Torna ad articolo originale

Regifting, l’Italia del Natale 2025 ricicla i regali: 3,7 miliardi di risparmio e un mercato sempre più digitale

Confcooperative: regifting da 3,7 miliardi e 28 milioni coinvolti. Cresce la rivendita online: Ipsos Doxa-eBay, 76% su piattaforme digitali

Il regifting non è più un fenomeno folkloristico, buono per qualche battuta sul maglione sbagliato o sul panettone duplicato. Nel Natale 2025 diventa un indicatore economico e culturale, perché mette insieme consumo, redditi, inflazione percepita e piattaforme digitali. La stima del Centro Studi Confcooperative è netta: 28 milioni di italiani rimetteranno in circolo i regali natalizi, con un risparmio complessivo pari a 3,7 miliardi di euro, 300 milioni in più sul 2024 e 400 in più rispetto al periodo pre-pandemia.

Regifting in Italia: dal gesto individuale al comportamento di massa

La crescita è strutturale. Confcooperative segnala che nel 2016 le persone coinvolte erano 18 milioni: in meno di dieci anni il regifting ha ampliato la base, fino a lambire metà della popolazione adulta.
Questo passaggio lo trasforma in un comportamento “normale”, con conseguenze che toccano più livelli: le famiglie (che recuperano valore), la distribuzione (che gestisce cambi e buoni), e il digitale (che intercetta la rivendita).

Regifting e quadro macro: tredicesime in crescita, potere d’acquisto sotto pressione

Il dato economico di contesto è chiaro: le tredicesime aumentano (da 45,7 miliardi nel 2022 a 52,5 nel 2025), ma l’inflazione e il caro-vita riducono l’effetto reale di quel denaro, spingendo consumatori verso strategie di risparmio.
Confcooperative parla esplicitamente di incertezza e di erosione del potere d’acquisto, in un Paese dove la fragilità sociale resta ampia: circa 10 milioni di persone in povertà.
Ne deriva una lettura non moralistica: il regifting è anche un adattamento a un ciclo economico che rende meno “gratuita” la spesa natalizia.

Regifting digitale: la rivendita online come canale principale

Il passaggio più interessante riguarda la struttura dei canali. Accanto al “cassetto” domestico (conservare e riutilizzare al momento opportuno) cresce la monetizzazione dei regali tramite marketplace, social e app. L’indagine Ipsos Doxa per eBay (novembre 2025) indica che il 76% di chi rivende usa piattaforme digitali; le motivazioni dichiarate combinano etica e utilità: sostenibilità per il 38%, praticità per il 34%.
Questa traiettoria rafforza il ruolo dei grandi intermediari digitali e, insieme, normalizza un “mercato secondario” che fino a pochi anni fa era percepito come marginale.

Regifting e distribuzione: cambio in negozio e buoni come strumenti di fidelizzazione

Resta centrale anche il canale fisico: una parte degli italiani punta sul cambio nei negozi, convertendo il regalo in buoni o in un nuovo prodotto. È una dinamica che può diventare leva commerciale: il punto vendita limita l’insoddisfazione post-festa e prova a trattenere spesa futura.
In prospettiva, per la distribuzione l’equilibrio è delicato: favorire il cambio tutela il cliente, ma implica gestione di stock, resi e promozioni di recupero.

Regifting e categorie merceologiche: alimentari in testa, poi accessori e libri

La composizione del regifting dice molto sui consumi natalizi. Confcooperative colloca al primo posto gli alimentari (50%): vini e spumanti, salumi e formaggi, dolci e conserve. Seguono accessori e cosmetici (21%), libri e agende (20%), poi giocattoli (9%).
È un mix che favorisce la circolazione rapida, perché molti articoli sono “unisex” e facilmente trasferibili o rivendibili, soprattutto se nuovi e confezionati.

Regifting 2025: un indicatore da osservare oltre le feste

Il regifting racconta un’Italia che cerca efficienza nel consumo: recupera valore, riduce sprechi, usa il digitale come canale ordinario. Ma racconta anche una pressione economica che non si scioglie con la tredicesima. Nel 2025, più che un fenomeno di costume, è un termometro: misura quanto le famiglie sentano il bisogno di ottimizzare la spesa, e quanto il mercato digitale sia ormai infrastruttura anche per i gesti più quotidiani delle feste.