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Papa, accoglienza: nessuno si può esimere. Padre Sorge contro Salvini

Presa di posizione del pontefice sul tema dell’immigrazione. Padre Sorge con un’intervista a Repubblica attacca Salvini.

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Le parole di papa Francesco durante la messa celebrata questa mattina in vaticano calcano una forte presa di posizione riguardo il tema dell’immigrazione. Sono passati sei anni esatti dall’ultima visita del pontefice a Lampedusa, la celebrazione di oggi era dunque rivolta ai migranti, ai rifugiati, ai soccorritori e ai volontari.

“I migranti sono persone, non si tratta solo di questioni sociali o migratorie” ha detto Francesco nell’omelia, “oggi sono il simbolo di tutti gli scartati della società globalizzata”. Ha poi continuato “I più deboli e vulnerabili devono essere aiutati” e “si tratta di una grande responsabilità, dalla quale nessuno si può esimere”. È Dio stesso ad avere rivelato “la necessità di un’opzione preferenziale per gli ultimi, i quali devono essere messi al primo posto nell’esercizio della carità”, per Dio nessuno è straniero o escluso.

Papa Francesco intende rivolgersi sia al mondo cattolico, ma anche alle istituzioni europee che a fatica lavorano per trovare una strategia efficace per la gestione collegiale dei flussi e alla politica del governo Lega-5Stelle che continua a dividersi sul tema, mentre gli sbarchi continuano ad avvenire.

Per questa occasione, San Pietro era aperta solo per migranti, rifugiati e diverse associazioni che si occupano di accoglienza. Inoltre il coro ha scelto di indossare vestiti neri in segno di lutto per i troppi morti in mare. Per il pontefice è stato importante ricordare che la Chiesa da sempre si muove nella direzione dell’accoglienza anche se data la cronaca attuale le sue parole assumono una più forte connotazione politica.

Padre Sorge ex direttore della rivista Civiltà Cattolica si è invece espresso con un’intervista dalle colonne di Repubblica. L’attacco al primo ministro Matteo Salvini è diretto. Per Sorge l’unica scelta possibile è quella di schierarsi dalla parte di chi salva le vite. Commentando la situazione in cui vive in nostro paese, Sorge arriva a paragonare il clima di indifferenza collettiva che ha accompagnato il decreto sicurezza bis a quello nel quale vennero accolte le leggi razziali del 1938. “Questa politica di chiusure apprezzati da una parte del Paese, e da alcuni credenti, mostreranno in futuro la propria disumanità”.