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SuperMario e il Governo dei Migliori

Fallisce la politica spiccia, delle poltrone, dei principi, dei veti, controveti, dei piccoli Renzi, Conte, Buonafede. Scende in campo il fluoriclasse. Bastera’ Draghi a raddrizzare il timone della nave in tempesta?

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Salgono l’entusiasmo e la Borsa di Milano, scende lo spread differenziale con il Bund, questi sono i primi effetti della convocazione di Draghi al Quirinale. Il Presidente Mattarella, se ve ne fosse stato bisogno, ha dimostrato nuovamente piu’ lucidita’ e saggezza di tutta quanta la politica italiana messa insieme, scioccata come direbbe qualcuno, in un patetico impasse.

In un discorso breve, sommario, senza frizzi o lazzi, il Presidente ha spiegato che i cerini rimasti in mano sono solo due, Draghi o elezioni anticipate: mettendo bene in chiaro che queste ultime sarebbero – nelle condizioni sociali, economiche e pandemiche attuali del Paese, quanto meno un azzardo, un salto nel vuoto, pur nel valore democratico che esse di per se’ rappresentano.

Le elezioni – ha ben chiarito il Presidente – portano infatti una paralisi temporanea delle istituzioni, un rimescolamento di carte, un avvicendamento negli uffici di dirigenza, sottosegretario che vai e commissione che trovi, un vortice di palazzo insomma nel mezzo di una pandemia e delle imminenti scelte per il Mef.

Siamo in grado di reggere l’impatto? Salvini e la Meloni rispondono di si’.

Senza commentare le affermazioni di nessuno schieramento politico – va ben compreso che affidarsi e procedere con Draghi e una squadra di eccellenza (gia’ circolano in rete i nomi per il Totoministri, un po’ come i possibili vincitori di Sanremo …) non bastera’ – da se’ – a riaddrizzare il timone del Paese.

Mario Draghi, il piu’ decorato degli Italiani all’estero, il piu’ amato dalla Merkel, l’atteso fuoriclasse, se non verra’ sostenuto da un oggettivamente ampio, solido, comune senso di responsabilita’ e dovere nel Paese, al massimo vincera’ la classifica di capocannoniere, ma parlare di trofei per l’Italia equivarrebbe a scrivere con l’inchiostro invisibile in cielo.

L’Italia e’ una baraonda complessa come e piu’ di ogni altro Paese dell’Unione, questa volta, credere di poter badare da soli ognuno al proprio orticello, non portera’ da nessuna parte, anzi, probabilmente spalanchera’ le porte delle elezioni.

Mattarella ha avvertito il Paese, la vita e’ fatta di scelte.

La considerazione da fare e’ dunque la stessa di sempre: per l’ennesima volta un Presidente della Repubblica e’ costretto a chiedere l’intervento di un Governo di tecnici, ossia di esterni, questo e’ il segno che la politica dei giornoxgiorno ha ex novo fallito.

Il Sistema e’ marcio e va radicalmente cambiato con riforme dello Stato di cui si parla da decenni ma che finiscono sempre sotto il tappeto, come fastidiosa polvere che non si vuole levare di mezzo.

Mentre va in stampa il pezzo si intravede in cielo la scia di Super Mario verso il Quirinale. Speriamo che resti nero su bianco.

Francesco Di Pisa è Dottore in Giurisprudenza con Master in Scienza delle Comunicazione. Libero professionista, dopo la Spagna, la Gran Bretagna, si occupa di politiche Marketing, consumo, comunicazione e scrive di politica, attualità e costume.

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