A pensarci bene, non capita tutti i giorni di imbattersi in un giovane come Carlo Acutis, che ha saputo combinare in modo così naturale la sua passione per la tecnologia con un profondo senso di fede. Nato a Londra il 3 maggio 1991 da genitori italiani, Carlo si trasferì presto a Milano dove crebbe immerso in un ambiente familiare solido e devoto. È stato proprio qui che ha iniziato il suo percorso spirituale, ricevendo la Prima Comunione nel 1998 e la Cresima nel 2003.
L’influenza del Santo di Assisi
Assisi era più di una semplice meta di vacanza; rappresentava per Carlo un luogo dell’anima. Qui trascorreva gran parte delle sue estati e si avvicinava alla figura di San Francesco, imparando da lui il rispetto per ogni forma di vita. Con pochi soldi messi da parte dalla paghetta settimanale, aiutava chi aveva bisogno. La città umbra divenne il simbolo della sua fede vissuta quotidianamente.
Il Cyber Apostolo dei tempi moderni
Carlo non era certo il classico “primo della classe”; anzi, c’è chi racconta che si sia guadagnato una nota scolastica per essersi nascosto nell’armadio durante una lezione. Ma al di là delle apparenze scolastiche, aveva scoperto presto le potenzialità della rete.
Con l’aiuto di uno studente universitario, costruì siti web dedicati alla parrocchia e alla scuola. Fu questa passione che lo portò a organizzare una mostra internazionale sui “Miracoli Eucaristici”, un’opera che ancora oggi continua a ispirare tanti fedeli nel mondo.
Una fede forte fino alla fine
Purtroppo nel 2006 arrivò la malattia: una leucemia aggressiva diagnosticata inizialmente come influenza. Nonostante la gravità della situazione clinica, Carlo affrontò tutto con serenità e fede incrollabile. Il suo amore per l’Eucaristia era tale da definirla “l’autostrada per il Cielo”. Morì giovanissimo l’11 ottobre dello stesso anno e venne sepolto ad Assisi secondo il suo desiderio.
Le parole del giovane santo
Papa Francesco spesso richiama le parole vibranti del giovane santo: “Tutti nascono come originali, ma molti muoiono come fotocopie”, ricordando ai giovani l’importanza dell’autenticità in un mondo sempre più omologato. Oggi Carlo Acutis resta per molti un esempio vivente di come sia possibile vivere la fede anche attraverso gli strumenti moderni.
