vuole attecchire come per esempio la trachea. Noi abbiamo scoperto che la stabilizzazione del biofilm che lo rende ulteriormente resistente agli antibiotici avviene attraverso l’interazione tra la proteina LecB e il polisaccaride Psl che agisce da collante molecolare”. 

Il passaggio successivo che può ripristinare l’equilibrio è lo sviluppo di specifiche molecole dette “glicomimetiche” deputate a un’inibizione selettiva, un gioco di maschere molecolari per combattere la resistenza.

Continua a leggere

Cultura

Tex a Roma. 70 anni di un mito nella grande mostra al Mattatoio, fino al 14 luglio

Francesco Vergovich

Pubblicato

il

È il 30 settembre 1948 quando nelle edicole italiane debutta il primo albo a striscia di Tex, il personaggio creato da Gianluigi Bonelli e realizzato graficamente da Aurelio Galleppini destinato a diventare il più amato eroe del fumetto italiano e uno dei più longevi del fumetto mondiale.  Settant’anni dopo, Sergio Bonelli Editore con COMICON e ARF! Festival, celebrano il ranger portando a Roma la grande mostra dal titolo TEX. 70 ANNI DI UN MITO aperta dal 24 maggio al 14 luglio 2019 al MATTATOIO.

Curata da Gianni Bono, storico e studioso del fumetto italiano, in collaborazione con la redazione di Sergio Bonelli Editore, COMICON e ARF! Festival, la mostra racconterà – anche attraverso le storiche pagine dei quotidiani RCS – come Tex sia riuscito, dal 1948 a oggi, a entrare a far parte delle abitudini di lettura degli italiani, conquistando generazioni diverse, grazie al suo profondo senso di giustizia e alla sua innata generosità, diventando un vero e proprio fenomeno di costume.

Nei 70 anni della sua storia, Tex, l’avventuriero, il ranger, il saggio capo degli indiani Navajos, ha vissuto storie epiche e memorabili, ha affrontato banditi e malfattori e salvato tribù indiane ingiustamente perseguitate, ha cavalcato sui sentieri polverosi del vecchio West, come nei deserti infuocati del Messico e nelle fredde regioni del Grande Nord. E indimenticabili, naturalmente, sono le sfide con il suo nemico di sempre: Mefisto, l’incarnazione del male. Ora, grazie a disegni, fotografie, materiali rari e talvolta mai visti prima e attraverso installazioni a tema create appositamente per questo evento, la mostra TEX. 70 ANNI DI UN MITO, il più importante omaggio mai dedicato ad Aquila della Notte, ripercorrerà l’epopea di Tex Willer, che è anche quella della Frontiera americana, dalla sua creazione ai giorni nostri, attraversando gli eventi e i personaggi della serie e gli straordinari artisti della matita e del pennello che hanno reso Tex il mito che noi tutti conosciamo.

I visitatori potranno così ammirare, tra gli altri pezzi, la prima vignetta di Tex declinata in varie lingue, il ritratto di Gianluigi Bonelli e famiglia realizzato da Tacconi, fotografie di Aurelio Galleppini e anche la mitica macchina da scrivere di Gianluigi Bonelli: l’Universal 200 con cui sono state scritte le primissime storie di Tex, decorata con disegni a penna dallo stesso Gianluigi e oggi conservata nella sala riunioni della Casa editrice.

Del resto, all’epoca della nascita di Tex, come ricordava Sergio Bonelli nel 1998: «la Casa editrice è formata da mia madre, da una segretaria (Antonia) – a cui Galep si è ispirato per il personaggio di Florencita e la cui nipote, Liliana, è la mia preziosissima assistente da tanto tempo a questa parte – e da me che faccio il fattorino. Gli ambienti di casa sono diventati la redazione, una cantina è il magazzino dove trovano posto le copie invendute. Abitiamo in via Saffi in un vecchio, grande appartamento, con un unico vasto salone adibito a redazione (…). Aurelio vive e lavora in una stanza-studio di fianco a quella in cui dormo io. Quando all’una di notte, dopo aver letto a lungo, spengo la lampada sul comodino, la luce della stanza di Galep filtra ancora attraverso la porta. Non so dire fino a che ora rimane al lavoro. Ma quando mi alzo per andare a scuola, eccolo di nuovo seduto al suo tavolo a mostrami un mucchietto di strisce ricche di immagini dinamiche e affascinanti: è nato Tex Willer».

La gestazione grafica del personaggio creato da Gianluigi Bonelli fu, infatti, assai laboriosa. Galep non era abituato a disegnare negli ambiti ristretti della striscia, quindi ricorreva a una sorta di montaggio preparatorio per rendersi conto degli spazi in cui far recitare i personaggi, diventando in breve tempo anche il punto di riferimento artistico per la Casa editrice, soprattutto per la realizzazione delle copertine (in tutta la sua carriera, ne disegnerà, solo per Tex, quasi duemila).

Un ricco spazio dell’esposizione, sarà dedicato anche ai numerosi disegnatori che, dopo Galleppini, hanno dato volto e corpo alle imprese dell’imbattibile ranger lasciando un segno indelebile dei loro inconfondibili stili. Dal veterano Giovanni Ticci fino all’erede di Galep, Claudio Villa, passando per il maestro Fabio Civitelli e l’indimenticabile Guglielmo Letteri, senza omettere le incursioni speciali di “guest star” del calibro di Jordi Bernet, Joe Kubert, Goran Parlov, Ivo Milazzo, Magnus e Enrique Breccia.

Nel corso dei suoi settant’anni, Tex ha potuto contare su una rosa di sceneggiatori le cui storie verranno ripercorse in mostra. I principali sono quattro, come i pards protagonisti della saga. Giovanni Luigi Bonelli (Milano, 22 dicembre 1908 – Alessandria, 12 gennaio 2001) è il creatore del mito di Tex ed è il primo e, per lunghissimo tempo, l’unico a scriverne le avventure. La sua identificazione nel personaggio è, del resto, assoluta: per lui, Tex è un giustiziere capace di far montare una giusta e giustificata collera nei confronti di atti criminali, spesso motivati soltanto dall’avidità. Seguono nel 1976 le sceneggiature del figlio Sergio Bonelli, che con il nome d’arte di Guido Nolitta ha già alle spalle la creazione di due colossi del fumetto italiano, Zagor e Mister No, e propone quindi un Tex in cui il bene e il male non sono mai totalmente separati. Nel 1983 tocca a Claudio Nizzi, che nelle sue storie mescola al western classico elementi tipici del genere investigativo mentre dal 1994 si apre la fase di Mauro Boselli, attuale curatore della serie con cui Tex ritrova molto delle proprie origini e dell’antica tempra di giustiziere sui generis.

L’esposizione che ripercorre i 70 anni di Tex è quindi destinata agli appassionati di ogni età, ma è pensata anche per chi si volesse avvicinare per la prima volta al mondo grintoso, antirazzista e nemico di ogni ingiustizia di Tex e di suo figlio Kit Willer, del simpaticamente burbero Kit Carson e del fiero navajo Tiger Jack.

Attraverso le prime pagine dei quotidiani, TEX. 70 ANNI DI UN MITO ripercorrerà inoltre 70 anni di storia italiana, per raccontare il parallelo tra le avventure a fumetti del coraggioso ranger e quelle del nostro Paese, e offrirà ai visitatori l’occasione per cavalcare al fianco di Tex attraverso praterie, foreste e deserti, dall’Arizona al Canada, dal Rio Grande all’Oceano Pacifico, fronteggiando con lui fuorilegge e indiani ribelli, ma anche maghi vudù e sette segrete.

In più, rispetto alla mostra inaugurata a Milano il 2 ottobre 2018 e conclusasi con un enorme successo di pubblico il 27 gennaio 2019, la Grande Mostra di Tex che tocca adesso la Capitale, presenta una nuova e ricca sezione di contenuti dedicati alla più recente incarnazione del personaggio simbolo della Sergio Bonelli Editore. Attraverso le splendide tavole realizzate, tanto nel formato graphic novel (una nuova collana di cartonati alla francese), quanto nel classico formato Bonelli, da artisti straordinari come Mario Alberti, Corrado Mastantuono, Stefano Andreucci, Maurizio Dotti, R.M. Guéra e Bruno Brindisi, i visitatori si troveranno al cospetto di un giovane Tex Willer, protagonista di storie raccontate da Mauro Boselli e ambientate all’origine del mito quando, quello che sarebbe diventato il più famoso ranger del west, era ingiustamente accusato di essere un fuorilegge.

Per guidare il visitatore attraverso le sale della mostra e la storia di Tex, Sergio Bonelli Editore pubblica anche il catalogo della mostra con introduzione di Davide Bonelli, testi di Gianni Bono, Graziano Frediani, Luca Boschi e Luca Barbieri, ricco di materiali rari, disegni e approfondimenti legati alla storia del Ranger.

TEX. 70 ANNI DI UN MITO è prodotta da Sergio Bonelli Editore, COMICON e ARF! Festival, promossa da Roma Capitale – Assessorato alla Crescita Culturale e Azienda Speciale PalaeExpo, con le partnership di ATAC, PressUp, SKY Arte HD e SPsytema.

Continua a leggere

Cucina

Napoli: “Emergente Sala” a Vitigno Italia, con Poggio Le Volpi e lo chef Oliver Glowig

A Napoli il 20 e il 21 maggio 2019 “Emergente Sala”, ospitata dalla manifestazione Vitigno Italia

Francesco Vergovich

Pubblicato

il

La cantina Poggio Le Volpi con il suo chef Oliver Glowig sono Napoli il 20 e il 21 maggio 2019 in occasione della competizione Emergente Sala ospitata dalla manifestazione Vitigno Italia per raccontare la storia della loro azienda. Poggio Le Volpi è stata fondata da Armando e Felice Mergè grazie alla conoscenza e all’amore per il vino della loro famiglia. I Mergè hanno dato vita a due realtà: Poggio Le Volpi nel Lazio, a pochi km da Roma, e Masca del Tacco in Puglia e, in entrambe le realtà, hanno realizzato vini che hanno ricevuto i massimi punteggi e riconoscimenti da guide e critici. Due anni fa hanno deciso di investire anche nella ristorazione di alta fascia e, dopo l’incontro con Oliver Glowig, chef per ben due volte 2 stelle Michelin, hanno deciso di creare insieme Barrique by Oliver Glowig, un ristorante di grande eleganza e dal design unico (è una vera barricaia!) che esprime l’unione tra le due visioni, tra vino e cibo, ed esprime una cucina di ricerca volta a valorizzare l’Italia e il Mediterraneo. Rossella Macchia, responsabile marketing dell’azienda, e Oliver Glowig saranno in giuria chiamati da Luigi Cremona per scegliere il migliore tra i partecipanti alla competizione EMERGENTE SALA che premia i giovani professionisti che abbiano le capacità per diventare i migliori della loro categoria. Appuntamento a Vitigno Italia- Castel dell’Ovo – Via Eldorado 3 – Napoli

Poggio Le Volpi non è solo sapienza nella costruzione di grandi vini ma anche grande passione per la loro presentazione, per i loro abbinamenti e, soprattutto, per la formazione delle nuove professionalità che sono il futuro del settore non solo vitivinicolo ma anche ristorativo. Con l’avventura nel cibo iniziata con la nascita di Barrique by Oliver Glowig e di Epos, il bistrot griglieria (posto sempre sotto la supervisione dello chef tedesco), Felice Mergè e Rossella Macchia si sono confrontati con nuove professionalità da gestire e hanno scoperto quanto bisogno di formazione ci sia in questo settore. Hanno quindi aderito con grande entusiasmo al richiamo di Luigi Cremona, critico gastronomico di livello internazionale, curatore della Guida ristoranti del Touring Club e creatore delle competizioni professionali Emergente chef, Emergente Pizza chef ed Emergente Sala, per far parte di questo bellissimo progetto che punta a dare forza alle giovani nuove leve. Rossella Macchia sarà in giuria con lo chef Oliver Glowig durante la selezione per emergente Sud che si svolge  durante la Manifestazione Vitigno Italia presso Castel dell’Ovo a Napoli. Infatti, la competizione più cool del mondo per i professionisti della sala è giunta a buon punto per il 2019: già sono stati individuati i primi 4 finalisti del nord che sono Giuseppe Laboragine (Del Cambio * Torino), Gabriele Bianchi (il Marconi di Sasso Marconi Bologna), Daniele Rinzivillo (Palazzo Matteotti Milano), Gianmarco Merazzi (Osteria degli Spiriti a Lecce). Si prosegue dunque con la Selezione del Sud con due giorni di gare per i giovani under 30 che affronteranno una serie di esami teorici e pratici di fronte ad una giuria di noti professionisti del settore. Durante le prove verranno proposti anche i vini di Poggio le Volpi che i ragazzi in gara dovranno saper raccontare, servire e valorizzare rispetto ai piatti serviti. I concorrenti in gara sono Daniela Briola (Masseria Guida), Ivana Iemmolo (VotaVota, Marina di Ragusa), Giuseppe Zuottolo (L’Olivo Gourmet Restaurant ad Anacapri), Gennaro Graziano (Veritas a Napoli) Laura Carollo (Aja Mola a Palermo), Carlo Gallo (Abbruzzino a Catanzaro), Michelina Giordano (Il Bikini a Vico Equense), Stefano Zimeo (Le Monzù a Capri), Alessandra Quattrocchi (Modì a Torregrotta – ME), Annalisa Piccolo (Markus a San Paolo Bel Sito -NA), Giuseppe Ventriglia (Le Due Torri a Presenzano – CE) e infine Antonio Clemente Biscione (Streat “Umori e Sapori” a Cancellara – PZ).

I ragazzi affronteranno diverse prove: lunedì 20 maggio la prima prova pratica e una prova sul caffè nella mattinata di martedì 21 maggio. Il clou dell’evento sarà dalle 15 alle 22 di martedì 21 maggio a Castel dell’Ovo quando si svolgeranno le prove teoriche e un buffet a chiusura per la seconda prova pratica, prima della premiazione finale in cui si decreteranno i due finalisti del Sud.

 

Continua a leggere

Cultura

Notte dei Musei a Roma: ecco le iniziative

Noi di QuiItalia vi consigliamo alcuni tra gli eventi più interessanti che ospiterà la Capitale durante la Notte dei Musei 2019

Avatar

Pubblicato

il

Noi di QuiItalia vi consigliamo alcuni tra gli eventi più interessanti che ospiterà la Capitale durante la Notte dei Musei 2019

Il 18 maggio a Roma, come in tutte le maggiori città italiane, torna la Notte dei Musei, in cui la maggior parte dei siti della città e i musei saranno aperti fino a tardi con un ingresso gratuito o un simbolico biglietto dal costo di 1€. Non solo musei e siti aperti, ma anche eventi in musica e spettacoli.
Noi vi consigliamo alcuni tra gli eventi più importanti che troveremo durante la Notte dei Musei 2019.

Segnaliamo la performance musicale di Riccardo Fassi Tankio Band Plays Frank Zappa nell’Esedra di Marco Aurelio a cura dell’Associazione Concertistica Romana (ore 21.15 e 23.30).

Presso la Galleria d’Arte Moderna la lettura spettacolo Sguardi racconterà le opere del pittore olandese Johannes Vermeer. Scritto, diretto e interpretato da Riccardo Caporossi. A cura dell’Associazione Club Teatro Rem & Cap Proposte (ore 21.00, 22.30, 23.45).

I Mercati di Traiano invece saranno animati da Radio Mercati con il live del pioniere dell’elettronica Martux_M dal titolo In Beat-Ween-Zone. A cura dell’Associazione Officina delle Culture (ore 21.00 e 23.30).

Presso il Museo dell’Ara Pacis nell’Area Monumento si svolgerà lo spettacolo Mediterranea. Migranti tra memorie e attualità. Danza e parola. A cura dell’Associazione Daniele Cipriani Enterteinment (ore 20.30, 21.30, 22.30, 23.30, 00.30).

Anche l’Auditorium Parco della Musica partecipa alla Notte dei Musei con l’apertura serale gratuita dalle ore 20.00 alle 22.30 del Museo Archeologico e del Museo Aristaios con visite guidate alle 20.30 – 21.30 – 22.30. 

Nel Palazzo delle Esposizioni si svolgeranno alcune esibizioni vocali in gruppo dal titolo Liberare la voce, esercizi di riscaldamento vocale secondo il Metodo Linklater.

Al Macro Asilo il performer Franko B presenterà il documentario dal titolo Because of Love di Nathaniel Walters al quale seguirà il Dj Set.

Il Mattatoio apre gli ingressi gratuiti dalle ore 20.00 alle 23.00, dove si svolgerà la Performance finale del laboratorio Dare vita e dare forma, a  cura del pianista e compositore Stefano Battaglia.

E infine Palazzo Merulana che apre per l’occasione le porte dei suoi spazi dalle ore 20.00 alle 23.30 con la possibilità di visitare la mostra Giacomo Balla. Dal Futurismo astratto al futurismo iconico e assistere al concerto Squilli di Tromba, in collaborazione con il Conservatorio di Santa Cecilia.

 

 

Per visionare il programma completo, è possibile visitare il sito ufficiale dell’iniziativa.

Continua a leggere

Lifestyle

Cinema, i grandi errori fisici di “Avengers: Endgame”

L’ultimo film della saga dei Vendicatori sbanca il botteghino, ma la trama è minata da tre gravi lacune

Francesco Vergovich

Pubblicato

il

Sono bastati pochi giorni ad Avengers: Endgame, l’ultimo film della saga dei Vendicatori, per sbancare i botteghini di tutto il mondo. Appena cinque quelli necessari a incassare 1 miliardo di dollari, un record che ne fa il film di maggior successo del 2019 e il sesto maggior incasso nella storia del cinema.

Tuttavia, non è tutto oro quello che luccica. E anche una pellicola di così grande successo non è esente da errori: alcuni dei quali sono piuttosto seri.

La trama del film

Endgame è il seguito di Avengers: Infinity War, di cui riprende la narrazione a partire dallo “schiocco” di Thanos, il malvagio Titano che nel 2018, sfruttando il potere delle sei “Gemme dell’Infinito”, ha sterminato metà delle forme viventi dell’universo.

Cinque anni dopo questi eventi, Scott Lang/Ant-Man, che durante questo periodo era rimasto bloccato nel “regno quantico”, riesce a sfuggirne scoprendo che per lui erano passate solo cinque ore. Il diverso scorrere del tempo apre la strada alla possibilità di tornare nel passato, cosicché gli Avengers possano riunire le Gemme dell’Infinito prima che ci riesca Thanos.

Malgrado varie peripezie e una pesante perdita, il successo della missione consente a Bruce Banner/Hulk di annullare lo schiocco di Thanos, riportando in vita coloro che erano stati dissolti.

Tuttavia, il Thanos del 2014 riesce a scoprire i piani dei Vendicatori, e piomba col suo intero esercito nel loro quartier generale (nel presente) per appropriarsi delle Gemme dell’Infinito, distruggere l’intero universo e crearne uno nuovo che sia cosciente solo di ciò che ha ricevuto, senza ricordare ciò che è stato perso.

Nel corso della battaglia che ne segue, il Titano riesce a impossessarsi delle Gemme, ma viene bloccato dall’intervento di Carol Danvers/Captain Marvel e dal sacrificio di Tony Stark/Iron-Man che, pur consapevole che un essere umano non può sopportare la potenza delle Gemme, opera lo schiocco per far dissolvere Thanos e il suo esercito.

Alla fine, per adempiere a una promessa, Steve Rogers/Captain America entra nel regno quantico per riportare le Gemme nel tempo in cui gli Avengers le avevano prese, ripristinando la linea cronologica originaria. Tuttavia, torna nel presente visibilmente invecchiato, spiegando ai suoi amici di essersi riunito alla ragazza che amava nel passato e di aver vissuto con lei una vita felice. Ormai anziano, Rogers non può più difendere il mondo, e rinuncia al ruolo di leader dei Vendicatori.

Gli errori di Endgame
Come accennato, la trama della pellicola è minata da (almeno) tre gravi “distrazioni” che ne compromettono l’intero svolgimento – e hanno delle serie ripercussioni perfino su alcuni dei film precedenti.
Anzitutto, non viene data alcuna spiegazione di come Ant-Man riesca a sfuggire al regno quantico. Il che è paradossale, se si pensa che entrambi i film che hanno per protagonista Scott Lang si basano sull’impossibilità di lasciare il mondo subatomico (salvo interventi esterni che, in ogni caso, in Endgame non occorrono).
E, dal momento che è Ant-Man a suggerire l’idea di tornare indietro nel tempo – e a fornirne una sorta di dimostrazione -, la lacuna sul suo ritorno nel mondo mesoscopico risulta piuttosto seria. Ma non la più seria.
Nella parte finale della pellicola, si assiste a uno scontro tra l’ormai redenta Nebula del presente e l’ancora perfida Nebula del passato. Poiché quest’ultima minaccia di uccidere la sorella Gamora, la Nebula del presente le spara.
Va da sé che si tratta della più elementare delle violazioni nei viaggi nel tempo: se Nebula uccide la se stessa del 2014, non può essere viva nel presente in cui spara alla sé del passato.

Ma non è neppure questo l’errore più grave – anche se ne è, in qualche modo, una sorta di antesignano.
Il finale del film si basa sul fatto che Thanos viaggia nel futuro per impossessarsi delle Gemme dell’Infinito, salvo essere sconfitto – ed eliminato – grazie soprattutto al coraggio di Iron-Man.
Questo però crea il maggiore dei paradossi. In base alla cronologia, infatti, è il Thanos del 2014 a venire ucciso (nel 2023), prima di poter effettuare lo schiocco che, nel 2018, elimina metà delle forme viventi nell’universo causando tutti gli eventi successivi.
Ma, se Thanos non effettua lo schiocco, non c’è motivo per cui, nel 2023, gli Avengers debbano tornare indietro nel tempo per cambiare eventi che, di fatto, non si sono mai verificati.
In pratica, questo errore non crea solamente un immenso paradosso nella trama di Endgame, ma addirittura annulla totalmente tutti gli eventi di Infinity War.

Di più, non è neanche possibile che Ant-Man resti prigioniero del regno quantico, dal momento che anche questo avvenimento è una conseguenza dello schiocco di Thanos (nel 2018): e, dunque, Scott Lang non può avere l’idea risolutiva del viaggio nel tempo – che del resto, come argomentato poc’anzi, non avrebbe alcun senso.
Insomma, l’ultima pellicola degli Avengers resta sicuramente un grande successo, soprattutto grazie ai colpi di scena del finale. Tuttavia, sarebbe forse bastata un po’ più di attenzione ai dettagli – neanche troppo marginali -, per rendere Endgame un film davvero memorabile.

Mirko Ciminiello

Continua a leggere

Primo Piano