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Cronaca

Coronavirus, il Governo si vanta di un “modello italiano” che non funziona

La Protezione Civile dà dati imprecisi, il Parlamento è bloccato e Conte si appella all’Europa: che, anzi, per il Premier dovrebbe prendere esempio da noi

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Il Premier Conte. Foto dal sito del Governo

Test per l’esame di giornalismo. Il candidato consideri, a proposito dell’emergenza coronavirus, che:

a) Il bi-Premier Giuseppe Conte, nell’ultima puntata del suo one-man show, ha comunicato la chiusura di tutti i servizi non essenziali. Come il Parlamento.

b) Il capo della Protezione Civile Angelo Borrelli ha dichiarato: «Conteggiamo tutti i deceduti, non facciamo distinzione fra con e per coronavirus». Quindi le cifre che da un mese terrorizzano l’Italia e il mondo, le cifre che hanno indotto l’esecutivo rosso-giallo a prendere misure sempre più restrittive, le cifre che hanno spinto più di un’autorità a fare paragoni con scenari di guerra – queste cifre non si sa se siano davvero ascrivibili al COVID-19: a conferma che l’incarico di Commissario straordinario per l’emergenza coronavirus consiste nel dare i numeri.

c) L’ex Avvocato del popolo ha proposto di attivare il Fondo salva-Stati della Ue «senza alcuna condizionalità presente o futura», ipotesi che l’ex Ministro dell’Economia Giulio Tremonti ha liquidato come «una partita di raggiro». Ma almeno i posteri si potranno domandare se l’Italia sarà morta per il Mes o con il Mes.

d) Il segretario del Pd Nicola Zingaretti ha affermato: «Senza Europa non ce l’avremmo mai fatta». #AbbracciaunaUrsulavonderLeyen.

e) Il leader di Italia Viva Matteo Renzi ha stigmatizzato l’atteggiamento del Governo (di cui fa sempre parte): «Si facciano conferenze stampa, non show su Facebook» si è sfogato. Con un post su Twitter.

f) Qualche giorno fa il Comune di Mamoiada, nel nuorese, ha chiarito che è possibile portare fuori il cane per fargli espletare le proprie funzioni fisiologiche, ma «l’animale deve essere necessariamente in vita». Il sindaco si chiama Monsieur de La Palice.

Ciò posto, il candidato commenti, prescindendo da pur comprensibili sfoghi ingiuriosi, la seguente rodomontata di Giuseppi: «Possiamo parlare di modello italiano» e «vogliamo che l’Europa ci segua».

Mirko Ciminiello è nato a Rimini nel 1985 e vive a Roma, dove si è laureato in Chimica (triennale) e Chimica Organica e Biomolecolare (specialistica) alla Sapienza, in Scienze della Comunicazione (triennale) e Scienze Cognitive della Comunicazione e dell'Azione (magistrale) a Roma Tre. Giornalista, attore per hobby, collabora con l'associazione Pro Vita e Famiglia ed è autore di 9 libri, di cui due in inglese.