Mondiali di calcio: Bosnia-Italia è più di una partita dei play off

Di Redazione
Bosnia-Italia, lo stadio
Bosnia-Italia, lo stadio

Gli azzurri di Rino Gattuso si preparano all’appuntamento più importante dell’intera stagione calcistica: dopo aver superato l’ostacolo dell’Irlanda del Nord nella semifinale dei playoff, dovranno affrontare la Bosnia-Erzegovina nello spareggio che vale l’accesso ai Mondiali 2026.

La trasferta in Bosnia rappresenta un passaggio cruciale e atteso, segnato dall’adrenalina che sale da entrambe le parti.

Da un lato, per la Nazionale degli azzurri, restare fuori dal Mondiale sarebbe inaccettabile: è da due edizioni consecutive che la nazionale italiana manca dalla fase finale della competizione, quindi, la squadra cerca con tutte le sue forze di interrompere questa serie negativa, che pesa sull’intero movimento calcistico del paese.

Dall’altra parte ci sarà una Bosnia-Erzegovina spinta dalla forza propria e del suo pubblico, pronta a giocarsi tutto per accedere nuovamente al palcoscenico mondiale, da cui è assente dal 2014.

L’incontro decisivo si disputerà la sera di martedì 31 marzo. La località scelta per questo appuntamento cruciale è lo Stadion Bilino Polje situato a Zenica, capoluogo del cantone di Zenica-Doboj, una città di oltre centomila abitanti distante circa 70 km dalla capitale Sarajevo.

Perché non lo stadio situato a Sarajevo? Primo, perché il Bilino Polje può accogliere 13.632 posti totali, che lo fanno rientrare negli standard UEFA. Purtroppo, i posti disponibili saranno ridotti in questa occasione a causa delle sanzioni imposte dalla FIFA dopo il match del 15 novembre contro la Romania, dove la nazionale bosniaca è stata multata di 60 mila franchi svizzeri per “comportamento scorretto della squadra, discriminazione, razzismo, utilizzo di materiale pirotecnico, disturbo durante gli inni nazionali e mancanza di ordine e disciplina dentro e fuori lo stadio”.

Confidiamo e siamo certi che la cosa non si ripeterà al Bilino Polje, ma qui si aggiunge il secondo motivo per questa scelta: la nazionale ha voluto scegliere uno stadio dove il clima creato dai giocatori locali possa risultare migliore, come annunciato dall’ex juventino Miralem Pjanić.

Nonostante per questioni di sicurezza la capienza del Bilino Polje sia ridotta del 20% – i posti disponibili saranno poco meno di 9.000, di cui 800 riservati ai sostenitori azzurri – nonostante si paventi un clima “caldo e ostile” in uno stadio ritenuto non all’altezza dell’incontro, non mi sento di scoraggiare o spaventare, né i giocatori né i tifosi della compagine italiana. Cito questa frase di Edin Džeko, estratta dal sito web della Nazionale della Bosnia-Erzegovina.

“Stadion u Empoliju nije bolji od Bilinog polja. Ne znam o čemu pričamo. Ja bih lično više volio da igram na boljim stadionima nego na lošijim. Motivacija je bolja, atmosfera bolja. Neće ovo Italijanima biti ništa novo”

“Lo stadio di Empoli non è migliore del Bilino Polje. Non so di cosa stiamo parlando. Personalmente preferirei giocare in stadi migliori piuttosto che in stadi peggiori. La motivazione è migliore, l’atmosfera è migliore. Per gli italiani non sarà una novità”.

Sempre secondo Džeko, per questa partita ci vorrebbe “uno stadio grande come San Siro per accogliere tutti i nostri tifosi che vorrebbero esserci”.

Altrettanto importante ritengo il suo parere sul “caso Dimarco”.

“Za mene je to neka normalna stvar. Svi mi imamo neke preference s kim bi htjeli – s kim ne. Za mene je to nešto normalno, ali nekad treba biti malo pametniji s nekim stvarima. Danas sa društvenim mrežama iz nečeg normalnog ide u nešto drugo. Za mene – ništa posebno!”.

“Per me è una cosa normale. Tutti noi abbiamo delle preferenze su chi ci piacerebbe e chi no. Per me è qualcosa di normale, ma a volte bisogna essere più intelligenti in certe cose. Oggi sui social una cosa normale può diventare una del tutto diversa. Per me – niente di particolare!”

Per Džeko, come per tanti: “È una partita differente da tutte le altre ovviamente, anche perché l’Italia è un mio secondo Paese, dove sono stato quasi nove anni. Sicuramente la sento molto, forse molto più rispetto a tutti gli altri calciatori che saranno in campo. È una partita importante per me”.

Per tanti di noi bosniaci questa è una partita importante e speciale. Il sentimento che si prova nelle partite con l’Italia è descritto sul sito web della Nazionale di Bosnia-Erzegovina con la frase:

“Uvijek kada igramo sa Italijom podsjećamo na veliku gestu koju je ova nacija napravila Bosni i Hercegovini 6. novembra 1996. godine kada su došli odigrati prijateljski susret u Sarajevu”.

“Ogni volta che giochiamo contro l’Italia, ricordiamo il grande gesto che questa nazione fece nei confronti della Bosnia ed Erzegovina il 6 novembre 1996, quando venne a disputare un’amichevole a Sarajevo”.

In quell’occasione, l’arrivo a Sarajevo della nazionale numero 5 del mondo, proprio in quel momento fu un grande gesto di amicizia, perché FIFA e UEFA permisero alla Bosnia ed Erzegovina di giocare le partite in casa sul proprio campo solo dopo quell’incontro. L’amichevole fu trasmessa dall’emittente nazionale RAI 2, con il commento di Bruno Pizzul che in quell’occasione, prima dell’incontro, si rivolse a oltre 60 milioni di italiani con un reportage di culto, di quelli che solo i veri amici possono raccontare, e che vi riportiamo in sua memoria:

“Buongiorno a tutti dallo stadio Koševo di Sarajevo. Non c’è bisogno di spiegare il significato di questa partita. È più di uno sport, più di un evento calcistico. È una partita attraverso la quale, grazie al valore universale del messaggio sportivo, arriverà un messaggio di speranza e di pace in questa città tormentata.

Dopo tutto ciò, siamo convinti che si fronteggeranno due squadre formidabili. Siamo altrettanto convinti che sarà una partita che ci offrirà tante emozioni, che sarà giocata nel miglior spirito sportivo possibile … e ovviamente, che vinca il migliore!

Teniamo in considerazione che, in caso di parità al termine dei novanta minuti, il regolamento prevede lo svolgimento dei tempi supplementari, e se anche dopo questa fase il risultato dovesse rimanere in equilibrio, si procederà con la lotteria dei calci di rigore per decretare quale delle due Nazionali staccherà il pass per la fase finale del Mondiale. Ai giocatori offriamo il supporto meritato e togliamo loro di dosso pressioni inutili o controproducenti! In bocca al lupo agli “Azzurri” di Gattuso, e ai “Draghi” di Barbarez!

Azra Hrusto

 
CATEGORIA

Sport

DATA

Condividi l'articolo su

Scorri lateralmente questa lista