Contattaci

Sport

Terremoto Juventus, ecco perché si è dimesso l’intero Cda

Gianluca Ferrero è il nuovo Presidente dopo il passo indietro di Agnelli e l’azzeramento dell’intera dirigenza a causa dell’inchiesta per falso in bilancio e sulle plusvalenze: cosa rischia la società bianconera?

Pubblicato

il

Juventus, Gianluca Ferrero, Andrea Agnelli, Pavel Nedvěd e Maurizio Arrivabene
Gianluca Ferrero, Andrea Agnelli, Pavel Nedvěd e Maurizio Arrivabene

Da www.romait.it

Il Consiglio d’Amministrazione della Juventus, cominciando dal Presidente Andrea Agnelli, il vicepresidente Pavel Nedvěd e l’AD Maurizio Arrivabene, si è dimesso in blocco. Un terremoto originato dall’arcinota inchiesta della Procura di Torino per falso in bilanciofalse comunicazioni rivolte al mercato. E che sta già producendo delle pesanti scosse di assestamento.

Juventus, Gianluca Ferrero, Andrea Agnelli, Pavel Nedvěd e Maurizio Arrivabene
Gianluca Ferrero, Andrea Agnelli, Pavel Nedvěd e Maurizio Arrivabene

Terremoto in casa Juventus

«I membri del Consiglio di Amministrazione, considerata la centralità e rilevanza delle questioni legali e tecnico-contabili pendenti, hanno ritenuto conforme al miglior interesse sociale raccomandare che Juventus si doti di un nuovo Consiglio di Amministrazione».

Così, come rileva La Gazzetta dello Sport, il comunicato ufficiale che annunciava l’azzeramento del Cda della società bianconera. Al cui vertice la Exor (la holding della famiglia Agnelli che controlla la Vecchia Signora) indicherà, come riferisce Rai News, Gianluca Ferrero.

Le succitate «questioni legali e tecnico-contabili» alla base della tabula rasa sono le contestazioni mosse al club dai Pm del capoluogo piemontese attraverso l’inchiesta Prisma. I reati ipotizzati sono falso in bilancio, manipolazione del mercato, ostacolo all’autorità di pubblica vigilanza (la Consob) ed emissione di fatture per operazioni inesistenti.

Buona parte di questi addebiti riguarda le plusvalenze sulla compravendita di giocatori. Su cui però, spiega Il Riformista, sarà molto complicato provare un eventuale illecito, stante l’inesistenza di parametri oggettivi che definiscano il valore di un calciatore.

Proprio su questa base, al processo sportivo celebrato lo scorso aprile, le 11 squadre coinvolte (inclusa la stessa Juventus) erano state prosciolte dal Tribunale Federale nazionale. Anche se ora la Procura Federale della Figc ha chiesto (e ottenuto) gli atti dell’indagine penale in corso per valutare la revoca dell’assoluzione. E intanto, scrive La Repubblica, ha aperto un procedimento sulle scritture private tra Madama e i suoi tesserati. Attraverso le quali, secondo gli inquirenti, si sarebbe ottenuto un taglio fittizio degli stipendi e una riduzione indebita dei costi in bilancio.

Cosa rischia la società?

Come poi aggiunge Federico Ferri, direttore di Sky Sport, «a fronte dell’approvazione di un bilancio sotto esame per falso in bilancio, il punto della reiterazione del reato è del tutto evidente. È evidente che si va verso un rinvio a giudizio. C’è anche una posizione della società che per difendersi nel modo migliore, ha optato per le dimissioni. È una decisione presa dalla proprietà senza alcun dubbio».

John Elkann e il fratello Lapo, insomma, avrebbero cercato di salvare il salvabile anche a scapito dei legami di parentela. Lo confermerebbe anche un passaggio della lettera di commiato di Agnelli, che ha lamentato come in un momento così delicato sia venuta meno «la compattezza».

Un primo risultato positivo, però, questa mossa l’ha già ottenuto, come riporta l’ANSA. La Procura torinese potrebbe infatti rinunciare a (ri)chiedere misure cautelari personali ai danni di alcuni esponenti del Cda zebrato, tra cui proprio Agnelli.

Per il resto, ben difficilmente la Juventus subirà delle conseguenze sul piano sportivo, mentre è più probabile una sanzione pecuniaria. Che, en passant, in parte sta già applicando la Borsa, visto il -0,93% del titolo che nel corso della giornata era arrivato a perdere il 10,4%.

In un modo o nell’altro, insomma, è sempre questione di… calcio-mercato. E in ogni caso, per parafrasare Woody Allen (e non solo), il Lapo e l’Agnelli dormiranno insieme, ma l’Agnelli dormirà ben poco.

Logo della Juventus
Logo della Juventus

Mirko Ciminiello è nato a Rimini nel 1985 e vive a Roma, dove si è laureato in Chimica (triennale) e Chimica Organica e Biomolecolare (specialistica) alla Sapienza, in Scienze della Comunicazione (triennale) e Scienze Cognitive della Comunicazione e dell'Azione (magistrale) a Roma Tre. Giornalista, attore per hobby, collabora con l'associazione Pro Vita e Famiglia ed è autore di 9 libri, di cui due in inglese.