Statua di Wojtyla vandalizzata: lo sdegno e la risposta dell’autore

Rainaldi, autore della statua a Papa Giovanni Paolo II, ha appreso della profanazione della sua opera mentre si trovava in Uruguay
Di Alessandra Monti
Statua Papa Wojtyla, Piazza Cinquecento
Statua Papa Wojtyla, Piazza Cinquecento

A Roma, durante il corteo a sostegno della Palestina, la statua dedicata a papa Giovanni Paolo II in piazza dei Cinquecento è stata deturpata con la scritta “fascista di m…a”. Un episodio che ha suscitato una forte reazione da parte di Oliviero Rainaldi, l’artista che l’ha creata nel 2011. La sua indignazione è amplificata dal fatto che considera tale atto in contrasto con lo spirito pacifico che dovrebbe animare le manifestazioni.

L’autore dell’opera dopo le scritte sulla statua di Papa Wojtyla

Rainaldi ha appreso della profanazione della sua opera mentre si trovava in Uruguay. La notizia gli è giunta tramite i media e i social, rievocando in lui ricordi di un simile avvenimento avvenuto dieci anni fa, quando la scultura fu imbrattata con una stella delle Brigate Rosse. “Allora ricevetti una chiamata dalla Digos nel cuore della notte,” ricorda l’artista. Ora vive tra Sud America ed Europa e osserva quanto accade nella Capitale con un misto di stupore e delusione.

Le incoerenze delle proteste odierne

Dal suo punto di vista privilegiato, Rainaldi esprime perplessità riguardo alla natura delle attuali manifestazioni. Egli sottolinea una netta differenza con le proteste del Sessantotto: “All’epoca si poteva discutere delle contraddizioni interne legate a Marx o Sartre, ma oggi è difficile giustificare atti vandalici in nome della pace.” Questo pensiero riflette il disincanto per un modo di protestare che spesso sfocia nella distruzione anziché nella costruzione.

La storia della scultura del Papa in piazza dei Cinquecento

Quando la statua fu inaugurata oltre un decennio fa, non mancarono critiche feroci. Rainaldi non si tira indietro rispetto a quelle osservazioni e ammette: “Sì, ho dovuto apportare modifiche a causa di problemi tecnici iniziali.” Tuttavia, col tempo e grazie alla sua collocazione strategica – originariamente un’area destinata a parcheggio ma poi trasformata in aiuola – la statua è divenuta un simbolo riconosciuto anche all’estero.

L’eredità di una scelta strategica involontaria

Rainaldi rivela come la scelta del luogo sia stata quasi fortuita: “Ci siamo resi conto solo al sopralluogo che quello spazio era stato trasformato rispetto alle mappe”. Quel parcheggio divenne così sede della scultura che ora appare nelle guide turistiche asiatiche. Un destino inatteso per un’opera nata tra polemiche ma che ha trovato il suo posto nel cuore pulsante della città.

Cosa ci insegna questo episodio?

L’episodio invita a riflettere sul significato dei gesti compiuti durante le manifestazioni pubbliche. Mentre il desiderio di pace anima molti cortei, le azioni concrete spesso raccontano storie diverse. Le parole rivolte alla figura di Giovanni Paolo II mostrano una profonda incoerenza rispetto ai principi da lui sostenuti come pontefice impegnato contro ogni forma di violenza. Questo caso diventa quindi simbolico delle difficoltà contemporanee nel bilanciare ideali e pratiche.

 
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Cronaca

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