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Ponte Morandi: bloccata impresa dall’antimafia

Risoluzione immediata del contratto da parte del Commisario per infiltrazione mafiosa

Giungono notizie sui lavori al Ponte Morandi, crollato il 14 agosto dello scorso anno. Oggi arriva la prima interdittiva antimafia sui lavori di ricostruzione del Ponte, a carico della dell’impresa Tecnodem S.r.l Unipersonale con sede a Napoli. Secondo gli inquirenti, la suddetta impresa sarebbe “permeabile ed esposta al pericolo di infiltrazione della criminalità organizzata di tipo mafioso“. Lo scorso febbraio era stata inserita tra le ditte sub-appaltatrici per la demolizione e la bonifica di impianti tecnologica per un budget di 100mila euro. Il committente è la Fratelli Omini S.p.A.

A capo dell’impresa come amministratrice e socio unico c’è Consiglia Marigliano, consuocera di Ferdinando Varlese, napoletano, pregiudicato e dipendente della stessa Tecnodem. Varlese è stato condannato per associazione a delinquere, dati i rapporti con il clan della camorra Misso-Mazzarella-Sarno e “Nuova Famiglia”, che come boss di riferimento avevano Michele Zaza e Ciro Mazzarella. Il commisario per il Ponte, infatti, ha provveduto alla risoluzione immediata del contratto. 

Danilo Toninelli, ministro delle Infrastrutture, si è pronunciato sull’accaduto ringraziando il Dia di Genova per aver tempestivamente salvaguardato i lavori sulla ricostruzione del ponte.