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Internazionali BNL d’Italia 2026, al Foro Italico arriva il torneo più grande di sempre

Dal 28 aprile al 17 maggio Roma ospita l’83ª edizione: 21 campi, nuovi spazi e capienza in aumento per uno degli eventi sportivi più attesi

Roma ha acceso il conto alla rovescia per gli Internazionali BNL d’Italia 2026, presentati il 14 aprile al Foro Italico con una novità che vale già da sola il peso della notizia: l’83ª edizione, in programma dal 28 aprile al 17 maggio, si presenta come la più ampia e strutturata mai allestita nella storia recente del torneo, con tutti i migliori giocatori del mondo attesi sui campi della Capitale e un site profondamente ripensato per accogliere più pubblico, più partite e un’esperienza più immersiva.

Le autorità alla presentazione ufficiale

Angelo Binaghi – Presidente FITP

Binaghi insiste su tre punti centrali. Il primo è il grande momento del tennis italiano, vissuto come una fase di entusiasmo diffuso che coinvolge pubblici diversi e che comporta anche una responsabilità maggiore per chi organizza e guida questo movimento. Il secondo è l’unicità degli Internazionali di Roma, descritti non solo come torneo sportivo ma come esperienza irripetibile in cui il tennis incontra la bellezza della Capitale, la storia e la cultura. Il terzo è la volontà di rafforzare il peso internazionale del torneo, rendendolo sempre più centrale nel calendario mondiale. Nelle sue parole c’è anche un passaggio molto significativo sul piano simbolico: sarà la prima edizione senza Nicola Pietrangeli, ma la sua impronta resterà viva nell’identità stessa del torneo.

Marco Mezzaroma – Presidente di Sport e Salute

Mezzaroma concentra il suo intervento sulla trasformazione del Foro Italico e sulla crescita strutturale dell’evento. Sottolinea che il site rinnovato è stato pensato per mettere al centro le persone, migliorare l’esperienza del pubblico e rendere ancora più forte il coinvolgimento emotivo. Entra poi nel merito delle novità concrete: 21 campi su 20 ettari, nuova arena nello Stadio dei Marmi con oltre 7.000 posti, circa 12 mila spettatori complessivi in più rispetto all’anno precedente, nuova SuperTennis Arena e altri interventi integrati nel contesto del Foro. Allarga infine lo sguardo al progetto complessivo di riqualificazione dell’area: 160 milioni di investimento, recupero del verde, restauro delle superfici storiche e avvio dei lavori del nuovo Centrale da giugno, con copertura e maggiore capienza. Il messaggio di fondo è chiaro: gli Internazionali crescono insieme al Foro Italico e lasciano un’eredità stabile alla città.

Roberto Gualtieri – Sindaco di Roma

Gualtieri lega il torneo al momento eccezionale che sta vivendo il tennis italiano, richiamando anche il recente successo di Sinner a Montecarlo. La sua lettura è doppia: da una parte sottolinea la crescita nazionale del movimento, dall’altra mette in evidenza il ruolo di Roma come città protagonista di questa stagione positiva. Quando parla di “partecipazione senza precedenti”, il sindaco punta sul dato più politico e urbano dell’evento: gli Internazionali non sono più soltanto una manifestazione sportiva ospitata al Foro Italico, ma un appuntamento che coinvolge sempre di più la città e il pubblico.

Alessandro Onorato – Assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale

Onorato sviluppa soprattutto il tema del rapporto sempre più stretto fra torneo e città. Rivendica il lavoro fatto per portare gli Internazionali “dentro Roma”, rendendoli visibili e presenti oltre il perimetro del Foro Italico. Parla di una partecipazione diffusa in tutti i municipi, anche con strumenti digitali, e descrive il 2026 come un anno speciale per intensità e coinvolgimento. Nella sua dichiarazione c’è anche una lettura strategica: il torneo ha raggiunto un livello altissimo non solo grazie all’organizzazione e alla qualità del tennis italiano, ma anche perché Roma ha saputo offrire la propria immagine e i propri luoghi simbolici per amplificare l’evento a livello internazionale. Gli esempi che cita – dal campo in Piazza del Popolo al sorteggio in siti iconici della città – servono a mostrare come gli Internazionali siano diventati anche uno strumento di promozione urbana globale.

Andrea Abodi – Ministro per lo Sport e i Giovani

Abodi insiste sul rapporto simbiotico fra città ed evento. La sua idea è che gli Internazionali non siano un corpo separato rispetto a Roma, ma qualcosa che prende forma grazie a ciò che la città offre e che, allo stesso tempo, restituisce valore alla città stessa. Il punto più interessante del suo intervento è il riferimento al valore sociale e formativo del torneo: Abodi parla infatti di un investimento che arriva anche nelle scuole e che può contribuire alla crescita delle sensibilità. In sostanza, il torneo viene presentato non solo come spettacolo o motore di immagine, ma anche come occasione educativa e civile.

Roma amplia gli Internazionali e ridisegna il Foro Italico

Il dato che racconta meglio la portata del salto è quello degli spazi. L’area del torneo sale a 21 campi complessivi, distribuiti su 20 ettari: 19 all’interno del Foro Italico e 2 sul Lungotevere. Non è soltanto un ampliamento tecnico. È un cambio di scala che sposta gli Internazionali su una dimensione ancora più internazionale, con una macchina organizzativa pensata per sostenere l’arrivo di migliaia di spettatori in più e per dare continuità a un evento che da tempo non è solo una tappa del grande tennis sulla terra rossa, ma una vetrina globale per Roma e per l’Italia.

Il cuore dell’impianto resterà il Campo Centrale, simbolo del torneo e luogo dove si concentra il maggior carico emotivo delle giornate decisive. Attorno a questo asse, però, il disegno cambia in modo evidente. La Grand Stand Arena lascia spazio alla nuova BNP Paribas Arena, collocata nell’area dello Stadio dei Marmi “Pietro Mennea”, con una capienza che supera i 7 mila posti. A questa si aggiunge la nuova SuperTennis Arena, pensata con una struttura capace di avvicinare il pubblico al gioco e di rendere ancora più diretta la percezione della partita. Il risultato pratico è semplice da capire: più posti disponibili, maggiore distribuzione del pubblico, più centralità per ogni sessione del torneo.

Più posti, più giorni, più peso nel calendario mondiale

L’aumento della capienza è uno degli aspetti più rilevanti per chi guarda agli Internazionali come fenomeno sportivo e popolare. Il nuovo assetto garantisce circa 12 mila spettatori complessivi in più rispetto all’anno precedente. In una fase in cui il tennis italiano vive una crescita eccezionale di interesse, il torneo romano prova così a rispondere a una domanda sempre più ampia, alimentata non solo dagli appassionati storici ma anche da nuove fasce di pubblico, attratte da un movimento che oggi si sente protagonista ai massimi livelli.

Il calendario rafforza questa impressione. La finestra ufficiale va dal 28 aprile al 17 maggio, con un arco di presenza molto ampio nel cuore della primavera romana. Questo significa più tempo in città per atleti, staff, addetti ai lavori e visitatori, ma anche più pressione positiva sull’intero sistema urbano: trasporti, accoglienza, servizi, commercio, comunicazione. Il torneo, insomma, continua a crescere come evento totale. E nel frattempo consolida la sua ambizione: essere percepito sempre meno come una semplice tappa di prestigio e sempre più come uno snodo centrale del tennis mondiale.

L’effetto Roma e il valore pubblico dell’evento

C’è poi un altro punto che rende questa edizione particolarmente significativa. Gli Internazionali 2026 non si fermano dentro il perimetro del Foro Italico. Negli ultimi anni il torneo si è progressivamente allargato dentro la città, trasformando luoghi simbolici di Roma in estensioni narrative dell’evento. È un passaggio importante perché cambia il modo in cui il pubblico vive il tennis: non più soltanto uno spettacolo da seguire sugli spalti, ma un grande appuntamento urbano che entra nel paesaggio della Capitale e ne sfrutta il richiamo internazionale.

Dentro questo percorso si inserisce anche il piano più ampio di riqualificazione del Parco del Foro Italico: 160 milioni di euro di investimento, 5,6 ettari di verde recuperato, superfici storiche restaurate e nuovi spazi dedicati alla pratica sportiva. A giugno, inoltre, è previsto l’avvio dei lavori per il nuovo Centrale, con copertura e ampliamento della capienza, destinato a diventare uno spazio polifunzionale utilizzabile tutto l’anno. Intanto lo Stadio dei Marmi, dall’estate, è destinato a tornare pienamente fruibile dai cittadini come playground a libero accesso. È qui che il torneo smette di essere soltanto una grande manifestazione e diventa anche un pezzo di trasformazione urbana, con effetti destinati a restare oltre le due settimane di gara.

Un’edizione che pesa anche sul piano simbolico

L’edizione 2026 avrà anche un valore emotivo particolare: sarà la prima senza Nicola Pietrangeli, nome inseparabile dalla storia del tennis italiano e dalla memoria del torneo romano. Questo dettaglio aggiunge profondità a un appuntamento che punta al futuro ma sa di portarsi dietro un’eredità precisa, riconoscibile nella sua immagine, nel suo prestigio e nel suo legame con Roma. È anche per questo che la presentazione dell’83ª edizione ha avuto un tono più ampio di una normale conferenza: non soltanto annuncio di novità, ma affermazione di un’identità che prova a tenere insieme tradizione, spettacolo, impatto economico e vocazione popolare.

Il punto è che gli Internazionali BNL d’Italia 2026 non promettono solo grande tennis. Promettono una Roma più coinvolta, un Foro Italico più moderno e un evento capace di parlare a pubblici diversi nello stesso momento: chi cerca il match di cartello, chi vuole vivere l’atmosfera della città, chi osserva il peso crescente dello sport come leva di immagine e sviluppo. Dal 28 aprile al 17 maggio si misurerà anche questo: non soltanto chi alzerà il trofeo, ma quanto in alto sia arrivato un torneo che ormai gioca stabilmente nella fascia dei grandi eventi globali.

Antonella Fiorito