Il 2 settembre 2025 Pippo Franco compie 85 anni. Nato a Roma nel 1940, il suo nome all’anagrafe è Franco Pippo, ma per tutti resta Pippo Franco, un artista capace di attraversare decenni di spettacolo italiano reinventandosi continuamente.
Un compleanno speciale: Pippo Franco nasce il 2 settembre 1940
Attore, conduttore, comico, cantautore, regista, persino pittore: la sua carriera non conosce confini e riflette la storia di un’Italia che, tra televisione, satira e costume, ha imparato a ridere anche delle proprie contraddizioni.
Gli esordi di Pippo Franco e il successo con il Bagaglino
Il nome di Pippo Franco è legato in modo indissolubile alla compagnia del Bagaglino, con cui iniziò a collaborare alla fine degli anni Sessanta. Nel 1974 arriva in Rai con lo spettacolo Dove sta Zazà, diretto da Antonello Falqui e con la partecipazione di Gabriella Ferri: uno dei primi passi verso una lunga stagione di televisione satirica.
Negli anni successivi la sua popolarità esplode grazie a show come Biberon, Crème Caramel, Bucce di banana, Saloon, Marameo, Barbecue e Bellissima – Cabaret Anticrisi. Programmi che segnarono un’epoca, mescolando ironia e imitazioni dei protagonisti della politica italiana. «I politici facevano a gara per venire da noi», ha raccontato Pippo Franco nel 2019, ospite del programma radiofonico I Lunatici. Con un’unica eccezione: Bettino Craxi, che non comparve mai tra il pubblico. «Pensavo non gli piacessimo – ha spiegato – ma quando lo conobbi mi mostrò molta simpatia. Aveva persino un senso dell’umorismo che non conoscevo».
Cinema e commedia all’italiana
La carriera di Pippo Franco non si limita al piccolo schermo. Dagli anni Settanta diventa uno dei volti della commedia sexy all’italiana, lavorando con registi come Luciano Salce, Sergio Martino, Pier Francesco Pingitore e Bruno Corbucci.
Partecipa anche a film di respiro internazionale, come Che cosa è successo tra mio padre e tua madre? di Billy Wilder (1972), e affronta un ruolo drammatico ne La via dei babbuini di Luigi Magni (1974). Nel 1981 dirige e interpreta La gatta da pelare, unica sua regia cinematografica, di cui firma anche la sceneggiatura con Giancarlo Magalli e Ugo Liberatore, oltre alle musiche.
La musica e le sigle di Pippo Franco che hanno fatto storia
Come cantautore, Pippo Franco esordisce nel 1968 con il singolo Vedendo la foto di Bob Dylan. Negli anni successivi lega il suo nome a brani entrati nell’immaginario collettivo, spesso come sigle televisive.
Indimenticabile la canzone Mi scappa la pipì papà (1979), seguita da Che fico (1982), usata come sigla del Festival di Sanremo, Chì Chì Chì Cò Cò Cò (1983) e Pinocchio chiò (1984). In un’intervista del 2018 a Il Tempo ha raccontato di considerarsi un pioniere del rap: «Ero attento alla musica americana e avevo ascoltato brani parlati con un ritmo particolare. Chì Chì Chì Cò Cò Cò aveva già quelle caratteristiche, prima ancora di Jovanotti».
La parentesi politica
La notorietà di Pippo Franco lo ha portato a tentare anche la strada della politica. Nel 2006 si candida al Senato nella lista della Democrazia Cristiana per le Autonomie, come capolista nella circoscrizione Lazio, ma non viene eletto.
Nel 2013 ci riprova, questa volta con Fratelli d’Italia, candidandosi alle primarie per il sindaco di Roma. L’avventura termina con 205 voti, una prova di popolarità che conferma la sua trasversalità ma non abbastanza per lanciare una carriera istituzionale.
Un artista a 360 gradi: pittura, fumetti e teatro
Oltre al cinema, alla televisione e alla musica, Pippo Franco ha coltivato altre passioni. Diplomato al liceo artistico di via Ripetta, a Roma, ha avuto come insegnanti due giganti dell’arte italiana, Renato Guttuso e Giulio Turcato. È stato pittore, autore di fumetti, ma anche interprete teatrale: memorabile la sua versione de Il Marchese del Grillo, portata sul palcoscenico con grande successo.
Non manca poi la parentesi come conduttore di programmi di intrattenimento popolarissimi come La sai l’ultima?, che negli anni Novanta ha segnato un’epoca nella televisione italiana.
Un nome d’arte curioso e una coincidenza singolare
Pochi sanno che il nome d’arte “Pippo Franco” era già stato utilizzato negli anni Venti da un altro attore di varietà, Giuseppe Stagnitti. Una coincidenza che aggiunge un dettaglio curioso alla lunga storia di un artista che ha fatto della leggerezza e della versatilità la sua cifra stilistica.
L’eredità di un volto intramontabile dello spettacolo
Dagli spettacoli satirici del Bagaglino alle barzellette in prima serata, dai film della commedia sexy ai brani entrati nella memoria collettiva, Pippo Franco ha attraversato oltre mezzo secolo di cultura popolare italiana.
A 85 anni rimane un artista difficile da incasellare: comico, attore, cantautore, conduttore, pittore, e persino uomo politico. Una figura che ha saputo unire generazioni diverse con linguaggi sempre nuovi, senza mai rinunciare alla sua inconfondibile ironia.
