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Politica

La politica di questi anni, passa un anno solo e vai dalle stelle alle stalle

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Risultato: 34.3% contro 17.1% e Pd che segue ma non sa dove andare, al 22.7%. La Lega che doppia i 5S. Scenari da incubo, quattro anni fa, impensabili. Ma la verità è che oggi in politica si parla o straparla e si sale, poi si governa, e da qualche tempo, inesorabilmente si scende, si va proprio giù giù : vedi Renzi, vedi Di Maio. Detto ciò, Salvini, nuovo Presidente del Consiglio de facto, questo lo sa e coi dovuti scongiuri cercherà di fare di tutto e di più e pure in fretta per invertire quell’avversa tendenza.

Certo a sentire il socio di Peppino, ossia Di Maio detto qui Totò per esigenze di copione, spellarsi le mani di applausi per complimentarsi proprio col leader della Lega (e persino col Partito Democratico che sa di sviolinata chissà) dopo i risultati delle elezioni Europee, sorge un dubbio all’orizzonte del Vesuvio: giungono infatti voci che al San Paolo di Napoli stiano tenendo bloccato dalle centinaia di cv spediti – il posto di pannicello caldo di steward-bibitaro che sino a poco tempo fa apparteneva proprio a Di Maio. Fosse che salta il Governo, per il Ministro del Lavoro e delle Infrastrutture un posto si troverà: l’esperienza fatta Palazzo Chigi sullo sfamare la povertà nel Paese sarà di ausilio per riprendersi quel lavoro e tornare a sfamare i tifosi del Napoli Calcio. Per rifocillare le aspirazioni dei Cinque Stelle di cambiare il Paese e abolire la povertà, mandare tutti in pensione prima del previsto, e quant’altro, con quel che avanza tutto farà brodo, pure un panino cafone polpettone friarielli e stracciatella di bufala che i tifosi azzurri acquistano sugli spalti mentre ammirano Mertens, Callejon e Milik.

Certo, oggi, in questa politica gridata, dove i trombati della cosa pubblica si appellano e si vendono alle tv per un posto da commentatore, presentatore o cantastorie, il tornare alle proprie origini sarebbe una dimostrazione di correttezza – uno slancio di democrazia e irreprensibile discrezione: svestirsi della toga del parlamentare e del Ministro, per tornare a fare ciò per cui si era nati: il bibitaro: un vero segno di cambiamento di costumi, da parte di chi è riuscito a salire vertiginosamente col placet del popolo la scala del potere. Il nostro Paese sta finalmente investendo sul cambiamento, sulle risorse nuove: basti vedere ciò che accade a Palermo, dove il nonno dei raider, a 66 anni suonati, va su e giù per la città in motorino a consegnare pasti dai 3 ai 6 Euro lordi, per dieci ore al giorno.

Una bella e pimpante metamorfosi dell’Italia che fu, quella di per esempio di tale Francesca Zarcone, record woman andata in pensione giovanissima dopo aver lavorato per lo Stato come bidella per undici mesi, e frammenti di supplenze sparse qua e là. In ruolo nel 1982, presentò domanda di pensione nel 1983. Al panino mi aggiunga una coca cola e pure un gelato per favore.

 

Francesco Di Pisa