Vino, Cantine Toscane al collasso: 723 milioni di bottiglie invendute nel 2025

I numeri parlano da soli: in Toscana milioni di bottiglie di vino invendute, prezzi che non scendono, consumi incerti e mercati stranieri difficili da penetrare
Di Lina Gelsi
Vino rosso e salumi, pexels, roman odintsov
Vino rosso e salumi, pexels, roman odintsov

Nel bollettino “Cantina Italia” reso pubblico il 31 luglio 2025 dal Ministero dell’Agricoltura (ICQRF), emerge un dato che pesa: 5.424.950 ettolitri di vino invenduto nelle cantine toscane, una quantità che colloca la nostra regione al secondo posto in Italia, solo dietro al Veneto, ed al di sopra del Piemonte.

Per rendere il dato ancora più concreto, si tratta di 723,3 milioni di bottiglie — circa mezza bottiglia al giorno per ogni cittadino toscano nell’arco di un anno. Una cifra potente che sancisce l’entità della crisi.

La montagna di vino invenduto in Italia e in Toscana

Al livello nazionale, il monopolio della cantina è evidente: al 31 luglio 2025, risultano 39,8 milioni di ettolitri di vino invenduto. Rispetto al 30 giugno 2025, si registra un calo del -8,8%, ma su base annua (rispetto al 31 luglio 2024) le giacenze sono aumentate dello 0,5%, segno che la situazione rimane critica.

La Toscana in numeri: dove si concentra il problema

Le province di Siena e Firenze seguono la tendenza regionale: Siena detiene il 5,3% delle giacenze nazionali, pari a oltre 2 milioni di ettolitri, mentre Firenze segue con il 3,9% (circa 1,5 milioni di ettolitri).

Tipologia di vini: predominanza di DOP e rossi

  • 56,3% del vino in giacenza a livello nazionale è DOP, con prevalenza di vini rossi (54,8%).
  • 25,2% è IGP, con il 60,5% nella categoria dei rossi.
  • I vini varietali contano solo 1,5% del totale, mentre 17% è rappresentato da altre categorie.

Denominazioni toscane sotto la lente

Sul fronte delle denominazioni, la Toscana IGT è in cima alla classifica negativa, rappresentando il 4,8% del vino invenduto nazionale. Seguono:

  • Chianti DOCG, con 1.217.184 ettolitri (3,8%).
  • Chianti Classico, al decimo posto, con 755.680 ettolitri (2,3%).

Mosti: un dato meno preoccupante

Buone notizie arrivano invece dal comparto dei mosti: dei 2,3 milioni di ettolitri giacenti in Italia, solo una quota marginale riguarda la Toscana. La maggioranza è concentrata nel Nord (64,5%) e nel Sud (23,1%), con Emilia‑Romagna (28,9%) e Puglia (21,1%) a detenere la metà del totale.

Lieve miglioramento ma non è tutto oro

Il confronto tra fine giugno e fine luglio 2025 mostra una riduzione delle giacenze del -8,8%, un margine che però perde vigore considerando il fatto che, su base annua, i valori sono addirittura lievemente in aumento (+0,5%).

Le reazioni dei protagonisti: tagliare, vendere, promuovere

Lamberto Frescobaldi, presidente dell’Unione Italiana Vini, rilancia una proposta netta: una riduzione della produzione di almeno il 20% per evitare ulteriori accumuli.

Dalla sua, il Consorzio Chianti Classico, guidato da Giovanni Manetti, ha già deciso di ridurre la resa massima da 75 a 65 quintali per ettaro, ottenendo un equilibrio tra vendite e produzione negli ultimi 5 anni.

Ma il presidente Giovanni Busi sottolinea: «Tagliare le rese è utile ma non risolve il problema alla radice. Il vero nodo è la capacità di vendere. Serve un cambio di passo nelle politiche di promozione: dobbiamo conquistare nuovi mercati, con investimenti strutturati e continui».

Bilancio pro capite del vino in Toscana

La Toscana si trova in una situazione allarmante: mezzo bicchiere al giorno per ogni cittadino, accumulato in forma capillare, nella propria cantina. I numeri parlano da soli: milioni di ettolitri, bottiglie invendute, prezzi che non scendono, consumi incerti e mercati stranieri difficili da penetrare. La giacenza, specie nei vini Dop e IGT, è un problema concreto che richiede soluzioni pragmatiche: ridurre la produzione, certo, ma soprattutto creare domanda — interna ed estera — con strategie moderne e durature.

 
CATEGORIA

Cronaca

DATA

Condividi l'articolo su

Scorri lateralmente questa lista