Musica e danza nei luoghi sacri: a Fossanova il Lazio racconta il patrimonio italiano

“Musica divina in dies festa. Melodie sacre e profane dal Rinascimento al Barocco”: strumenti d’epoca e danza rinascimentale nei luoghi religiosi del Lazio
Di Lina Gelsi
Abbazia di Fossanava, a Priverno (Lt)
Abbazia di Fossanava, a Priverno (Lt), Wikipedia

Il 7 giugno alle 16 l’Abbazia di Fossanova, a Priverno, provincia di Latina, ospita il terzo appuntamento di “Musica divina in dies festa”, progetto che porta spettacolo dal vivo, strumenti d’epoca e danza rinascimentale nei luoghi religiosi del Lazio.

Luoghi sacri e spettacolo dal vivo: il modello Fossanova

L’Italia possiede un patrimonio religioso immenso, spesso visitato per la sua bellezza architettonica o per il valore spirituale che conserva. La rassegna “Musica divina in dies festa. Melodie sacre e profane dal Rinascimento al Barocco” propone un passo ulteriore: rendere quei luoghi spazi di esperienza, capaci di accogliere pubblico, musica, danza e narrazione senza perdere la loro identità.

L’appuntamento del 7 giugno all’Abbazia di Fossanova assume così un valore che supera il dato locale. Il sito di Priverno diventa il simbolo di una possibilità italiana: valorizzare il patrimonio non soltanto attraverso aperture, restauri e percorsi museali, ma anche mediante forme di spettacolo dal vivo pensate per rispettare la storia degli spazi e avvicinare persone diverse per età, provenienza e interessi.

Il progetto è promosso dalla Direzione regionale Musei nazionali Lazio nell’ambito delle iniziative dedicate alla valorizzazione dello spettacolo nei luoghi della cultura statali. Il calendario proseguirà fino a ottobre 2026, toccando abbazie, monasteri, basiliche e santuari del Lazio. Ogni tappa sarà un’occasione per leggere il monumento in modo diverso, non come sfondo, ma come elemento centrale dell’esperienza.

Rinascimento e Barocco: il repertorio che parla ancora al presente

A Fossanova entreranno in scena la Compagnia di Danza Rinascimentale “Tres Lusores” e il Complesso Strumentale “Fanfarra Antiqua”, diretto dal maestro Carlo Vittori. Il pubblico sarà accompagnato in un itinerario musicale e coreutico dal Rinascimento al Barocco, con repertori sacri e profani legati a nomi come Claudio Monteverdi, Giulio Caccini, Antonio Vivaldi, Johann Sebastian Bach, Girolamo Frescobaldi e Andrea Falconieri.

La forza dell’appuntamento sta nel rapporto fra accuratezza storica e accessibilità. Le danze saranno eseguite con costumi storici e coreografie ricostruite sui trattati originali del XVI e XVII secolo. Non è una semplice ambientazione. È un lavoro che permette di vedere come musica e movimento fossero parte della vita sociale, religiosa e culturale dell’epoca.

Particolare attenzione sarà dedicata a Fabrizio Caroso da Sermoneta, maestro fondamentale della danza rinascimentale italiana. La rievocazione de “L’Arte del Ballare ò de i Balletti” restituisce al pubblico un frammento prezioso della cultura performativa del passato. Il Lazio, in questo caso, non ospita soltanto una rassegna: mette in evidenza una radice italiana di grande valore, legata alla musica, al corpo, al rito e alla rappresentazione.

Il racconto sarà affidato anche al giullare narratore interpretato da Tito Vittori, figura pensata per condurre gli spettatori dentro le atmosfere d’epoca. La narrazione aiuta a rendere comprensibile il contesto, alleggerisce il passaggio storico e costruisce un ponte con chi non possiede conoscenze specialistiche.

Cultura, turismo e territori: perché questa rassegna riguarda l’Italia intera

L’esperienza di Fossanova indica una direzione interessante per molti luoghi della cultura italiani: usare lo spettacolo dal vivo come strumento di conoscenza, senza ridurre il monumento a semplice contenitore. In un Paese ricco di siti religiosi, borghi storici e architetture monumentali, la capacità di creare eventi rispettosi, ben costruiti e aperti al pubblico può incidere sulla qualità del turismo culturale.

La rassegna prevede visite guidate, momenti divulgativi e attività di approfondimento curate dal personale della Direzione regionale Musei nazionali Lazio. In alcune tappe potranno essere inserite degustazioni ispirate a ricette storiche e prodotti locali.

A Fossanova, al termine del concerto, sarà offerto un banchetto di dolci su ricette antiche, preparati dal Ristorante “Jo Botto” e dal Biscottificio “Trifelli e Martuff” di Cori.

Questo collegamento con il gusto non è marginale. La cultura materiale, la cucina, le ricette tramandate e il lavoro artigianale raccontano un territorio quanto un affresco o una partitura. Quando questi elementi vengono messi in relazione, il pubblico percepisce il patrimonio come qualcosa di vivo, vicino, comprensibile.

La direttrice Elisabetta Scungio ha sottolineato l’obiettivo di restituire ai luoghi religiosi una dimensione di spazi vivi, aperti alla conoscenza e alla partecipazione. A Fossanova questa intenzione diventa un pomeriggio concreto: il monumento accoglie, la musica attraversa i secoli, la danza ridà forma al gesto antico, il pubblico riscopre un’Italia che non smette di parlare quando viene ascoltata nel modo giusto.

 
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