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Campagna elettorale, le “armi di istruzione di massa” degli sfidanti

Scuola, Campagna elettorale

Scuola

Assunzione dei docenti, sostegno agli studenti incapienti, libertà di scelta educativa, edilizia: le ricette dei principali partiti e coalizioni su scuola, università e ricerca sono curiosamente simili

Da www.romait.it

Continuano i nostri approfondimenti sui grandi temi della campagna elettorale per le Politiche del prossimo 25 settembre. In questa circostanza vengono messe a confronto le proposte dei duellanti su istruzione e formazione. Questioni scottanti su cui però – incredibile dictu – si registra un’insolita (e probabilmente unica) identità di vedute.

Scuola, Campagna elettorale
Scuola

Scuola e università in campagna elettorale

A un argomento massimamente divisivo come l’immigrazione era giusto farne seguire uno che unisse trasversalmente gli schieramenti. E, benché sembrasse un’impresa, lo abbiamo trovato nel trittico scuola, università e ricerca.

Su queste materie, infatti, obiettivi e ricette dei principali partiti e coalizioni impegnati nell’attuale campagna elettorale appaiono curiosamente simili. Dall’assunzione e stabilizzazione dei docenti all’adeguamento dei loro stipendi, dal supporto agli studenti incapienti alla formazione professionale, dall’ammodernamento dell’edilizia alla libertà di scelta educativa.

Armi di istruzione di massa

In più, il centrodestra punta a estendere il Buono Scuola (il contributo di alcune Regioni per l’iscrizione a istituti paritari o pubblici con una retta). Nonché a «favorire il rientro degli italiani altamente specializzati attualmente all’estero».

Il centrosinistra intende garantire l’accesso universale gratuito alle mense scolastiche, la gratuità dei libri di testo e del trasporto pubblico locale per gli alunni con reddito medio-basso. Oltre a istituire un Fondo nazionale per viaggi-studio, gite e doposcuola, estendere il tempo pieno e rendere «gratuita e obbligatoria la scuola dell’infanzia».

Queste ultime sono priorità pure del Terzo Polo, accanto all’ampliamento dell’obbligo scolastico a 18 anni e al potenziamento dell’educazione civica. Ma anche al «sostegno alla residenzialità» per gli studenti universitari fuori-sede e alla trasformazione degli atenei in fondazioni di diritto privato a capitale interamente pubblico.

Infine, il M5S chiede la riduzione del numero chiuso nelle università e l’accesso aperto ai risultati delle ricerche accademiche. E vuole più psicologi e pedagogisti «per fornire un sostegno ai nostri ragazzi e a tutta la comunità scolastica».

Il sano sviluppo intellettuale e psico-fisico degli studenti, dopotutto, deve necessariamente essere la bussola di ogni politica pedagogica. Ed è giusto perseguirlo anche con delle… armi di istruzione di massa!

Giorgia Meloni, Enrico Letta, Giuseppe Conte e Carlo Calenda
Giorgia Meloni, Enrico Letta, Giuseppe Conte e Carlo Calenda