Meta sotto accusa in Europa: Facebook e Instagram “creano dipendenza”

Contestate soprattutto le funzioni pensate per trattenere l’utente: scroll infinito, autoplay, notifiche push, reel, storie e raccomandazioni altamente personalizzate
Di Luigi Sette
Social media
Social media

La Commissione europea ha accusato in via preliminare Meta di avere violato il Digital Services Act con il design di Facebook e Instagram. Il procedimento, formalizzato il 10 luglio 2026, riguarda funzioni pensate per trattenere l’utente: scroll infinito, autoplay, notifiche push, reel, storie e raccomandazioni altamente personalizzate.

Il design diventa materia di responsabilità legale

La novità del caso europeo consiste nel bersaglio scelto: il funzionamento complessivo del prodotto. Bruxelles esamina l’architettura di Facebook e Instagram e chiede se possa favorire abitudini compulsive con effetti sul benessere fisico e mentale.

Il Digital Services Act obbliga le piattaforme di maggiori dimensioni a identificare i rischi sistemici, valutarli con attenzione e introdurre misure proporzionate. Per la Commissione, Meta non avrebbe svolto questo lavoro in modo adeguato. L’azienda avrebbe analizzato in maniera insufficiente l’interazione fra feed personalizzato, video automatici, notifiche e assenza di un termine naturale della navigazione.

La questione riguarda tutti gli utenti, con una particolare attenzione per minori e adulti vulnerabili. Il sistema mostra i contenuti, ne decide l’ordine, misura le reazioni e aggiorna continuamente le proposte per evitare che l’interesse diminuisca.

Quando gli algoritmi trasformano il tempo in ricavo

Facebook e Instagram si basano su un’economia dell’attenzione. Più a lungo una persona resta collegata, maggiori sono le occasioni di interazione e di esposizione pubblicitaria. Le funzioni contestate da Bruxelles hanno un ruolo preciso in questo modello.

Lo scorrimento infinito elimina il momento in cui una pagina finisce. L’autoplay evita la decisione di avviare un nuovo video. Le notifiche riportano l’utente nell’applicazione. I reel e le storie riducono la durata di ogni contenuto e accelerano il passaggio al successivo. Gli algoritmi, infine, selezionano ciò che ha maggiori probabilità di prolungare la sessione.

La Commissione ritiene che Meta non abbia valutato abbastanza l’effetto cumulativo di questi strumenti. Ha inoltre rilevato una carenza nell’analisi dell’uso notturno da parte dei minori e nell’esame dei formati brevi, capaci di generare sequenze rapide e ripetitive.

Il precedente californiano e le nuove regole negli Stati Uniti

La contestazione europea arriva dopo un verdetto pronunciato il 25 marzo 2026 a Los Angeles. Una giuria ha ritenuto Meta e Google negligenti nella progettazione di Instagram e YouTube e nella mancata segnalazione dei rischi. La causa riguardava una giovane utente che aveva iniziato a utilizzare le piattaforme da bambina. Il risarcimento complessivo è stato fissato in 6 milioni di dollari, con il 70 per cento della responsabilità attribuito a Meta.

Il verdetto segue un percorso giuridico distinto da quello europeo e rafforza un orientamento ormai visibile su entrambe le sponde dell’Atlantico: le aziende possono essere chiamate a rispondere delle scelte tecniche con cui costruiscono l’esperienza digitale.

Negli Stati Uniti il dibattito è entrato anche nelle assemblee legislative. Il Kids Off Social Media Act, sostenuto da senatori di entrambi gli schieramenti e approvato in commissione al Senato, prevede il divieto di algoritmi considerati capaci di creare dipendenza per gli utenti sotto i 17 anni, oltre a una soglia minima di 13 anni per l’accesso ai social. Diversi Stati stanno adottando o discutendo norme su feed personalizzati, notifiche notturne e verifica dell’età.

L’Europa chiede interventi sul prodotto e misure più efficaci

Le misure già introdotte da Meta vengono considerate insufficienti da Bruxelles. Gli avvisi sul tempo trascorso possono essere chiusi facilmente e non garantiscono una riduzione effettiva. I controlli parentali richiedono competenze, attenzione e configurazioni che possono risultare complesse. Le risorse sulla salute mentale, collocate in sezioni dedicate, non incidono sul comportamento del feed principale.

La Commissione indica una linea più incisiva: disattivare per impostazione predefinita autoplay e scorrimento infinito, introdurre pause dello schermo realmente efficaci e modificare i sistemi di raccomandazione affinché dipendano meno dalla massimizzazione del coinvolgimento.

Questa impostazione attribuisce alla piattaforma una responsabilità preventiva. Un pulsante poco visibile per limitare il tempo offre una protezione ridotta; il servizio deve favorire una gestione consapevole della permanenza.

Il procedimento DSA e la sanzione potenziale

Le contestazioni costituiscono una valutazione preliminare. Meta ha diritto di consultare il fascicolo, presentare osservazioni e fornire elementi a propria difesa. Il Comitato europeo per i servizi digitali sarà coinvolto nella fase successiva.

Se i rilievi saranno confermati, la Commissione potrà adottare una decisione di non conformità, imporre misure correttive e applicare una multa fino al 6 per cento del fatturato mondiale annuo. La cifra effettiva dipenderà dalla gravità, dalla durata e dall’eventuale ripetizione della violazione.

L’indagine era iniziata il 16 maggio 2024. Un procedimento collegato riguarda la presenza sulle piattaforme di bambini sotto i 13 anni, per il quale la Commissione ha già comunicato rilievi preliminari il 29 aprile 2026. Resta aperto anche l’esame dell’effetto “tana del coniglio”, cioè la capacità dei sistemi di raccomandazione di spingere i minori verso catene sempre più profonde di contenuti.

Meta difende le protezioni per gli adolescenti

Meta contesta la valutazione europea e richiama i Teen Account, le limitazioni notturne e la possibilità per i genitori di ridurre l’uso quotidiano di Instagram fino a quindici minuti. La società afferma di condividere l’obiettivo di garantire esperienze sicure ai ragazzi e di voler proseguire il confronto con Bruxelles.

La partita riguarda il futuro di Facebook e Instagram e coinvolge l’intero settore delle grandi piattaforme. Se l’impostazione europea verrà confermata, ogni grande piattaforma dovrà dimostrare che il proprio successo non dipende da automatismi capaci di sfruttare la difficoltà degli utenti a fermarsi.

 
CATEGORIA

Tecnologia

DATA

Condividi l'articolo su

Scorri lateralmente questa lista