Roma è diventata il centro di una mobilitazione nazionale per la libertà di stampa dopo l’attentato che ha colpito Sigfrido Ranucci, giornalista e conduttore di Report. In piazza Santi Apostoli si è tenuta la manifestazione organizzata dal Movimento 5 Stelle, ma la partecipazione ha travalicato i confini della politica, coinvolgendo firme autorevoli, associazioni e cittadini comuni.
L’evento si è aperto con l’intervento del leader pentastellato Giuseppe Conte, che ha parlato di “attacco a tutti i cittadini” e non solo a un singolo cronista. In collegamento o dal vivo hanno preso la parola Milena Gabanelli, Marco Travaglio, Rula Jebreal, Andrea Scanzi e altri giornalisti impegnati nel racconto critico del Paese.
Solidarietà a Ranucci e difesa della democrazia
Il caso Ranucci ha riportato con forza al centro del dibattito la condizione del giornalismo d’inchiesta in Italia. Le parole di Milena Gabanelli hanno sottolineato come “le minacce siano il prezzo di chi indaga”, mentre Marco Travaglio ha denunciato un clima di ostilità crescente verso la stampa indipendente.
Dai magistrati in politica come Cafiero de Raho e Scarpinato fino alle associazioni Articolo 21 e Transparency International Italia, il coro è stato unanime: un Paese senza informazione libera è un Paese meno democratico.
L’attentato a Sigfrido Ranucci e le indagini in corso
Giovedì sera Ranucci è stato vittima di un attentato la cui dinamica è ancora al vaglio delle autorità. La procura ha aperto un fascicolo e non si escludono piste legate alle sue inchieste televisive.
Il giornalista, alla guida di Report dal 2017, ha portato in tv inchieste scomode su politica, criminalità organizzata e affari economici. La vicinanza espressa in queste ore è anche il riconoscimento di un lavoro che, pur tra critiche e pressioni, resta un baluardo di trasparenza.
Una battaglia per la libertà di stampa che riguarda tutti
Il messaggio che arriva da Roma è chiaro: difendere Ranucci significa difendere la possibilità di ogni cittadino di accedere a un’informazione libera. Non una questione di parte, ma di democrazia.
La manifestazione di Santi Apostoli diventa così un segnale forte, che chiama in causa non solo il mondo dei media ma anche le istituzioni, chiamate a garantire tutele concrete ai giornalisti.
