La sicurezza non si improvvisa e, soprattutto, non si rimanda all’età adulta. È con questa idea che venerdì 30 gennaio, alle 10, l’Auditorium “Oscar Niemeyer” di Ravello ha ospitato un incontro promosso dalla Pubblica Assistenza Millennium Costa d’Amalfi, rivolto alle classi terze della scuola secondaria di primo grado dell’Istituto Comprensivo “G. Pascoli” di Tramonti, Ravello e Scala. Non la solita lezione frontale: il cuore dell’appuntamento è stato il dialogo, con domande, dubbi e interventi degli studenti, chiamati a ragionare su regole e comportamenti che, in caso di emergenza, possono fare la differenza.
Sicurezza a scuola a Ravello: dal palco al dialogo con gli studenti
A introdurre l’incontro è stato il presidente dell’associazione, Vincenzo Oddo, che ha voluto dare un senso preciso alla mattinata: parlare di prevenzione in modo concreto, partendo dalla necessità di conoscere le regole di base e di non sottovalutare i segnali di rischio. Il messaggio, rivolto a ragazzi che vivono ogni giorno ambienti condivisi come aule, corridoi, palestre e mezzi di trasporto, è stato diretto: la conoscenza è il primo passo per evitare conseguenze pesanti, come ricordano anche fatti di cronaca recenti richiamati nel dibattito.
Prevenzione incendi all’Auditorium Niemeyer: l’intervento tecnico senza “lezione frontale”
Dopo i saluti istituzionali — con l’intervento del sindaco di Ravello, Paolo Vuilleumier, e della vice preside Luisa Guastatoreparola, che ha portato anche i saluti della dirigente Maria Anna Formisano — è entrato nel vivo il momento più atteso: il confronto con l’ingegnere Giuseppe Mormile, esperto di sicurezza e prevenzione incendi. Il punto di forza non è stato un monologo, ma un botta e risposta continuo, alimentato dalla curiosità degli studenti: domande pratiche, scenari realistici, dubbi “da corridoio”, quelli che spesso restano senza risposta finché non accade qualcosa.
Mormile ha scelto una linea chiara: esempi semplici, linguaggio comprensibile e indicazioni operative. Cosa fare e cosa evitare in caso di incendio, come chiedere aiuto in modo tempestivo, quali comportamenti riducono i pericoli, come attenersi alle procedure di evacuazione. E, soprattutto, come non farsi prendere dal panico: non “sermoni”, ma istruzioni utili, ripetute e rimesse in ordine con la logica del quotidiano, quella che gli studenti possono ricordare anche a distanza di tempo.
Millennium Costa d’Amalfi e l’idea di un percorso stabile: motivazioni e prossimi passi
Dietro l’iniziativa c’è una scelta precisa: trasformare l’educazione alla prevenzione in un percorso, non in un evento isolato. Millennium, infatti, ha già annunciato un calendario di altri incontri e un programma strutturato, con l’obiettivo di consolidare le competenze di base e rendere i ragazzi più consapevoli in contesti diversi: scuola, casa, spazi pubblici, luoghi di aggregazione. In altre parole: non solo “regole”, ma abitudini, attenzione, capacità di riconoscere un rischio e reagire con lucidità.
Le motivazioni, in un territorio che vive anche di turismo e grandi presenze, hanno un peso ulteriore: Ravello e la Costiera richiamano flussi continui e gestire bene la sicurezza significa anche proteggere la reputazione dei luoghi, oltre che le persone. Ecco perché la formazione rivolta ai più giovani viene letta come un investimento: oggi studenti, domani cittadini che sanno muoversi con responsabilità e pretendere standard seri.
Ravello “modello” di prevenzione: le reazioni e l’interesse di AIAS e dell’Ordine degli Ingegneri
Il segnale più forte, arrivato nelle ore successive, è il possibile salto di scala del progetto. Secondo quanto riferito dallo stesso Mormile, l’incontro del 30 gennaio avrebbe avuto un riscontro tale da attirare l’attenzione dell’Associazione Italiana Ambiente e Sicurezza (AIAS), che avrebbe manifestato l’intenzione di fare proprio il progetto, valutandone l’estensione su base nazionale. Parallelamente, il presidente dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Salerno, Raffaele Tarateta, avrebbe deciso di concedere il patrocinio alle prossime attività in programma. Sono due passaggi che, se consolidati, danno al lavoro di Millennium un riconoscimento formale e, soprattutto, un canale per crescere con regole più definite, standard condivisi e una rete tecnica più ampia.
In concreto, cosa cambia? Cambia la “forza” del messaggio. Quando un’associazione di volontariato riesce a portare in un auditorium un dialogo credibile fra istituzioni, tecnici e studenti, e da lì accende l’interesse di soggetti nazionali e ordini professionali, il tema non resta più confinato alla cronaca locale. Diventa un metodo: parlare di prevenzione con un lessico chiaro, partendo dai ragazzi, senza spaventare e senza banalizzare.
Dalle parole ai comportamenti: perché l’educazione alla sicurezza riguarda tutti
Il dato più interessante, emerso nel confronto, è che la sicurezza funziona quando entra nei gesti: riconoscere una via di uscita, non improvvisare, rispettare indicazioni, non correre, non spingere, chiamare i soccorsi nel modo giusto, seguire chi coordina l’evacuazione. Sono azioni “semplici” solo in apparenza, perché diventano efficaci se sono state capite prima, senza fretta. L’incontro di Ravello, impostato sulla partecipazione e sull’ascolto, ha puntato proprio a questo: far passare la prevenzione dal livello teorico al livello pratico, quello che resta quando serve davvero.
E se il progetto proseguirà come annunciato, con un calendario stabile, l’effetto più utile sarà uno: riportare la sicurezza dentro la normalità, come si fa con l’educazione stradale o con il rispetto delle regole a scuola. Non un tema “da addetti ai lavori”, ma un bagaglio minimo che ogni ragazzo può portarsi dietro. Dall’Auditorium Niemeyer, insomma, l’invito alla prevenzione si è trasformato in un percorso: conoscenza, consapevolezza, azione.
Emilia Filocamo
