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Da Juve e Inter in testa a braccetto alla Spal desolatamente ultima: tutti i temi della 16° giornata di Serie A

Ma anche la Roma che consolida il quarto posto, il Milan che rallenta ed un Napoli impantanato anche con Gattuso.

In attesa della sfida ad alta quota tra Lazio e Cagliari, che può portare i biancocelesti a -3 dal primo posto, l’analisi della penultima giornata del 2019 ci riconsegna il pareggio a quota 39 delle due capoliste: probabilmente le scorie europee hanno lasciato il segno.

La difficile settimana dell’Inter: una situazione che sta presentando il conto

Al minuto 92 della sfida del Franchi crolla il castello faticosamente costruito dall’Inter, con la rete di Vlahovic. Contro una Fiorentina coriacea, in cerca di riscatto dopo 4 ko consecutivi con tanto di panchina di Montella in bilico, sono emerse tutte le difficoltà dei nerazzurri di questo periodo. Merito anche di Dragowski, con due splendide parate su Lukaku (anche se sulla seconda il belga poteva fare meglio), ma l’Inter comincia lentamente ad andare in debito d’ossigeno, anche per la mancanza di ricambi a centrocampo. Il gol preso su lancio lungo di Dalbert a 120 secondi dalla fine con la squadra un po’ troppo sbilanciata in avanti ne è la dimostrazione. Si chiude una settimana molto negativa con 2 pareggi in campionato e l’eliminazione dalla Champions League. A Conte l’obbligo di finire l’anno solare con una vittoria per ricaricare le pile in vista di un mese di gennaio tradizionalmente ostico per la Beneamata.

Col tridente pesante la Juventus fa paura

Da grandissima squadra qual è, la Vecchia Signora viene subito fuori dalla lunga notte di Roma. Passando per la vittoria infrasettimanale di Leverkusen, contro l’Udinese Sarri ha vinto sperimentando il tridente pesante con Higuain, Dybala e Cristiano Ronaldo. E per il tecnico toscano non c’è stato riscontro migliore di quello della prestazione odierna: al cospetto di una squadra che tuttavia non sta affrontando un buon momento di forma, i tre (pienamente recuperati fisicamente e mentalmente) hanno sfoggiato lampi di classe e di bel gioco, con una collaborazione che ha funzionato a meraviglia. Dietro altra grande prestazione per Demiral da non sottovalutare. L’aggancio in classifica c’è stato – per essere precisi sorpasso, in quanto a pari punti vale lo scontro diretto vinto a San Siro – e contro la Sampdoria a Marassi i bianconeri possono rimettere il naso avanti. Il testa a testa continua, ma sembra essere Sarri in vantaggio psicologico. Senza dimenticare una Lazio che potrebbe accorciare ancora di più questa sera nel Monday Night di Cagliari.

La Roma consolida il quarto posto, si stacca l’Atalanta

La lotta per il quarto posto passerà anche da Cagliari, ma nel frattempo la Roma supera la Spal 3-1 e aspetta il risultato della Sardegna Arena per vedere se può accorciare sui cugini biancocelesti oppure consolidare la propria posizione, fino a ieri in coabitazione con i sardi. Non è stata una passeggiata per la squadra di Fonseca che, nonostante un approccio migliore rispetto alla sfida di Europa League con il Wolfsberger, è andata sotto per l’ingenuità di Kolarov che ha regalato ai ferraresi il rigore trasformato da Petagna. Tuttavia dopo un’ora di gioco, i giallorossi grazie a qualche episodio – come il pareggio sul tiro di Pellegrini deviato da Tomovic ed il rigore conquistato da Dzeko e trasformato da Perotti – sono riusciti a ribaltare una situazione potenzialmente pericolosa e mostrano più carattere di quello mostrato contro gli austriaci giovedì: per il portoghese c’è ancora qualcosa da limare sul piano attitudinale.

Dalla lotta per il quarto posto si stacca momentaneamente l’Atalanta, che perdendo a Bologna scivola a -4 dai giallorossi. Anche per la Dea probabilmente un leggero calo di energie post-impresa ucraina, non aiutato dall’infermeria, che è costato caro al cospetto di un Bologna micidiale nelle ripartenze. Qualche rimpianto c’è per Gasperini in un finale di partita che stava per rimettere in sesto, ma il salvataggio di Danilo sul pallonetto di Barrow condanna i nerazzurri alla prima sconfitta in trasferta in campionato.

Milan a secco, Napoli a picco

Doveva essere una festa a San Siro, con i festeggiamenti per 120° compleanno del club. Per l’occasione sono tornati a San Siro grandi campioni del passato, ma la prestazione da campione è stata di Gianluca Pegolo, il secondo portiere classe ’81 del Sassuolo autore di 4 grandi interventi. E quando non ci è arrivato Pegolo, ci si è messa la sfortuna con i due legni colpiti da Leao in 5 minuti che hanno condannato il Milan allo 0-0 casalingo. L’amarezza rimane ma la squadra è in crescita, con un gioco che comincia a farsi vedere ed un Piatek più coinvolto nella manovra (anche se ancora a secco in zona gol).

Chi invece non cresce è il nuovo Napoli di Rino Gattuso, che al 90′ ha subito la beffa contro il Parma. Non gira niente per gli azzurri: il tecnico calabrese ha parlato di difficoltà dal punto di vista mentale, ma anche gli episodi non aiutano. Dopo una partita aggressiva, con un Sepe super ed un contropiede orchestrato da Gervinho il Napoli perde in casa per la terza volta in stagione contro squadre non di primissima fascia. Gattuso non poteva fare miracoli a tre giorni dal suo insediamento, ma occorre recuperare pienamente la testa dei suoi uomini, perché la classifica langue: col sorpasso degli emiliani, è ottavo posto in coabitazione con Torino e Milan e sono 11 i punti distacco dal quarto posto.

Ci Piace e Non Ci Piace: Mister Derby Ranieri e la Spal

La super rimonta del Verona col Torino (da 0-3 a 3-3 in un quarto d’ora) va sottolineata, così come la ripresa del Brescia ad opera del rientrante Corini, ma la “palma” di migliore questa settimana è di Claudio Ranieri, che inserendo Gabbiadini ha deciso il Derby della Lanterna. Prosegue il lavoro di risanamento del tecnico romano, che può vantare una statistica davvero positiva, ovvero l’imbattibilità nei derby: in 10 “allenati” ne ha vinti 9 con un pareggio.

De profundis invece per la Spal, uscita da Roma con zero punti ed alla terza sconfitta consecutiva. Andata in vantaggio ed in partita per un’ora, crolla nel finale e vede la zona salvezza distante sei punti. Ammirevole la scelta della società che ha dato fiducia allo storico tecnico spallino Semplici, in controtendenza con altre realtà (vedi Brescia), a Torino probabilmente l’ultima chance.

Photo Credits: Juventus Official Twitter Page