Tempi appassionanti e stimolanti per coloro i quali oggi vivono nel Regno Unito, ancora aggrappati, chissà, a un lembo di speranza…
A quasi tre anni dal referendum per l’uscita dalla Comunità Europea, il Paese si trova al guado. Ma il passo è prossimo al burrone più che a far marcia indietro. Il suo Primo Ministro a giorni e ore dimissionario, una Theresa May dilaniata, smembrata più ancora dai suoi fedelissimi che da un’opposizione divisa e dalle armi spuntate, esce dopo 36 mesi di Governo con la prima affermazione popolare di senso: i Conservatori dovrebbero pensare ad abbassare il costo delle tasse universitarie in Inghilterra: insostenibili quanto assurde. Quasi 10.000 Euro all’anno per la cronaca.
Vincitore acclamato assoluto delle Elezioni Europee, il Partito Pro Brexit di Farage, messo su in soli due mesi, oggi rischia di portare al Parlamento nazionale di Westminster il suo primo Parlamentare, rosicchiando un altro tassello ad un seggio sicuro dei Laburisti.
Il ministro dell’Ambiente britannico Michael Gove, uno dei papabili successori alla poltrona di Theresa May, nel caso venisse eletto, promette di offrire gratuitamente passaporti del Regno Unito per i cittadini dell’UE che vivono nel paese al momento della Brexit. Un cittadino dell’UE potrebbe essere idoneo per la naturalizzazione nel 2021 se risiedesse nel Regno Unito al momento del referendum sulla Brexit nel giugno 2016. Pazzesco. Ai tempi della Prima repubblica questo si sarebbe chiamato voto di scambio …
Corbyn nel frattempo, il leader Laburista, dopo la batosta alle Europee, prosegue nel digiuno completo da ogni proposta che possa stimolare l’avvicinamento dei moderati alle sue fila. Dovrebbe andare a lezione di politica dal nostro Salvini.
Elton John infine, mentre si esibisce a Verona durante il suo tour mondiale finale, esprime tutto il suo dissenso per Brexit: “Sono un europeo – non un idiota inglese stupido, imperialista!” Brexit lo ha fatto vergognare di essere inglese. Cos’altro aggiungere a questo incredibile, imprevedibile, inimmaginabile rimescolio di eventi?
Prima che Brexit si compia nella sua forma al sangue o soft o hard che sia, calando magari persino la scure contro termini provenienti da lingue europee, affrettiamoci ad usare il termine tourbillon, quel sistema meccanico che nel 1801 Breguet inventò … per consentire la riduzione per compensazione delle irregolarità di marcia accusate da un orologio a seconda della posizione in cui è posto, connesse all’azione della gravità terrestre.
Da quest’altra parte del pendolo, David Cameron, l’artefice del presente disastro, l’ex Premier che indisse il referendum e una volta perso si dimise con la coda tra le gambe, è appena stato assunto da un’azienda americana di servizi di intelligenza artificiale nel suo più importante incarico d’affari da quando ha lasciato Downing Street quasi tre anni fa.
Che dire, intelligenza artificiale, appunto.

No Brexit
La saga continua, l’orologio scorre, in attesa dell’ennesimo colpo di scena il Regno Unito si appresta a celebrare in pompa magna l’arrivo di Donald Trump, il Presidente americano che ha definito Boris Johnson uomo di talento con tutte le caratteristiche per divenite un ottimo Primo Ministro… Mille ridicole scioccanti gaffe a parte (che resero comico proprio l’insediamento di Boris Johnson come l’improponibile Ministro degli Esteri della Gran Bretagna, ad una visita ufficiale una volta definì hitleriane le politiche Europee) qui in Gran Bretagna the show must go on.
E per fortuna la Regina ancora regge.
Francesco Di Pisa
