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Sea Watch, Salvini: sospeso trattato di Schengen

Continua la vicenda Sea Watch, e Salvini minaccia di ignorare il trattato di Shengen nei confronti dei migranti coinvolti.

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Arriva puntuale la risposta di Matteo Salvini riguardo alla vicenda Sea Watch, in cui il capitano Carola Rackete ha ignorato il blocco navale per portare in salvo i 42 migranti a bordo della sua nave.

Salvini afferma di voler procedere all'”identificazione di polizia”, senza poi inserire però i dati delle persone sbarcate all’interno del sistema Schengen, lasciando quindi queste persone libere di circolare e andare a chiedere asilo dall’altra parte.

La provocazione è chiara, e sancisce che l’Italia non sarà più un paese di “primo ingresso”.

Il trattato di Schengen infatti dispone che chi arriva in Italia via mare o via terra, venga identificato, fotosegnalato, gli vengano prese le impronte digitali e tutti i dati inseriti poi in un sistema accessibile a tutti i paesi membri dell’UE.

Infrangendo queste disposizioni, come minacciato da Salvini, i migranti sarebbero liberi di circolare senza controllo, andando contro anche al trattato di Dublino, che impone al paese d’arrivo di occuparsi del migrante fino a che non sia completata la procedura d’asilo.

In aggiunta a ciò, un’ulteriore infrazione viene minacciata riguardo il fronte del Friuli Venezia-Giulia, dove Matteo Salvini dice di voler alzare una frontiera con la Slovenia, per impedire anche le infiltrazioni terrestri.

Una minaccia più utopica, visto il confine lungo 230 chilometri, ma che comunque con la collaborazione della polizia slovena potrebbe causare non pochi problemi.

L’Italia era già stata sotto accusa si fronte a Bruxelles per l’identificazione non conforme a Schengen di alcuni migranti, ma in questo caso il rifiuto sarebbe visto come una vera e propria sfida nei confronti degli altri stati.