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Furbetti del vaccino, così i “Vip” aggirano le liste delle categorie prioritarie

priorità vaccinale
Dopo il Governatore campano De Luca e l'ormai ex sindaco di Corleone, ora sono nella bufera il giornalista Scanzi e il presidente della Commissione Antimafia Morra: e il paradosso è che questi casi coesistono con le istanze no vax...

Dopo quelli del cartellino e quelli del quartierino, non potevano certo mancare i furbetti del vaccino. Una schiera – per ora non particolarmente folta – di personalità anche istituzionali sospettate di aver piegato regole ed elenchi ai propri desiderata. Gli ultimi a finire nel tritacarne social-mediatico sono stati Nicola Morra, presidente grillino della Commissione Antimafia, e Andrea Scanzi, firma de Il Fatto Quotidiano. I quali sono, comunque, in buonissima compagnia.

Gli antesignani dei furbetti del vaccino

In principio fu Vincenzo De Luca, Governatore della Campania, che si era fatto inoculare il siero anti-Covid in occasione del V-Day del 27 dicembre scorso. Quando le fiale erano riservate agli operatori sanitari, circostanza che aveva spinto Luigi De Magistris, sindaco di Napoli, a tacciare lo Sceriffo di «abuso di potere».

Un altro primo cittadino, quello di Corleone Nicolò Nicolosi, era invece finito nella bufera in prima persona. “Colpa” della scelta di immunizzarsi assieme agli assessori della sua giunta, pur non rientrando tra le categorie prioritarie stabilite dalla normativa. Scelta rivendicata in base alla considerazione che «il sindaco è l’autorità sanitaria del territorio», ma che alla fine lo ha comunque portato alle dimissioni.

I casi Morra e Scanzi

Più di recente, ha scatenato un vespaio il caso di Andrea Scanzi, su cui la Procura di Arezzo ha anche aperto un fascicolo conoscitivo. Il giornalista ha affermato di aver ricevuto l’antidoto da “riservista”, in quanto caregiver degli anziani e fragili genitori.

Spiegazione che però non ha convinto Maria Elena Boschi, capogruppo alla Camera di Italia Viva, da cui è arrivato un durissimo j’accuse. «Ha detto che doveva fare il caregiver dei suoi genitori e vorrei capire quando, visto che è sempre in giro. Peraltro i suoi genitori fortunatamente stanno bene. Ha detto che si è iscritto a una lista “di riserva” e si è scoperto che la lista semplicemente non esisteva. Ha detto di aver rispettato le regole quando invece le ha violate in modo squallido, mentendo a tutti».

Infine, ultimo venne Morra, su cui i riflettori si sono accesi per via di un blitz alla centrale operativa vaccinale di Cosenza. Durante il quale, secondo quanto denunciato da un dirigente dell’Azienda Sanitaria Provinciale, avrebbe lamentato che gli anziani zii della moglie non avessero ancora ricevuto l’antidoto. Versione contestata dal senatore del M5S, che ha parlato di un’ispezione «per verificare l’efficacia della campagna vaccinale» ma senza richieste di favoritismi.

Punti di vista, insomma, diametralmente opposti, che in qualche modo riecheggiano le contraddizioni insite nel Belpaese. Dove, per dire, i furbetti del vaccino (veri o presunti) coesistono in parallelo con scettici e no vax. Un ennesimo paradosso, oseremmo dire, tipicamente italiano.