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Dio salvi la Regina

E’ stata lunga, complicatissima, costosa, frustrante, talvolta persino sognata, ma alla fine la lettera dell’Home Office e’ arrivata: sono diventato cittadino Britannico e presto giurero’ formalmente e solennemente fedelta’ a Sua Maesta’ la Regina Elisabetta. Io, romano di Trastevere, Italiano, Repubblicano, in tempo di Brexit, un tempo complesso in cui il mondo pare spaccarsi egoisticamente in due parti, senza possibilita’ di capirsi ed intendersi piu’. Non solo qui in Inghilterra, ma anche in Italia, con navi di profughi che attraggono, tra Capitane coraggiose e Ministri su Facebook.

Non avrei mai immaginato, il primo giorno in cui misi piede per la prima volta in Inghilterra, era il luglio 1985, dopo Live Aid, dopo le gesta spettacolari ed indimenticabili del piu’ grande gruppo Rock di sempre inglese, guarda caso… i Queen di Freddie Mercury …che un giorno – ben 34 anni dopo John Major, Tony Blair, James Cameron e Theresa May, mi sarei potuto sentire non solo cosi’ orgoglioso, ma serenamente rilassato dopo oltre tre anni di stress pazzesco sull’ignoto che assale tutti noi Europei ed Europeisti dalla data del referendum che ha tagliato via, inspiegabilmente, sorprendentemente di netto, tanta, troppa Inghilterra dal resto dell’Europa.

Ho visto questo Paese cambiare, radicalizzarsi, esporsi al pericolo di perdere chissa’ quanto, sino a ieri, quando gli Eurodeputati di Farage – il partito della Brexit dura e pura, si sono volgarmente voltati, offrendo la schiena al Parlamento Europeo, nel giorno dell’inaugurazione. Non simboleggiavano questo Paese, ma un modo distorto e inaccettabile di protestare, che non fa parte di un mondo in cui anche io oggi sono formalmente cittadino.

Questo Paese mi ha accolto, mi ha regalato una splendida moglie, due figlie straordinarie, un modo di vedere la vita con meno paure, insinuazioni e sospetti, insieme a tanta pioggia, umidita’ e freddo, ed e’ il Paese che amo, insieme al mio, l’Italia dove sono nato, che sogno e detesto e sogno  per quello che potrebbe essere se non fosse che …

Sono Britannico, partecipo di questa Terra di Albione che vivo durante le mie volate in bici lungo i prati sconfinati e verdissimi del Wiltshire, dinanzi alle abbazie, le cattedrali gotiche, i car boot sale della domenica dove gli inglesi tornano inglesi come sono sempre stati, a comprare e vendere occasioni a prezzi stracciati, la Londra del British Museum come della National Gallery e di Hyde Park…

Per oggi e per altri giorni ancora non pensero’ a Brexit, al deal come al no deal, ai confini che ci separano, alle lotte intestine e fratricide dei Conservatori per arrivare a Downing Street, come alle debolezze e alle incertezze dei Laburisti, e alle marce democratiche e giuste dei Remain su Londra contro la Brexit.

Il mondo e’ uno, puoi avere una, due cittadinanze e condividerne le cose piu’ belle.

God save the Queen

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