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Mimmo Lucano, le sue parole di umanità invadono la Sapienza

"Siamo tutti Mimmo Lucano", gridano gli studenti antifascisti dell'Università la Sapienza di Roma

“Siamo tutti Mimmo Lucano”, gridano gli studenti antifascisti dell’Università la Sapienza di Roma, che lunedì 13 maggio, dalle ore 11 si sono riuniti davanti alla statua della Minerva in città universitaria. Gli studenti si sono dati appuntamento poi a Piazzale Aldo Moro per contrastare il comizio indetto dagli esponenti di Forza Nuova, intenzionati a contestare la presenza dell’ex sindaco di Riace, Mimmo Lucano. Quando intorno alle ore 15 Lucano arriva all’ingresso principale dell’università, una folla lo sta aspettando già da tempo, col desiderio di scortarlo fino all’edificio della facoltà di Lettere e Filosofia dove si è poi tenuto il suo intervento, all’interno di un’iniziativa organizzata dal dipartimento di Storia Antropologia Religione Arte e Spettacolo. Visibilmente emozionato, Lucano si sente parte del suo grande pubblico.”Non ho fatto nulla di speciale”, dice l’ex sindaco calabrese, “sono rimasto uno che ha inseguito un sogno di umanità in un momento in cui prevale disumanità”.

Lucano inoltre spiega come in altre parti d’Italia, Forza Nuova abbia già mostrato ostilità nei suoi confronti e addita il Ministro degli Interni Matteo Salvini come il responsabile del clima di odio e divisione. Solo pochi militanti di Forza Nuova sono poi effettivamente arrivati, ma sono stati bloccati dalla polizia presente. Questa però non è stata vista di buon occhio da parte degli studenti che imputano alle autorità un mancato intervento di contrasto. L’aula della facoltà non è riuscita a contenere i tanti venuti ad assistere alla lezione di Lucano, tanto che la gente si affaccia a malapena dalle sue entrate, cercando di ascoltare le parole dell’ex sindaco. Lucano parla chiaro della sua esperienza e della sua condanna, paragonando il suo esilio al confino che si usava nel fascismo. Parlando di Riace, descrive un piccolo paesino che ha ricominciato a vivere con l’arrivo dei migranti. “Io ho visto un’utopia, io ho visto le comunità che convivono in una dimensione di normalità” dice l’ospite speciale, “non ci vuole molto per far prevalere il senso dell’umanità e dell’uguaglianza”.

Lucano rifiuta di accostare la parola clandestino a quella di persona e i partecipanti gli danno ragione con calorosi applausi, durante tutto il suo intervento. “Che colpa ha una persona per avere questa parola vicino, ha diritto di vivere come tutti”, dice l’ex sindaco, “chi ci da il diritto che da noi dipende il destino di un’altra persona, perché dobbiamo avere questa presunzione”. Canti e cori dei presenti a sostegno delle sue parole hanno accompagnato la commozione di Mimmo Lucano mentre saluta e ringrazia la folla.