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La nuova Alitalia, l’ultima scommessa per tornare a volare

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Per quelli che hanno Alitalia nel cuore, l’hanno vissuta e la sentono ancora come parte della propria vita e dei propri ricordi personali, il magnifico servizio di Report di Sigfrido Ranucci, ieri sera su Rai Tre ha mostrato l’ennesimo, lacerante sguardo sopra una realta’ italiana che non cambia mai pelle.

Alitalia, il vecchio gioiello di famiglia… da sempre lottizzato e spolpato come un osso per un cane mai sazio. La sola visione dei suoi velivoli che si alzano nell’orizzonte dei cieli, come il salirvi da uno slot di un aeroporto di ogni luogo del mondo, rappresenta per ogni italiano il sentimento del sentirsi a casa propria.

Il suo splendido ed agile logo, di contro alla pesantezza della sua mala amministrazione, la forma del timone disegnato nel lontano 1969, simboleggiano da sempre l’icona dell’italianita’, un tricolore elegante e stilizzato, memorizzabile ed associabile al meglio del design e dell’estetica del nostro Paese.

Da anni ormai, Alitalia vola sull’orlo del precipizio e dell’ennesimo fallimento; viene regolarmente data per spacciata ed apparentemente salvata da Commissari nominati da ogni Governo della Repubblica; per poi quasi immediatamente ripiombare nell’occhio del ciclone causa il delirio dello sperpero di danaro pubblico; Alitalia carne da macello per spietati investitori, solo apparenti salvatori, sia nazionali che esteri. Good and bad company che si aprono e chiudono come scatole in soffitta. Investitori arabi come patrioti senza scrupolo.  

Nel momento attuale, coi voli al minimo da sempre, cassa integrazione, fallimento, una lotta impossibile per il trasporto aereo, minacciato da virus e competizioni sfrenate, il rullio dei motori Alitalia si accende dopo molti giri di chiave e con sempre meno carburante nelle ali; trattasi di un trambusto confuso, un colpo al cuore per chi ama il destino della compagnia – come pure le sorti del Paese.

Alitalia merce di scambio elettorale, una pancia piena d’aria e di debiti, lottizzata e deprezzata da sempre. 

Tradita anche e soprattutto da chi aveva nell’animo il desiderio di salvarla e mantenerla indipendente da fusioni con altre compagnie piu’ sane e forti, oggi “la nuova – ennesima nuova Alitalia” tenta di ripartire. Un nuovo gruzzolo statale, per scrollarsi di dosso l’incubo di altri tagli, ripianare le perdite provenienti da assurdi costi di leasing fuori controllo, fino alla svendita e riaffitto di slot essenziali che hanno solo svergognato la sua reputazione nel traffico aereo. Potra’ decollare finalmente verso una gestione normale, sensata, senza piu’ aggrapparsi agli specchi di false ristrutturazioni e piani straordinari che sino ad oggi l’hanno solo massacrata?

Assistenti di volo, armare gli scivoli e prepararsi al decollo.

Francesco Di Pisa è Dottore in Giurisprudenza con Master in Scienza delle Comunicazione. Libero professionista, dopo la Spagna, la Gran Bretagna, si occupa di politiche Marketing, consumo, comunicazione e scrive di politica, attualità e costume.

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